Le linee di demarcazione. Sottili ma inaggirabili, presenti da quel giorno e per tanti giorni dopo il mio coming out.

Diciotto anni e la sensazione, figlia della sfrontatezza dell’età, che tanto tu ti farai capire in tempi rapidi, tu non come altri che hai sentito: cacciati di casa, messi alle strette, obbligati a un clima infame dentro pure le pareti di casa.

Tu la sfanghi veloce. Mamma papà, sono gay, ma se ero juventino era peggio no?

No, non proprio così, però insomma quasi. Invece per papà il tempo di elaborazione è stato lungo, pieno di frenate, a volte anche brusche, ripartenze, segnali contradditori, fatica.

Solo in un luogo le linee di demarcazione fra noi si annullavano: San Siro. Li magicamente come il giorno prima della confessione (liberazione). Lì, papà e figlio tornavano a parlarsi guardandosi all’altezza degli occhi e con il cuore leggero, senza quei silenzi pesanti come piombo, senza la paura di liberare le parole, con tanti metri di campo davanti, come per le sgroppate di Andy Brehme, come durante quell’orribile Inter-Pescara 0-0 del 1977 con Scanziani che si mangia un gol a porta vuota, la mia prima partita dal vivo, come e per sempre dentro quel luogo che annulla le distanze, perché basta la stessa sciarpa al collo.

Ho memoria di abbracci senza tempo, talmente forti che ti chiedevi cosa ne sarebbe stato ancora delle diffidenze fra noi fuori da li.

Il gol di Seedorf alla Juve per un 2 a 2 che non ci eviterà la beffa finale il 5 maggio, il 3 a 2 di Recoba in quell’incredibile rimonta alla Sampdoria in un campionato senza pretese, quelle strette che a chiudere gli occhi io sento ancora oggi che papà cammina con il bastone e alla mia unione civile ha pianto in prima fila.

San Siro, l’amore per l’Inter sono stati la colla in un momento dove c’era il rischio di perdersi. San Siro e l’Inter ci sono ancora in questa stagione della vita dove io conservo il mio seggiolino allo stadio e papà resta sveglio a fatica davanti alla televisione e sky calcio.

A guardare indietro, noi quelle linee di demarcazione non le abbiamo aggirate, semplicemente alla domenica pomeriggio, ci scordavamo che esistessero.

di Luca Paladini

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