Ogni mattina, in Italia, una calciatrice si alza e sa che dovrà correre più veloce dell’orario di lavoro, per riuscire ad allenarsi…

 

… perchè in Italia non esiste il professionismo nel calcio femminile.

Mi chiamo Simona Recagno, ho 23 anni e gioco a calcio da quando ne avevo 13. Lavoro come massaggiatrice e, nel frattempo, sto proseguendo gli studi per diventare osteopata. Tra pazienti e libri, la sera, trovo sempre del tempo per andare ad allenarmi, per una squadra di serie B (le Azalee), a 45km da dove vivo, nel posto che però ormai è diventata la mia seconda casa, o meglio, la mia seconda famiglia.

 

Le fatiche sono le stesse, l’impegno anche, la grinta e la voglia forse maggiori di quelle degli uomini.. e a che pro? Nessuno.
Puro divertimento e soddisfazione professionale.

 

Negli anni ho giocato in diverse squadre, anche nel mio amato Milan (e ahimè anche per “le cugine”)… ma non è la stessa cosa dei “maschietti”: i sacrifici sono sempre tanti, le trasferte lontane e solamente fatte in giornata (anche se ci sono 4 ore di pullman oppure un volo di mezzo), il fidanzato che il sabato sera vorrebbe far tardi ma la risposta è sempre “No, domani ho la partita”, gli amici che propongono i weekend fuori porta, ma la replica, comunque, non cambia…

Perchè tutto questo? Tutto questo perchè il calcio è il gioco più bello del mondo, la cosa più importante delle cose meno importanti e.. io non riesco a vivere senza!

Lunga vita al calcio (quello sano) e a chi lo ama!

di Simona Recagno

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