E’ arrivata!

Già, è arrivata… ecco qui l’ennesima, speriamo l’ultima, stregoneria di questo campionato.

La stregoneria è ovviamente l’incredibile gol allo scadere di Brignoli, ovvero il portiere di riserva (!) del Benevento ad inizio stagione che si è inventato al minuto novantacinque uno stacco aereo da centravanti consumato, roba alla Bierhoff insomma.

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Altri piccoli sortilegi sono poi stati i cartellini dell’arbitro: il rosso a Romagnoli ma pesa soprattutto quello non dato a Cataldi a fine primo tempo, il quale si è rivelato assist-man nella punizione regalata da Abate nel recupero. Se è vero che con questo Milan non si può peccare di presunzione, resta difficile comunque immaginare una rimonta del Benevento se i campani fossero rientrati in inferiorità numerica ad inizio secondo tempo.

Anche se a onor del vero questo carico di sfiga ce lo siamo cercati. Dopo il gol di Kalinic il vuoto assoluto, e così il Benevento ha conquistato via via sempre più campo sia per manifesta inoperosità nostra che per propri meriti.

Della prima di Gattuso allenatore possiamo apprezzare dunque poche cose, sicuramente il risveglio della Bella Addormentata Bonaventura ed un Kessie in formato Atalanta… quello che abbiamo pagato a peso d’oro, e non il cugino del cugino di Muntari dell’ultimo mese.

 

La testa, la testa
Non la perde mai, guai

Se da una parte rimane l’incazzatura per aver buttato due punti nel recupero e per aver omaggiato l’unica squadra che in Europa non aveva ancora fatto un punto, dall’altra, per chi ama il calcio, c’è comunque spazio per la sportività.

Quindi partecipiamo con un sorriso amaro alle celebrazioni di Alberto Brignoli perché in fondo quando segna un portiere c’è qualcosa di epico.

Sono sempre gol della disperazione, avvengono sempre negli ultimi istanti di una partita e non sono mai gol vittoria ma colpi di testa che evitano una sconfitta.

Brignoli la testa non l’ha persa, anzi ce l’ha messa.

E a noi ovviamente sono rimasti i guai.

 

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