Javier Zanetti, l’ex capitano dell’Inter, è un uomo di calcio a tutto tondo e infatti lo abbiamo incontrato nelle sue vesti di uomo immagine per il calcio femminile nel ritorno di Coppa Italia tra Inter e Milan.

Ciao Javier, ci racconti chi sono i tuoi super eroi?
Quando ero piccolo i miei supereroi sono stati Capitan America e Superman, alcuni amici mi hanno detto che assomiglio al suo personaggio per via del fisico. Io però non ho mai pensato di voler diventare quel genere di supereroe. Quelli sono i supereroi che vedi alla tv, crescendo ho capito che le persone normali hanno grandi superpoteri. Quando ho iniziato la carriera di calciatore, l’unica cosa che volevo diventare era una persona corretta, che rispetta le regole e i valori che lo sport ti può dare.

Javier, come ti sei avvicinato al calcio femminile?
A me piace il calcio! Tutto quanto, senza distinzione. Da qualche tempo, facendo parte della società mi sono accorto di questa bella realtà che è il calcio femminile. Frequentando i campi di periferia e conoscendo meglio le ragazze ti rendi conto della passione che le spinge ad enormi sacrifici. Adesso faccio parte della commissione FIFA e sto capendo, giorno dopo giorno, che bisogna dare al calcio femminile l’importanza che merita, è una questione di diritti

Sappiamo tutti la differenza tra il calcio femminile europeo e quello italiano, riusciremo secondo te a raggiungere la giusta visibilità?
Io credo di si, abbiamo solo bisogno di tempo. Solo migliorandoci ci renderemo conto che il calcio femminile può raggiungere gli standard europei ma soprattutto, dobbiamo dare la possibilità a tante ragazze di divertirsi e se lavoriamo, tutti con la stessa mentalità possiamo fare grandi cose. Il calcio femminile, grazie a chi lavora in questo mondo, sta attraversando un cambiamento positivo, anche in federazione, c’è una maggiore consapevolezza di quello che si può fare. Io, quando parlo con i miei colleghi cerco di trasmettere loro tutto l’entusiasmo che vedo nelle ragazze quando ci alleniamo.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Essere sempre disponibile, soprattutto a livello internazionale, il nostro obiettivo è lo sviluppo del brand. Il cambio della società è stato cruciale per me, sono diventato vice presidente e volto dell’Inter all’estero. Non nego che gli aspetti sociali e umanitari sono quelli che mi stanno più a cuore. Nel mondo abbiamo più di 29 sedi di inter campus. Ho sempre creduto che i bambini debbano divertirsi e bisogna garantire loro il giusto futuro. Nel mio piccolo cerco di trasmettere la mia fortuna, e di darne a loro. Il mondo ha bisogno di piccoli segnali, quelli si che cambiano il mondo.

 

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