Canzone del giorno: La locomotiva (F. Guccini)

Dj: Ricardo Rodriguez

“Non so che viso avesse, neppure come si chiamava,
con che voce parlasse, con quale voce poi cantava,
quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli,
ma nella fantasia ho l’immagine sua:
gli eroi son tutti giovani e belli….”

Ne abbiamo provati tanti, tantissimi. Sicuramente troppi.

Così come troppi anni son passati dall’ultimo terzino sinistro dignitoso, il caro Marek Jankulovsky.

Infatti dall’addio del terzino ceco all’urlo di #ultracompetitivi abbiamo dovuto sopportare su quella fascia di tutto e di più. Dall’esotico Taiwo all’arruffone Constant. Gli invisibili Didac Vilà e Armero, l’algerino Mesbah ed uno travestito da talismano che però aveva lo stesso nome e la stessa nazionalità di Messi: Lionel Vangioni.

Salviamo pur coi loro limiti tecnici solo per amore ed attaccamento Antonini e Antonelli.

C’è stato anche un fiore primaverile, tale Mattia De Sciglio, che però si è appassito nel giro di breve tempo trasformandosi in un crisantemo bianconero. Ma questa è un’altra storia. E probabilmente un’altra canzone.

Insomma una vera e propria via crucis la fascia sinistra.

“E un giorno come gli altri, ma forse con più rabbia in corpo
pensò che aveva il modo di riparare a qualche torto.
Salì sul mostro che dormiva, cercò di mandar via la sua paura”

Fino a quando una mattina di inizio giugno giornali e siti ci caricano a pallettoni.

Arriva al Milan il difensore goleador del Wolsburg, salvo accorgerci poi che la squadra tedesca non ha proprio trionfato nella ultima Bundesliga e che anzi si è salvata per il rotto della cuffia e che sì è titolarissimo della nazionale svizzera, ma la Svizzera durante mondiali e gli europei chi se la fila onestamente?

E così alzi la mano chi fra giugno e luglio non si è catapultato su youtube a vedere qualcosa, ma soprattutto chi fosse Ricardo Rodriguez. Che faccia avesse questo svizzero dal nome ispanico.

Abbiamo dunque iniziato a familiarizzare col suo piede sinistro educato ma potente, l’atletismo prorompente e la sua spiccata intraprendenza offensiva.

Dunque in Europa le prime conferme, finalmente cross decenti e pericolosi, punizioni taglienti ed efficaci ed ora anche in campionato la sua freddezza dal dischetto. Con la rincorsa che ricordava un po’ il passo gradasso di Balotelli, ma la palla comunque in rete.

Ora non è stata certo la prestazione con la Spal e neanche il rigore ad aprirci gli occhi. Già da qualche partita chi ama il Milan si è accorto che a sinistra qualcosa è cambiato. E non è un slogan politico, ma una locomotiva che finalmente corre su e giù per la fascia, lasciandoci alle spalle il ricordo di treni scassati o semplicemente mai partiti.

“Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva…”

di Alberto Paderni

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