Stamattina mi sono svegliata con la voglia di cambiare il mondo, carica e pronta alla rivoluzione. Scendo dal letto con il piede giusto (il destro). Alzo la persiana e vengo baciata (si sà il sole bacia i belli) da un meraviglioso sole, che bella giornata!!! Mi dirigo verso la cucina con in testa un allegro motivetto  “attenzion concentrazion ritmo è… vitalità”.

Do un bacio al mio morbido Amore, apro il barattolo del caffè…. finito. Oggi non è proprio cosa, torno a dormire. Magari domani saró più fortunata.

Ok… è una cazzata, non posso tornare a dormire, devo andare a lavorare! Sapete, la (s)fortuna di essere una calciatrice in Italia è quella di dover lavorare, ma un lavoro vero! Quello dove ti alzi alle 7.00, impieghi venti minuti per capire chi sei, ti alzi, ti guardi allo specchio posizionato proprio accanto alla porta e ti dai della stupida perchè non ti sei ricordata di struccarti e come al solito sembri un panda.

Una volta entrata in doccia incominci a riflettere e a pensare alle prossime ore che dovrai affrontare, poi quando ti rendi conto di essere in ritardo diventi più veloce della gazzella che ogni mattina corre per non essere mangiata dal leone.

Ti vesti, prima però preghi di trovare qualcosa nei meandri del tuo armadio, ti ritrucchi, infili le solite sneakers, auricolari nelle orecchie e via a lavoro; durante il tragitto però, tra i 227 messaggi di whatsapp e la musica a palla vorresti far sapere alle persone che il calcio femminile in Italia è uno sport per “dilettanti”.

 

Pensiamoci bene, perché le persone dovrebbero interessarsi alle calciatrici? Le ragazze che giocano a calcio in Italia non possono che essere, per regolamento, delle dilettanti.

 

Questa condizione, che attanaglia tante sportive e tanti sportivi del nostro paese, è dovuta alla legge 91/1981 che lascia al CONI e alle sue Federazioni il compito di decidere quale disciplina debba essere trattata come professionistica e quale no.

Il calcio femminile è tra quelle riservate esclusivamente ai dilettanti e io sinceramente la mattina non sono mai loquace quindi come al solito sorrido e mi rendo conto di quanto sia stata felice la sera precedente su un campo di calcio.

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