Massimo quattro scudetti, due Champions e un infinità di altri trofei sollevati con la maglia rossonera ti collocano di diritto nel gruppo dei grandi, vecchi supereroi del Milan ma il tuo supereroe da bambino – a parte Michael Jordan di cui prendesti anche il numero di maglia (23) oltre al famoso terzo tempo che ti ha permesso di fare tanti gol di testa – chi era?

Da piccolo il mio supereroe preferito era Caniggia, a cui mi sono ispirato molto anche durante la mia carriera. Pensa che ero così innamorato di Claudio che ho fatto anche il tifo per le squadre in cui ha giocato, un anno Atalanta, uno Verona…

Aspetta un attimo: in che senso hai fatto il tifo per Atalanta e Verona? Tu non eri tifoso del Milan?

In realtà da piccolo facevo il tifo per la Juve, come mio padre del resto. Però diciamo che più che una vera e propria passione era una simpatia che non mi ha impedito di dare tutto me stesso e anche di più alla causa del Milan per ben diciassette anni.

 

A proposito di Milan, tu sei stato il primo a sollevare un trofeo con la fascia di capitano al braccio dopo gli addii di Baresi e Maldini, non una responsabilità da poco… cosa si prova in quei momenti?

Cosa si prova? Onore, emozione e orgoglio anche se quando sei calciatore, quando sei completamente immerso nel vortice fai fatica a comprendere tutta la portata storica di quello che stai vivendo. Sono cose che rivaluti con il tempo, quando con tutta calma puoi voltarti a guardare la strada che hai percorso fino a questo momento. Però ricordo benissimo la notte del 30 agosto 2007, quella prima della finale di Supercoppa Europea con il Siviglia, perché non ho chiuso praticamente occhio per l’emozione. E poi purtroppo ricordo che i festeggiamenti furono contenuti per via del lutto che aveva colpito il Siviglia, con la scomparsa del giovane Puerta.

 

Tu hai giocato con i più grandi di sempre da Baggio a Baresi passando per Weah, Shevchenko e chi più ne ha più ne metta: chi è il più grande calciatore con cui hai giocato?

Paolo Maldini, senza ombra di dubbio, perché oltre ad avere una classe immensa aveva un carisma che raramente si incontra sui campi da calcio. E poi se posso aggiungerne un altro dico Ricky Kakà: semplicemente impressionante quando accelerava con la palla al piede.

 

E l’allenatore a cui devi di più?

Senza dubbio Carletto, lui per me è stato fondamentale. Nel 2007 ha fatto di tutto per recuperarmi nonostante il mio infortunio, un giorno mi ha detto: “Massimo sbrigati a tornare che quest’anno dobbiamo vincere la Champions”… e così poi in effetti è stato!

 

Trentun anni e ventinove trofei dopo si è conclusa l’epoca Berlusconi alla presidenza del Milan: che ricordi ti porterai per sempre dentro?

Non mi dimenticherò mai tutte le volte che veniva a Milanello e ci pregava di mantenere il possesso di palla soprattutto negli ultimi minuti di gioco… anzi, di giuoco. Questo era il suo mantra.

Quanto ti è dispiaciuto da uno a dieci lasciare il Milan dopo ben 489 presenze, sesto giocatore di sempre in maglia rossonera dopo Maldini, Baresi, Costacurta, Rivera e Tassotti?

Dieci anche se si può dire che la storia con il Milan è una storia che non finirà mai perché, nonostante alcune recenti polemiche derivate da un’interpretazione sbagliata di alcune mie dichiarazioni, i tifosi continuano a fermarmi per strada per ringraziarmi.

 

Questo perché non ti sei mai risparmiato in campo e la gente certe cose non le dimentica… Invece dei nuovi acquisti chi ti ha colpito di più?

Sicuramente per rapporto qualità/prezzo Kessie perché ha forza e intelligenza tattica da vendere… anche se ci andrei piano a fare paragoni con Gattuso come sento fare ultimamente. Certo, come tipo di giocatore Kessie assomiglia a Rino, soprattutto per forza, ma hanno comunque qualità e soprattutto carriere diverse.

 

Adesso fai il commentatore a Sky ma un domani ti rivedresti ancora nel mondo del calcio come allenatore, dirigente o altro?

In questo momento della mia vita no. Un giorno magari mi piacerebbe allenare i bambini ma adesso sinceramente mi sto godendo i miei figli che tra poco cresceranno… anzi, adesso perdonami ma devo scappare che Federico sta per uscire dagli allenamenti!

Gc Milano 26/09/2012 – campionato di calcio serie A / Milan-Cagliari / foto Giuseppe Celeste/Image Sport
nella foto: Massimo Ambrosini

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