Quello di domenica sarà il primo derby con te al mondo. Oggi hai due mesi e 13 giorni, domenica compirai due mesi e mezzo giusti giusti. Speriamo che portino bene!

 

Il derby è la partita clou di Milano e implica che le squadre (la nostra, la più blasonata, e quella degli altri) giochino una contro l’altra non tanto per la classifica, quanto per lo strapotere cittadino.

 

Noi due non siamo milanesi, ma Milano è una gran Milano! Il Duomo, il quadrilatero della moda, la galleria Vittorio-Emanuele, Brera, Corso Como, i Navigli, i ristoranti di tendenza, i lounge bar, i concerti… una città da bere! Quindi bisogna vincere!

Oggi siamo state a pranzo dai nonni materni, cioè dai miei genitori. Il nonno è stato buono; nessuna battuta, nessun rimando a domenica.

 

Sì perché, sai, il tuo beneamato nonno è in realtà un “nonno beneamato”, ovvero Bauscia, ovvero interista.

 

A dire il vero nasce torinista, poi nel 1950, all’età di 12 anni, ha iniziato a tifare nerazzurro per Lorenzi, Wilkens, Skoglund e Nyers. Il mio nonno, il babbo di tuo nonno, tifava invece Bologna; credo che ci tifasse più per la passione che lo legava alla falce e al martello che per l’attaccamento alla maglia. Ad ogni modo in quegli anni Inter e Bologna erano come Juventus e Roma oggi. Cosa voglio dire con questo?

 

Che se mio padre tifava per la squadra nemica del nonno e io tifo per la squadra nemica di tuo nonno, non è difficile che tu possa tifare per una mia “nemica”, proprio l’Inter o la Juve di tuo babbo! È la maledizione dei genitori di casa nostra avere figli ribelli.

 

Tuo nonno è comunque un grande interista! La sua voglia di nerazzurro non si è placata nemmeno in situazioni a dir poco speciali. Il 17 settembre 1967, il giorno dopo le nozze, ha approfittato dello sciopero voli a Malpensa per portare tua nonna a San Siro a vedere l’Inter in coppa dei campioni contro una squadra ungherese. Mi ha spiegato che una volta si giocava la coppa al pomeriggio, quindi, invece che portarla a fare un giro per Milano, le ha proposto questo singolare modo per trascorrere le ore che li dividevano dalla tardata partenza per la luna di miele. La nonna ha un grosso senso dell’umorismo!

Quando ho iniziato a fare gli occhi dolci a Gullit, Van Basten e Maldini non ha battuto ciglio. Sai, ero una femminuccia pre-adolescente per cui mi ignorava. La botta morale è stata quando ha realizzato il peggio: ci credevo proprio! E quando si è materializzato il primo abbonamento, non ha avuto parole se non “fai in modo di non rimanere invischiata in episodi poco belli perché rimpiangerai che non ti abbiano trattenuta in caserma!”.

 

Si è sempre preoccupato che restassi sportiva, ironica, con i piedi in terra. Di fatto mi ha trasmesso il valore dello sport come momento di aggregazione, divertimento e serenità.

 

È bello sentirlo parlare dell’Inter di Angelo Moratti e di tutte quelle Inter che ha visto a San Siro: sembra di ascoltare un racconto di altri tempi, una canzone di Roberto Vecchioni. Solo due anelli e non c’erano le curve come le intendiamo oggi; all’epoca si parlava infatti di settori, ovvero, “quello che dava sulla metà campo all’ombra” e “quello che dava sulla metà campo al sole”. L’episodio che più cita è la punizione di Corso in finale di Coppa dei Campioni contro il Benfica. Protagonisti, appunto, Corso e il portiere Costa Pereira. La prima volta che gliene ho sentito parlare sembrava che la finale dipendesse solo ed esclusivamente da questi due giocatori, come se fossero stati gli unici due in campo. Sapevo della vittoria 1-0 dell’Inter, quindi dopo 10 minuti di spiegazione in merito a tensione, ansia, sguardo dei due, sguardo di tutti gli altri, respiro del pubblico, flash dei fotografi, suspence ovunque, commenti pre-partita dei due giocatori e dei giornalisti, insomma immaginavo che Corso avesse siglato un gol alla Pirlo. Invece no! 10 minuti di spiegazione per una traversa!

Perdoniamogli questa sua passione…. Al rientro da Istanbul non ha avuto il coraggio di dirmi nulla. Avrebbe potuto vendicarsi dei due Euroderby del 2003 e 2005, ma ha avuto pietà. O forse no? In fondo quei due Euroderby restano ancora IMPAREGGIABILI sul campo e negli sfottò.

 

Ha promesso di non “infierire” su di te, ha dichiarato che mai ti poterebbe dalla sua, ma io non gli credo. Un giorno mi ha detto: “ti auguro in futuro di avere una figlia come te!”, che implica l’augurio di una figlia tanto ribelle quanto me. Tanto interista quanto me milanista.

Comments

  1. Ila tutti ti ricordiamo come tuo papà come il beneamato nonno che esiste la legge del contrapasso!!..

    Giadina sarà una ballerina affermata di danza classica ????

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