“Guardare e non toccare
guardare ed ingoiare
e sei un po’ nervoso ed un motivo ci sarà…”

Caro Leonardo, ma che motivo c’era di “toccare” con tanta irruenza l’avversario genoano e guardare il resto della partita dalla tribuna, come un bambino in punizione che sa di averla fatta grossa?

Che motivo c’era di alzare tu il gomito per fare bere a noi tifosi l’ennesimo calice amaro di questo inizio di stagione?

No, non c’era nessun motivo. E certamente lo sa Bonucci stesso. L’unica speranza è che il capitano di nuovo corso abbia definitivamente pagato il conto ieri dopo questo inizio da incubo e che la sua prossima gara in rossonero, immaginiamo contro il Sassuolo, diventi una “partita zero”.

Un punto da dove ricominciare a far girare le gambe e soprattutto resettare la testa, mettendo fine a questo nervosismo galoppante, e forse motivato dal fatto che Bonucci si sente per ora il maggior responsabile di questa falsa partenza.

 

“Vivo morto o X
vivo morto o X
siamo sempre qui, come cosa chi?”

Passando al campionato ieri pomeriggio la pallina della roulette rossonera dopo tanti e dolorosi neri e qualche leggero rosso (anche se battere in casa Spal, Udinese e il Cagliari dovrebbe essere il minimo) si è fermata per la prima volta sullo zero. O meglio sullo zero a zero.

Un pareggio che ci vede più vivi che morti per la prestazione che comunque c’è stata, considerando l’inferiorità numerica per due terzi della partita, ma ci vede più morti che vivi in quella cosa che conta e che si chiama classifica.

Noi tifosi siamo sempre qui, in attesa che il campo ci dica come risaliremo la china, per cosa lotterà questo Milan e chi sarà il croupier a regalarci qualche filotto rosso.

di Alberto Paderni

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