Oggi la rubrica musicale prende spunto dalla splendida coreografia della Sud. Impeccabile, colorata e incisiva come sempre nei grandi appuntamenti.

Cosa che invece non riesce affatto al Milan quest’anno che perde la quarta partita su quattro contro una rivale diretta. Che poi a oggi la classifica sembra più uno scherzo di Halloween e viene da chiedersi se effettivamente Juve, Inter e Roma sono rivali dirette. Ma dirette per che cosa?

Tornando alla strofa degli 883, come qualche anno addietro la curva del tifo rossonera è stata profetica. Lo era stata nel derby di ritorno, ultimo vagito targato Mihajlovic, quando le squadre entrarono in campo e nella Sud si srotolava la scritta “SOVRASTIAMOLI”. Così Alex fece le veci di Mark Hateley decollando in area nerazzurra, Mancini ci mostrò in modo signorile un suo dito, Icardi rimase al palo e noi vincemmo un bel derby. A fine partita quella coreografia sembro premonitrice e ancora più beffarda per i cugini, ed il giorno dopo su internet girò una rivisitazione della coreografia con il faccione simpatico di Alex.

Sabato pomeriggio, pur giustamente ricordando il cimitero di Champions che la Signora ha via via lasciato nel corso degli anni, a fine partita il titolo è tornato nel suo formato originale.

La donna. Troppa Juve per noi, troppa differenza e alzi la mano chi non se l’aspettava. Vale più o meno quello che si era detto qualche partita fa nel derby, ovvero “quello che non ho” ovvero il fuoriclasse che era Icardi e che ieri era Higuain. Mettiamoci pure un po’ di sano palleggio a centrocampo fatto da gente come Pjanic e Khedeira ed ecco il 2-0 neanche troppo sudato della banda Allegri.

Il sogno. Era una qualificazione in Champions League, era combattere e tifare di vincere partite come quella di sabato o contro la Roma o nel derby. E la più grande frustrazione è quella che non abbiamo proprio mai tifato. Non possiamo appenderci ad occasioni per di più isolate nell’arco dei novanta minuti. Ah ma il tiro di Bonucci con la Roma, ah ma la parata di Handanovic su Bonaventura, ah la traversa di Kalinic. Balle, piagnucolati isterici da metà classifica. Anche perché come noi abbiamo versato tanti eurini nel conto di Gigio, i portieri delle altre squadre devono vedersi entrare il nostro unico tiro in porta?

Il grande incubo. E’ il presente ed il futuro. Il grande incubo è accontentarci e scaldarci per tre punti contro il Chievo e passare il resto della stagione a farci schiaffeggiare in campionato dalle nostre (ex) sorelle manco fossimo comparse davanti a Bud Spencer e Terence Hill. Il grande incubo è uscire fuori dall’Europa League non appena si alzerà l’asticella e finiscono queste feste Erasmus chiamate gironi.

di Alberto Paderni

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