Domenica 20 novembre 2016, derby della Madonnina. Quella partita che si guarda sempre e comunque, che se hai l’abbonamento i casi sono due: o sei in ospedale attaccato a tre flebo o vai allo stadio! Mi sveglio più stanca del solito, ma non ci bado. D’altra parte al lavoro siamo in pieno periodo natalizio e i ritmi sono pesanti. La partita è alle 20.45 e già dal mattino iniziano gli sms e i whatsapp di scongiuri e sfottò con i tifosi rossoneri e nerazzurri della zona. Inizio a guardare l’orologio e a fare il conto alla rovescia. Qualcosa però oggi non va. Gianluca, il mio compagno juventino (sigh!), mi chiede se sto bene. Sì, un po’ stanca ma tutto ok!

 

Passano le ore e la spossatezza aumenta. Una sensazione strana, mi sono sentita così tante volte, ma questa volta è qualcosa di inspiegabile. Per farla breve, mi ritrovo stesa sul divano dalle 11 del mattino fino al pareggio di Perisic.

 

Questo stato continua nei giorni successivi e due settimane dopo alle 12.30 si gioca col Crotone, ma decido di andare contando sul fatto che la partita sia a metà giornata. Il gol di Falcinelli non mi fa digerire la mela addentata prima del fischio d’inizio. La nausea che ne deriva resterà per tutto il giorno e per i giorni successivi. Cosa sta succedendo?

Due giorni dopo, il 6 dicembre alle 6.00 del mattino, si scopre l’arcano: sono incinta! Resto basita col test in mano, scendo le scale e informo il mio compagno. Lui è contentissimo, io un po’ stordita. Impossibile che sia vero! Ho 42 anni, periodo stressante segnato anche da un brutto lutto. Urge che la ginecologa dia un’occhiata di persona: dopo 12 ore la visita conferma che, sì, l’embrione c’è. E’ lungo pochissimi millimetri, si vede solo una specie di fiorellino che si apre e si chiude: il cuoricino. La gravidanza è alla sesta settimana! Rientro a casa e confermo a Gianluca che siamo in tre.

 

Poi faccio due conti e – fra tutte le osservazioni emozionali intelligenti che potevo fare – esclamo: “Ora capisco il perché della stanchezza insopportabile il 20 novembre! È lei/lui la causa della mia assenza al derby! Cominciamo molto male!!!”.

 

Gianluca mi guarda con gli occhi sbarrati. Temo una risposta al vetriolo a queste esternazioni fuori luogo per una neo-mamma. Solo che, dato che dio li fa e poi li accoppia, gli spunta un sorrisetto e risponde “fantastico! Ho la certezza che non sarà mai milanista come te e neppure interista come tuo padre. Ti ha costretta a stare a casa…. Sarà juventina!”. A quel punto non ce l’ho fatta e gli ho detto: “tu pensa quello che vuoi, ma da questo utero gobbi non ne escono!“. Questa è stata la conversazione fra una quarantaduenne e un quarantatreenne dopo i primi istanti da genitori!

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