Saremo una squadra di diavoli. I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari!
(Herbert Kilpin, fondatore del Milan Footbal and Cricket Club)

 

Mi piacerebbe togliere il completino e le scarpette, indossare il cappellino la maglia ed urlare e cantare insieme con gli ultras.
Se non avessi fatto il calciatore, megafono in mano,mi vedevo bene sugli spalti a sostenere i colori rossoneri”
(Rino Gattuso)

 

L’ideologia, la religione, la moglie o il marito, il partito politico, il voto, le amicizie, le inimicizie, la casa, le auto, i gusti letterari, cinematografici o gastronomici, le abitudini, le passioni, gli orari, tutto è soggetto a cambiamento e anche più di uno. La sola cosa che non sembra negoziabile è la squadra di calcio per cui si tifa.
(Javier Marías)

 

Diventai milanista perché da piccolo trovai un giorno per terra il portafoglio di mio nonno. Lo aprii e vidi le foto ingiallite di padre Pio e Gianni Rivera, che io non conoscevo, non sapevo chi fossero. Lo chiesi a mio nonno e lui mi spiegò: uno fa i miracoli, l’altro è un popolare frate pugliese
(Diego Abatantuomo)

 

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato.
(L’equipe, dopo la vittoria per 4 a 0 con la Steaua)

 

“The best football team off all time”.
(The World Soccer, sul Milan di Sacchi)

 

Sono milanista dalla nascita. Avevo uno zio tifosissimo del Milan. Uno di quelli che fanno la storia del tifo calcistico. II giorno che ricevetti il battesimo, senza che nessuno se ne accorgesse lo zio milanista legò i miei… attributi maschili con un nastrino rossonero. E io sono andato in chiesa col mio bel “cazzettino” legato, sotto il coprifasce di pizzo bianco. Quando poi me lo hanno detto, ricordo che ho pensato: meno male che era maschio, quello era capace di mettermi una bandierina!.
(Ugo Tognazzi)

 

Marco Van Basten aveva un dono: era sempre bello. Gli riusciva tutto a dispetto di ogni impedimento. Di destro, di sinistro, di testa. Al volo, rasoterra, d’astuzia (mai di rapina). La caviglia gli impediva di allenarsi come gli altri, ma lui eccedeva.
(Andrea Scanzi)

 

Un giorno Van Basten mi chiese: “Mister, ma perché noi dobbiamo sempre convincere?”.
“Perché se vuoi entrare nella storia non puoi soltanto vincere. Devi lasciare un segno diverso, devi farti ricordare a distanza di anni non solo per il risultato”.
(Arrigo Sacchi)

 

La notte di Barcellona resterà il ricordo più emozionante. E non tanto per la partita con la Steaua che si rivelò una marcia trionfale vincendo 4 a 0, quanto per l’ingresso allo stadio e l’accoglienza dei nostri tifosi. Sembrava che tutta Milano ci avesse seguito fin là.
(Marco Van Basten)

 

Un toro… Era più brutale che tecnico, però suppliva a tutto con la sua potenza, la sua preparazione fisica.
(Diego Armando Maradona su Gullit)

 

Ragassi, se oggi non corremo tutti, lo ciapemo nel cul…
(Nereo Rocco illustrando la tattica sulla lavagnetta, alla vigilia della finale di Coppa Campioni del 1963)

 

Nereo Rocco era il prototipo del calcio che nasceva all’oratorio e finiva in osteria, aveva il cuore dei giganti buoni e un’ironia da far invidia.
(Darwin Pastorin)

 

Più che con le parole Franco Baresi va descritto con i fatti. E’ stato protagonista di una carriera infinita in cui è riuscito a togliersi le soddisfazioni più grandi. Non puoi restare nel calcio al altissimo livello per vent’anni, se non sei un grande uomo.
(Paolo Maldini)

 

Baresi II è dotato di uno stile unico, prepotente, imperioso, talora spietato. Si getta sul pallone come una belva: e se per un caso dannato non lo coglie, salvi il buon Dio chi ne è in possesso! Esce dopo un anticipo atteggiandosi a mosse di virile bellezza gladiatoria. Stacca bene, comanda meglio in regia: avanza in una sequenza di falcate non meno piacenti che energiche: avesse anche la legnata del gol, sarebbe il massimo mai visto sulla terra con il brasiliano Mauro, battitore libero del Santos e della nazionale brasiliana 1962
(Gianni Brera)

 

Raccontano i giocatori del Real Madrid che i rivali del Milan non guardavano né loro né il pallone: guardavano solo Baresi. Così si rispetta un vero capo. Raccontano ancora che “a ogni fuorigioco provocato gli scappava un sorriso”.
(Jorge Valdano).

 

La sintesi perfetta della scuola dei grandi difensori italiani: Facchetti più Baresi più Scirea più Cabrini: un campione in provetta non sarebbe riuscito meglio
(Enrico Currò su Paolo Maldini)

 

Il record del Milan, quello delle 58 partite senza sconfitte, vale di più, perché arrivò nel periodo delle cosiddette sette sorelle: il Parma vinceva la Coppa Uefa, la Lazio la Coppa delle coppe e in Europa tutte le italiane arrivavano fino in fondo.
(Paolo Maldini, riferendosi alla stagione 1991-1993)

 

Come negli altri sport, non c’è più l’attaccamento alla maglia. I ragazzi a 22 anni sono miliardari. Alle prime difficoltà nel club se ne vanno. Esistono ancora eccezioni, che diventano eroi. In Italia, Paolo Maldini è un esempio straordinario.
(Yannick Noah)

 

Da bambino passavo il tempo con il pennarello in mano a scrivere “Forza Milan” sui muri del paese.
(Gennaro Gattuso)

 

Essere rossonero mi ha insegnato a essere uomo.
(Josè Altafini)

 

Nessun impegno è scontato in partenza. Bisogna applicarsi e lavorare. La volontà di riuscire è alla base di tutto.
(Cesare Maldini)

 

Ogni lunedì sui giornali mi ritrovavo riconosciuto come un eroe nazionale; se indovinavo un passaggio ero paragonato a Schiaffino, se azzeccavo un gol a Meazza.
(Gianni Rivera)

 

Se avessi i piedi buoni anziché scostumati non sapremmo dove mettere le coppe
(Gennaro Gattuso)

Il mio doping è il peperoncino. E il fatto che mi spacco il culo tutta la settimana
(Gennaro Gattuso)

 

Pippo è torero, è gazza, simula svagatezza e invece tiene d’occhio contemporaneamente guardalinee, filo dell’offside, controllore.
(Andrea Aloi su Pippo Inzaghi)

 

Con l’arrivo di Capello il Milan vinse così tanto da annoiare persino i milanisti.
(Carmelo Bene)

 

Serginho non si diverte giocando da terzino? Vorrà dire che dopo la partita lo porterò al cinema.
(Carlo Ancellotti)

 

Kakà è un fenomeno al 100%. Se quest’anno non vince il Pallone d’oro glielo vado a comprare io.
(Gennaro Gattuso)

 

Fata un monumento al più terribile Inzaghi di nostra memoria, all’uomo dell’eterno combattimento. All’attaccante dell’estrema frontiera.
(Candido Cannavò)

 

Il mio Pallone d’oro è rubare più palloni possibile.
(Gennaro Gattuso)

 

Il Milan di Sacchi era vertigine pura, che ti toglieva il respiro. Sono le cose che ti tolgono il respiro a restare sulla pelle. Equazione impossibile di estetica, grazia e armonia. Un miracolo anatomicamente perfetto, congiunzione di cuori, polmoni, fegato e fosforo. Non giocava contro le avversarie, giocava contro i propri limiti. Come Dio.
(Giancarlo Dotto)

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