Seguire la propria squadra allo stadio è l’apoteosi del tifo; farlo nello stadio cosiddetto “di casa” è di per sé emozionante, ma poterla seguirla in trasferta ha tutto un altro sapore, soprattutto se la città in questione è Londra, che ti ha adottato da anni.

Nel marzo 2012 ebbi la fortuna di vedere il Milan all’Emirates Stadium, splendida casa dell’Arsenal, squadra situata nel Nord di Londra. Era il ritorno degli ottavi di finale di Champions League, all’andata il Milan si era divorato i Gunners con un rotondo 4 a 0. Si prospettava una partita abbastanza facile, ma si rivelò un mezzo dramma, una di quelle partite da cardiopalma fino all’ultimo secondo.

La mattina della partita decisi di prendere ferie al lavoro e di andare fuori dall’hotel dove risiedevano i giocatori. Speravo di poter fare qualche foto con loro e dimostrare il mio supporto, ma non ci riuscii, perché non uscì nessuno… Cercai di guardare il lato positivo della cosa: “Bene”, pensai, “si stanno proprio concentrando!”. Ritornando a casa un po’ sconsolato indossai la maglia rossonera portafortuna e, con mio fratello appena arrivato dall’Italia per l’occasione, ci dirigemmo allo stadio euforici.

 

Trovare i biglietti non fu un’impresa facile. La ricerca era iniziata fin dal giorno dei sorteggi, che avevamo seguito con attenzione e accompagnato con scongiuri e gesti scaramantici di tutti i tipi (non riferibili in questa sede).

 

I biglietti li trovammo, ma non nel settore ospiti. Fu davvero surreale vivere quella partita circondati da mille maglie biancorosse. La partita sappiamo tutti come è andata a finire (3-0 per l’Arsenal, con il Milan che riuscì comunque a passare il turno) e, credetemi, quei novanta minuti sono stati i più lunghi che abbia mai passato dentro uno stadio.

Ricordando questa partita mi tornano alla mente sensazioni indelebili: il sentirsi veramente piccolo ad ogni gol dell’Arsenal, la speranza e il coraggio che tornavano ascoltando i cori della Curva Sud.

 

Al fischio finale la gioia fu così intensa che ci dimenticammo di tutti i tifosi locali che erano intorno a noi e all’uscita dello stadio gli abbracci e le pinte di birra bevute con gente sconosciuta che indossava la maglia del Milan rimarranno sempre qualcosa di indimenticabile.

 

L’atmosfera prima e dopo la partita qui in Inghilterra è molto allegra: si fa festa, non c’è pericolo di scontri (a meno che non si entri in pub locali con atteggiamento “di sfida”) ed i papà e le mamme accompagnano ancora i bambini allo stadio in un clima familiare.

Non so se passare il turno fu una questione di fortuna, di destino o chissà che, ma la maglia che indossavo quel giorno la tengo ancora come un cimelio… sarà il momento di tirarla fuori di nuovo?

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *