Chi scrive è un inguaribile romantico rossonero, uno di quelli che ama sostenere dal vivo (quando può) il nostro Milan e che non cambierebbe San Siro per nulla al mondo. A proposito  di stadio e di San Siro vorrei provare a porre l’accento su un argomento che, a più riprese, ho visto saltare fuori nei vari gruppi social rossoneri: l’inno.

Sì, l’inno del Milan. Quel ritornello che tutti noi, ogni tanto, durante le nostre giornate, ci canticchiamo in testa. “Milan, Milan, solo con te”… chi non lo conosce?

Può piacere o non piacere, ma tutti siamo affezionati a questo ritornello che ha accompagnato i nostri ragazzi in campo prima di tante grandi vittorie (e anche qualche sconfitta). Per me questo inno va oltre il bello o il brutto. Ormai fa parte di noi e va benone così.

Però, c’è un però.

Ultimamente mi chiedo se un altro inno possa dare quel senso di appartenenza in più che, forse, ogni tanto ci manca. E parlo di un inno che si possa cantare tutti insieme dentro casa nostra. La Juventus, la Roma, l’Inter (che ne ha addirittura due), fanno del loro inno cantato da tutto lo stadio, un momento di unione e di carica collettiva prima delle partite.

E noi? Per ora ci accontentiamo solo del caro vecchio “Chi non salta è un porco juventino” che piace e piacerà sempre ma che non crea quell’atmosfera di cui parlo, mentre il nostro, già poco cantabile di suo, viene mandato per pochi secondi prima che parta l’orrendo inno della Serie A.

Mi chiedo se il famoso “Canto Rossonero” di Umberto Smaila possa diventare la colonna sonora di questo momento di unione.

Io, personalmente, sono legato anche a questo, e lo ritengo adatto. Secondo me rappresenta al meglio lo stile Milan, anche se a differenza degli inni dei nostri rivali non si distingue certamente per una melodia movimentata; a molti non dice molto e lascerebbero tranquillamente l’inno attuale, ma è anche vero che molte alternative al momento non sembrano esserci (senza nulla togliere al buon Emis Killa che ha pensato a un qualcosa di diverso anche per coinvolgere una certa fascia di età).

Fosse per me proporrei di aggiungere “Canto Rossonero” prima della lettura delle formazioni, lasciando il nostro inno lì dove già sta. Così non si tratterebbe di fare una scelta tra l’uno e l’altro.
La nostra dirigenza, checché se ne dica, ha dimostrato di volere fortemente un filo diretto con noi tifosi, e allora perché non provare a far sentire la nostra opinione.

Provare, come mi dicono da quando ero piccolo e vedevo le cavalcate del primo Kakà, non costa nulla.

E voi cosa ne pensate?

di Davide Failla

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