Campionato 1988/1989, il secondo di Sacchi sulla panchina del Milan. Era domenica 7 maggio e a San Siro andava in scena Milan-Torino. Quel giorno per me è stato storico: sono andato per la prima volta al Tempio a vedere la mia squadra del cuore. Erano pochi mesi che mi ero appassionato al Milan – essendo nato a dicembre del 1981 all’epoca avevo solo sette anni –, ed ero subito rimasto folgorato da Ruud Gullit, grazie alla sua capigliatura che definivo “di lana” e al numero 10 sulla schiena, sinonimo di estro e fantasia.

 

Quella domenica ero felicissimo ed emozionato; ricordo che chiesi a mia madre se avrei dovuto vestirmi elegante, dato che per me andare a vedere il mio Milan era come andare a una cerimonia, al mio matrimonio!

 

Mi accompagnò mio padre, che all’epoca era simpatizzante del Milan, poi se ne allontanò per motivi extra calcistici. Del viaggio di andata ho un ricordo vago, ma rammento benissimo quanto mi sentii orgoglioso, grande e forte nell’entrare in metro e vedere tanti ragazzi con la sciarpa rossonera al collo. Anche se San Siro era circondato da reti arancioni – era in ristrutturazione in vista di Italia ’90 –, quando lo vidi rimasi impressionato dalla sua maestosità; la cosa che più mi colpì furono le torri che portano al terzo anello. Appena arrivai al mio posto nel 2° arancio – all’epoca i gradoni erano senza seggiolini –, fu il manto verde ad affascinarmi: sembrava una moquette, tanto era bello!

Quel giorno il Milan si schierò così: Galli, Tassotti, Maldini, Costacurta, Baresi, Colombo, Donadoni, Viviani, Van Basten, Ancelotti, Virdis. Purtroppo il mio supereroe Ruud Gullit non era in campo, ma ero felice lo stesso: anche se da lontano, le maglie dei miei idoli sembravano ancora più belle viste dal vivo. Prima della partita avvenne un fatto storico: Van Basten uscì dal campo, per poi rientrare subito dopo e mostrare qualcosa che luccicava. Io non sapevo cosa fosse, ma tutti applaudivano per cui feci altrettanto, inebriato di felicità. Ebbene… era il Pallone d’oro!

Il Milan vinse 2-1 con i gol di Colombo e Ancelotti. Della partita ricordo poco, ma i giorni successivi ero felicissimo, raccontavo a tutti che ero stato a vedere il mio Milan. Fu il prologo di un grande amore che in seguito mi ha portato ad abbonarmi: ora siamo a 9 anni consecutivi… Ho un solo rimpianto: avrei preferito che quel giorno fosse stato il 5 maggio, e non perché mi piaccia Alessandro Manzoni!

di Matteo Anobile

 

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