Caldo di luglio. Certo, non a Lugano, dove si sta un po’ meglio che a Milano. Vuoi per il lago, vuoi per i monti, vuoi per quell’ambientazione che ricorda vagamente Heidi e le sue caprette, eppure anche il Milan è sembrato diverso.

 

No, non stiamo parlando di schemi, tattiche e posizioni. Troppo presto per dare giudizi su una squadra rivoluzionata e con diversi giocatori presi in prestito dalla primavera, tra l’altro in gol.

 

La novità è il clima. L’ambiente. Più fresco e meno teso di quello che si respirava neanche un mese fa dopo la (strasudata) qualificazione in Europa League. Facce nuove e una ventata di positività. Nessuno vuole sbilanciarsi: sarebbe folle e insensato a oggi. Il mercato del Milan è stato finora più che positivo, soprattutto se visto in prospettiva ma, diciamocelo, nonostante i 7 nuovi innesti – a cui si aggiunge il rinnovo Donnarumma con tanto di fratello al seguito – c’è da dire che di nomi roboanti non ne sono arrivati ancora.

 

La voglia di Milan, si sa, è contagiosa e sono bastate alcune accortezze da parte della nuova proprietà per far sì che il popolo rossonero tornasse a scalpitare.

 

Ed ecco che il tifo ha risposto presente: lo stadio del Lugano ieri contava la bellezza di 7.000 spettatori paganti. Quasi un record considerando il Milan degli ultimi anni, per di più per la prima sgambata dell’anno. Si può tornare a vincere subito? Difficile dirlo, ancora di più crederlo. Però qualcosa è cambiato tra i monti di Lugano. E stavolta l’aria sembrava essere, finalmente, carica di ottimismo. Che di questi tempi vale (quasi) come una vittoria.

 

 

 

 

 

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