“Buongiorno Edoardo, ho deciso di scriverti queste poche righe a testimonianza di quanto il tuo fantastico libro abbia condizionato completamente i miei neuroni e i miei sogni, perché sono sempre stata una ragazza milanista e fantasiosa ma mai fino a questi livelli (fantasiosa s’intende, milanista quello sempre). Era il giorno tanto attesto della finale di champions e i due colossi al confronto erano : Juventus e Real Madrid. Anche per questa volta a noi non rimaneva che pregare tutti i supereroi del paradiso e della terra, la Madonnina e i dragoni cinesi affinché i carcerati rimanessero un’altra volta a bocca asciutta. Speravamo tutto in quel Cr7 e nel suo continuo sudare autostima che lo caratterizzava sempre. Ma a un certo punto il colpo di scena, la mattina stessa della finale la UEFA decide di squalificare il Real Madrid dalla competizione (per non si sa quale motivo) e a quel punto il panico di noi poveri milanisti e la gioia dei carcerati che si vedevano già cucita addosso la vittoria a tavolino si diffondeva come una goccia d’olio in un bicchiere d’acqua avvelenata. Loro però non avevano fatto i conti con l’ennesimo colpo di scena della UEFA. Comunicato ufficiale: ” A causa della squalifica improvvisa del Real Madrid dalla finale di Champions, ci vediamo costretti a prendere questa drastica decisione; non potendo assegnare una vittoria così importante a tavolino siamo costretti a trovare un sostituto come avversario per la Juventus. La decisone è stata presa: l’unica squadra in grado di eguagliare per blasone, storia e soprattutto vittorie il Real Madrid è il Milan. Pertanto la finale si disputerà tra Milan e Juventus.”
Ricordo ancora la mia faccia e quella di mio padre quando Sky mandò in onda il servizio: l’espressione tra un misto di incredulità, disperazione e gioia allo stato puro.
“No, babbo io la finale non la guardo, ma dai dove andiamo con la squadra che abbiamo? Ci faranno ripagare con gli interessi la vittoria di 14 anni fa.”
Mio padre era più disperato di me ma al contempo non potevamo non guadare il nostro Milan, quindi come ogni domenica, come per ogni finale ci sedemmo sul divano con un nodo allo stomaco così stretto che per scioglierlo avremmo dovuto fare i gargarismi con l’acido muriatico. Diretta dal campo, inquadrano la coppa in tutto il suo splendore con quei laccetti fantastici da una parte di chi ne aveva già vinte sette, e dall’altra i laccetti di chi…. vabbè via, ci siamo capiti. È il momento dell’entrata in campo dei giocatori e lì esplode la magia:
“Babbo, aspetta ma com’è possibile che Deulofeu è diventato Ambrosini? E poi guarda Lapadula è diventato Maldini, oddio ma ma Suso è Kakà… guarda c’è anche Rino.”
” È semplice, figlia mia, quella è la magia dei supereroi.”
La cosa ancora più magica è che solo noi milanisti potevamo vedere la trasformazione, mentre per tutti gli altri la formazione del Milan era quella della stagione appena conclusa.
Fu una partita sofferta, giocata fino all’ultimo calcio d’angolo ma a trenta minuti dalla fine, un fantastico Deulofeu – Ambrosini tirò una saetta da metà campo da bucare la porta avversaria e far esplodere il cuore di noi milanisti. Non ci fu nessun rigore, non ci furono quei cinque minuti più lunghi della nostra vita quando Ševčenko fissava la porta e l’arbitro come se stesse chiedendo il consenso per tirare il rigore più importante della storia del calcio. Quello era già un sogno diventato realtà, una realtà talmente magica da non potersi ripetere uguale per una seconda volta. Ma il grido si, quel richiamo così forte al quale nessun milanista può rimanere inerme seduto sul divano: “Alzala Paolo, alzala!” Fini così il sogno più bello che io abbia mai fatto, con l’immagine del nostro capitano che alzava l’ottava coppa dei campioni, quel povero Maldini intrappolato per gli altri nel corpo di un Lapadula qualunque ma che nei nostri cuori era il Paolo di sempre. Perché come disse qualcuno: ” Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi.” (grazie per avermi regalato il sogno più bello di sempre?)”

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