L’autore di questo pezzo è Marco, ventenne della provincia comasca trapiantato in Danimarca, fin da bambino malato di Milan.

La storia che vado a raccontarvi, però, è dedicata al mio amico Davide (anche lui ha scritto un pezzo qui) ed a quanto il Milan sia importante nella nostra amicizia.

Davide è un normale ragazzo come me: quattro anni più grande, siamo cresciuti nello stesso paese con il rimpianto di non aver visto giocare Van Basten.
Il suo giocatore preferito è Smoking Bianco, il mio l’Usignolo di Kiev; un’immagine che mi è sempre piaciuta molto per rappresentare la nostra amicizia è questa:

Come detto, siamo cresciuti insieme, anche se dato il gap di età, fino alla tarda adolescenza non abbiamo parlato molto. Io ho sempre guardato a lui con molta ammirazione, prendendolo ad esempio come fanno i ragazzini con gli adolescenti più grandi, ma una cosa che ti ho sempre invidiato, Davide, è San Siro.

Davide ha militato e milita in curva sud dalla stagione 2010/11, mentre io, data la più giovane età ed i divieti dei miei, ero costretto ad accontentarmi di andare a vedere l’inter con mio zio, o qualche sporadica partita al secondo arancio.
Per carità, nulla da togliere al secondo arancio dove la partita si vede benissimo, ma io, come Davide, sono tifoso da Curva: noi non riusciamo a stare seduti senza cantare per i ragazzi.

Tutto questo fino al 29 agosto 2015.

Quel giorno credo ci sia stata una delle più grandi “sliding doors” della mia vita.
Sono fuori in giardino ad aiutare mia mamma quando mi arriva un messaggio: “Uè Bonfa! Stasera c’è un tranquillo Milan Empoli, ti va di venire a vederlo?”. Io non capisco più niente ed inizio a tartassare mia mamma finchè non cede: si va a San Siro!

Momenti indimenticabili sono il viaggio da Como a Milano, l’attesa spasmodica, il paninazzo pre partita, ma soprattutto il momento di comprare il biglietto.
“Marco decidi tu, vuoi andare in Curva o in tribuna?”. Io non ci penso due volte, e in men che non si dica GATE 14 – SECONDO ANELLO BLU. Io ancora non ci credo, sebbene l’atmosfera non sia più quella della Fossa vecchio stampo, sono nella Curva della Scala del calcio!

Quel giorno i rossoneri amministrerannno senza troppi problemi un facile 2-1, ma da lì in avanti la mia relazione con Davide prende una piega decisamente diversa. La nostra amicizia va a gonfie vele fino a quando, quasi un anno dopo, io mi trasferisco a studiare in Danimarca.
Qui potremmo perdere i contatti, la nostra amicizia potrebbe affievolirsi, ma paradossalmente succede la magia.
Iniziamo a parlare tantissimo di Milan, di stadio, di tifo. Lui mi insegna tutti i cori ed io pendo dalle sue labbra come uno scolaro davanti alla maestra.

Si arriva così a maggio 2017, quando il Milan pareggia con l’Atalanta, assicurandosi i preliminari di Europa League in estate, proprio mentre io torno in Italia per due settimane!
Iniziamo allora a parlare ogni giorno SOLO di quello e programmiamo nei minimi dettagli la giornata di Milan Craiova, che deve essere all’insegna del milan tutto il giorno. Davide mi fa così leggere il tuo libro, Edoardo, per caricarmi a pallettoni in vista del grande giorno. Il 3 agosto, finalmente, arriva la giornata a tutto Milan: andiamo così a casa Milan, al museo, al Milan megastore ed infine in Curva. Quei momenti sono magici e Davide io ti ringrazio davvero con tutto il cuore per avermeli regalati.

La sera di Milan Craiova San Siro si veste a festa e di fronte a più di sessantamila spettatori prendo parte per la prima volta nella mia vita ad una coreografia.

So che per molti voi lettori sarà qualcosa di normale, forse vi sarete annoiati a leggere fino a qua, ma credetemi se vi dico che in quel preciso istante io come poche altre volte nella mia giovane vita, ho provato un attimo di pura felicità ed il mio amico Davide lì affianco a me ne era parte integrante.

La nostra storia ovviamente non finisce qui, io una settimana dopo sono costretto a ritornare in Danimarca, ma già stiamo programmando, per quando tornerò a Natale, di andare a vedere Milan Atalanta ed, eventualmente, Milan Inter, il nostro primo Derby insieme.

Il primo di una lunga serie.

(Marco Bonfanti)

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