Ciao Edo (dopo averti “letto” per due giorni permettimi questa licenza confidenziale), ho letto il tuo libro ed ho visto la mia immagine riflessa sul manoscritto. Sono nato nel 1976, ho qualche ricordo dell’ A.C. MILAN dell’ “estroso” presidente Farina, in cui militavano calciatori del calibro di: Agostino Di Bartolomei, Vinicio Verza, Alberigo “CHICCO” Evani (ancora giovane, prima che diventasse il matador dell’Atletico Nacional di Medellin, in quelli di Tokyo), Luther Blisset, Raymond IL RASOIO Wilkins, il PECORARO SARDO Pietro Paolo Virdis,Giuliano Terraneo, Mark ATTILA Hatley,etc…Ho vissuto, vivo e vivrò il Milan come se fosse “il gesto” che compio ogni giorno: bere un caffè, allacciarsi le scarpe, stirare una camicia, etc. Correva l’anno di grazia del 1987 e mio padre decide di portarmi allo Stadio Comunale di Torino per ammirare il Milan di Sacchi che sarebbe diventato quello che noi due sappiamo: IL MILAN. Mi tremavano le gambe ed avevo saltato il pranzo: all’epoca non esisteva Sky, Mediaset, blabla, si giocava il pomeriggio e basta: alle 15:00 o alle 15:30 a seconda della stagione. In quel momento il Milan lo avevo “conosciuto” in TV e sulle figurine panini, immagina che botta adrenalinica vedere gli undici diavoli rossi dal vivo. Un ragazzo al mio fianco mi porge dei fogli di carta, stracciati a mo’ di coriandoli , da lanciare al momento dell’annuncio delle formazioni, mi sentivo un vero tifoso, avrei voluto avere tamburi ed un megafono per dirigere la famigerate ed insostituibile Fossa dei Leoni. Sono nello spicchio di stadio in cui vedo, con la miglior visuale possibile, lo stacco imperioso del Tulipano nero che incorna di testa e gonfia la rete alle spalle del gobbo Tacconi. Ho riso, come colpito da una paresi facciale, e fino al rientro a casa io e mio padre ridevano con la stessa intensità. Io e mio padre abbiamo visto e vissuto il Milan, sempre insieme, passando da Baresi a Van Basten, da FantaSheva a SuperKakà (quante lacrime per i loro addii), da Seedorf a SuperPippo, dalla Coppa delle Coppe alla Coppa dei Campioni, dagli scudetti ai cinesi: TUTTO INSIEME!
Oggi apro la borsa del lavoro, sposto il baracchino (la schiscetta), prendo il tuo libro : “Papà guardo cosa ti regalo: UN PEZZO DI NOI”.

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