Questa sera, mentre ti cullavo, ho avuto la fortuna di apprendere come nasce una Stella. Il Natale si avvicina e ovunque si vedono stelle e stelline, ma questa non è di carta pesta né di vetro bensì di stoffa. Non farti illudere dal materiale, è una Stella vera sostenuta da tante Stelline, donne di ogni età innamorate dei colori rossoneri. Mentre ti addormentavi, ero infatti al telefono con Alberta Prandina, la presidente del Milan Club Stella di Saronno, il primo club femminile di tifo sorto in Italia.

Era il 5 febbraio 1971 quando Tina, la mamma di Alberta, fondò un club di sole donne. Erano le “desperate housewives” di tifosi rossoneri che non capivano di avere accanto mogli e fidanzate innamorate del Milan tanto quanto loro.

 

Boicottate, seppur con benevolenza, con le intramontabili battute tipo “non sapete niente di calcio”, Tina scelse il 5 febbraio non a caso: è il giorno di Sant’Agata, santa protettrice delle donne (io non sono religiosa, ma questa santa mi sta simpatica!).

Immaginati la Tina come una nonna sprintosa e lungimirante, una di quelle donne che ti rende orgogliosa di essere femmina. Sognava la stella, che in gergo calcistico significa il raggiungimento dei 10 scudetti. Ogni anno chiedeva ad Alberta, allora tredicenne, di ricamare i punti fatti sulla stella che imperava sul loro stendardo. Fino al 6 maggio 1979 Alberta ricamava e scuciva i punti a fine campionato: due righette per la vittoria e una righetta per il pareggio. Questa splendente Stella di stoffa ha continuato a brillare per otto lunghi anni di speranze e delusioni, poi la massima gioia, il buio della serie B, i trionfi dell’era del Cavaliere, il Milan cinese. Le sostenitrici si chiamavano e si chiamano le Stelline. Tina si portava la figlia Alberta ovunque, a San Siro e in trasferta. In Italia e in Europa. In A e in B.

Tina purtroppo non c’è più. Il destino ha voluto che morisse nel maggio del 2011, dopo la conquista dell’ultimo scudetto. Ha lasciato il club in eredità ad Alberta e alla nipote Miriam. Alberta ha continuato a tifare allo stadio col pancione (così come ho fatto io con te!) e ha portato la sua Miriam a 8 mesi a vedere i Ragazzi.

 

Tina si è sentita male nella primavera di sei anni fa. Portata in ospedale, si è risvegliata lamentandosi dell’assenza della radiolina: il suo Milan stava giocando col Brescia e lei non poteva seguirlo.

 

Dal letto di degenza ha chiesto e voluto organizzare una festa in onore dei 40 anni del Milan Club Stella perché non solo il gruppo compiva gli anni, ma li compiva nel pieno del trionfo dello scudetto. Infermieri e medici incalzavano Alberta: “dai, organizzate la festa! È il suo obiettivo”. “Cosa significa “obiettivo”?” chiedeva Alberta. La festa venne organizzata il 20 maggio 2011, presente il mister Allegri. Alberta ricorda la mamma che dal letto d’ospedale le diceva: “io alla festa di domani non posso esserci, ma tu mi giuri che Massimiliano Allegri viene, vero?”. “Sì, mamma, te lo giuro”. E Tina alzò il dito pollice, soddisfatta. Le sue Stelline stavano per organizzare una super serata e ne era orgogliosa. Morì il giorno dopo la festa, alle 6 del mattino.

 

L’ultima immagine che Alberta ha della mamma è questa splendida novantenne col pollice alzato alla Fonzie, felice della presenza di Mister Allegri alla festa! Sì, la festa era il suo obiettivo!

 

Tina è uno degli 83 ritratti di “Facce da Milan”, citata anche dal giornalista Moroni nel suo libro sui personaggi pubblici lombardi. Simpaticissima e ironica, si è rifiutata di assistere a Milan-Liverpool del 2007 con Alberta perché “insieme portiamo sfiga!”. Se ne è andata ad Atene col nipote.

Alberta non si è persa una trasferta, nemmeno in B. Ha conosciuto il gruppo storico della Fossa dei Leoni, con i cui membri è ancora amica. Ha visto crescere le Brigate Rossonere e i rapporti con la curva sono sempre stati ottimi. I suoi idoli sono Snellinger e Sabadini. Le partite che ricorda con più affetto sono la gara decisiva per la decima stella e Barcellona ’89; le gare no: Istanbul (manco a dirlo!) e Cesena-Milan. Ha un debole per Montolivo, nato fra l’altro il 18 gennaio come la figlia Miriam.

Le Stelline sono un centinaio. Non solo calcio, ma anche impegni nel sociale, beneficenza, aiuti umanitari e raccolta di fondi. E tanto divertimento perché, bimba mia, il tifo è gioia. Quindi largo a gite, serate a teatro, cene, castagnate. Alberta è anche vice presidente dell’ANFISSC, l’Associazione Nazionale Femminile Sostenitrici Squadre Calcio. Dalla fine degli anni ’80 i gruppi femminili si incontrano saltuariamente. Nascono amicizie con le napoletane – nonostante i tanti combattuti Milan- Napoli dell’epoca – con Sofia del Chievo, Cristina del Monza, Silvia della Samp, Elena del Toro, solo per citarne alcune.

Alberta ha passato quello che ho passato io: gli uomini che ti tacciano di appassionarti per mera attrazione sessuale; qualche amica che ti guarda strano, ma Tina le ha sempre detto di fregarsene e di ascoltare solo il suo cuore. Anche tu dovrai fare quello che desideri, senza farti influenzare da quelli che cercano di smorzare i tuoi desideri.

Alberta ha influito su Miriam senza obbligarla. Riuscirò io a fare così con te figlia mia? I tempi sono duri, certamente la squadra gobba di tuo padre è più attrattiva. Ho intenzione di imitare Alberta: ti porto a Milanello a gattonare sul prato, ma ti prometto che non ti farò ricamare nulla (anche perché temo che ti ridurrai come Penelope, che faceva e disfaceva all’infinito).

Finalmente ci sono tanti club femminili in Italia, ma la Stella di Saronno resta speciale: dalla nonna alla figlia alla nipote. Ora Miriam è cresciuta e si è sposata. Attendiamo la continuazione della tradizione. Magari un giorno sarà mamma… e io aggiungo: speriamo che sia femmina!

di Ilaria Dallaturca

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