Sono in macchina con papà, tra noi non ci sono mai state tante parole, come al solito il silenzio regna sovrano e nella mia testa c’è un caos bestiale: direzione campo di allenamento della mia prima squadra di calcio femminile. Dopo anni passati a subire discriminazioni nei campionati maschili, dove la solitudine dello spogliatoio ti lascia delle enormi cicatrici nell’animo, oggi conoscerò la mia nuova squadra di calcio.

 

A distanza di quasi vent’anni non ricordo esattamente cosa ho provato, l’unica cosa che mi interessava era poter calpestare un maledetto campo e poter calciare un pallone.

 

Sapete, non è facile crescere in una città del sud Italia, nei primi anni ’90, con la passione del calcio. Ti ritrovi ogni volta a dire a te stessa: “dove ho sbagliato? Cosa ho che non va?” il problema è che non troverai mai la risposta a queste domande. A questo punto hai due soluzioni: fregartene e continuare a fare quello che ti piace o subire l’ignoranza delle persone e mollare tutto. La seconda soluzione è la più facile, tanto non puoi ambire ad un lavoro serio e duraturo!

La prima soluzione invece è quella che dovremmo valutare, pensiamoci bene; non rompi le palle a nessuno, ti diverti e fai del bene alla tua salute… ti sembra poco? E se la gente dovesse dirti qualcosa mandali a fanculo, non è la loro vita ma la tua! È facile immaginare quale sia stata la mia scelta. Non credo di essermi mai fatta condizionare dai pensieri delle persone, ho sempre avuto la capacità di assorbire tutto il veleno delle persone e utilizzarlo come antidoto “anti-ignoranza”.

 

Oggi, nel mondo del calcio femminile, la situazione non so’ quanto sia migliorata… ogni giorno continuiamo a subire discriminazioni e attacchi gratuiti. Una cosa però l’abbiamo imparata: la nostra passione e i nostri sorrisi sono lo scudo migliore per difenderci dall’ignoranza.

 

Sii felice, calcia la palla e sentiti libera. Affronta ogni singola partita come una nuova, impara a gioire delle vittorie del calcio e della vita, confrontati e cresci, da sole non siamo niente, insieme possiamo essere tutto.

 

 

 

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