I ricordi del mio Milan sono molti, tra tutti, non saprei proprio quali scegliere. Per esempio potrei parlarvi della mia prima volta a San Siro, 1980equalcosa, posti stupendi, secondo rosso centralissimo, così per vedere bene la partita in tutti e due i tempi. Risultato: 1 a 0, segna Pietro Paolo Virdis.

Oppure potrei raccontarvi di quella volta di un recupero di campionato “è pomeriggio” dissi “non c’è bisogno di prendere i biglietti prima”, invece gli unici posti liberi erano proprio in curva, l’ho vista in braccio al papà, a fianco del tizio col megafono che bestemmiava. Mio padre diceva: “È volgare, non va bene, ma bisogna anche capire il contesto”, alla fine l’ha sistemata Marco van Basten, as usual.

O di quella volta che:  “Stamattina c’è Milan – Velez, papà devo proprio andare a scuola?, so che ho già saltato tanti giorni ma….” e lui: “Partita. Stai a casa”. Chiuso il discorso. Magari quella volta sarebbe stato meglio non saltarla la scuola.

Potrei scrivere del pomeriggio di Milan – Samp, seduto su un muretto, io con la radio già spenta per il pari blucerchiato, arrabbiato, e lui che arriva in auto, abbassa il finestrino e mi grida: “Ganzzzzzz! 3 a 2!”

Oppure di Milan – Barça Supercoppa Europea andata, la mezza rovesciata di Van Basten, e il suo commento: “Troppo perfetta, è andata centrale, un altro l’avrebbe presa male e sicuro segnava”.

Potrei citare che: “comunque bravo questo nuovo, ma come Rivera non c’è nessuno” e “Altafini spaccava la porta quando calciava”. Poi ci son le finali di Champions, soprattutto quella di Manchester. Purtroppo non eravamo li a vederla insieme, ma i rigori c’è lì siamo raccontati in diretta al telefono.

Ma alla fine di tutto, il mio ricordo preferito, resta quello del Dicembre 1989, anche perché credo sia stata l’unica mattina della mia  vita che è venuto a svegliarmi. Erano le 4 del mattino, mi ha svegliato piano piano, abbiamo acceso la tele e ci siamo sorbiti 120 minuti di Higuita e Valderrama, quaranta occasioni nostre la palla che non entrava.

Maledetto Medellin.

Sembrava una partita stregata. Punizione per noi e mi dice: “No, questa non va”, ed in effetti niente. Passa qualche minuto, ne mancano pochi alla fine, altro calcio piazzato:

“Alziamoci, adesso segna. Ma non urlare, dormono tutti, è presto”.

Il resto è storia, Chicco Bubu Evani con una magia supera proprio Higuita, è un urlo strozzato in gola e a letto fino ‪alle 10‬… quella volta sì che avevamo i superpoteri…

di Anonimo

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