La prima volta non si scorda mai si sa!

Anche se sono passati 30 anni da quel gennaio 1985, i miei ricordi di quella giornata gelida friulana, fanno fatica a svanire.

Il mese prima di quella partita, al mio compleanno, mio padre mi promise di portarmi a Udine allo stadio per finalmente vedere i miei eroi che, fino a quel punto per me, erano solamente i poster attaccati agli armadi miei e di mio fratello.

Non stavo più nella pelle. I giorni passavano e la tensione saliva. Mi fu regalata la maglia del Milan, da sfoggiare quel giorno, cimelio che conservo ancora con gelosia.

Finalmente si parte.

Renault 4 bianca, mia madre e mio padre davanti, io e mio fratello dietro. Zaino in spalla con gli immancabili panini al salame. Arriviamo a Udine, 30 minuti di viaggio che a me sembravano un eternità.

È un sogno o realtà?

Stiamo proprio entrando al Friuli? Il campo così verde quasi mi risveglia da questo torpore, ma niente a confronto di quando entrano in campo i miei beniamini dalle maglie sgargianti come non mai. La chioma di Hateley che fino al giorno prima avevo visto solo in tv, mi sembra ancora più lunga. La felicità ormai aveva raggiunto livelli mai visti.

Sono qui con le persone che amo e stiamo facendo una cosa che ci fa felici tutti.

Il goal di Hateley  pareggió le sorti della partita ma tutto questo passó in secondo piano visto che, proprio in quella partita, fece il suo esordio in campo un ragazzino di 16 anni di nome Paolo Maldini.

Quel giorno il Calcio cambiò. E noi c’eravamo.

Era la prima volta per me allo stadio, una splendida esperienza di cui conservo una foto di noi sugli spalti, mangiando quei panini al salame che ci eravamo portati…

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