Federico Aldrovandi è morto il 25 Settembre 2005, quando aveva solo 18 anni durante un normale controllo di Polizia, in circostanze purtroppo ancora non troppo chiare, o forse troppo scottanti da dover essere infangate. Il suo ricordo è indelebile, soprattutto tra i tifosi della Spal, squadra a cui Federico era affezionato. Proprio nella partita all’Olimpico di Roma contro i giallorossi, di questo Dicembre, è stato vietato ai sostenitori della squadra di Ferrara di introdurre bandiere con il volto raffigurante Federico Aldrovandi perché istigherebbe le forze dell’ordine.

Una decisione che ha fatto molto scalpore tra tutti i tifosi e che ha costretto la curva della Spal ad assistere alla partita in silenzio e senza nessun striscione o bandiera esposta, in segno di polemica a questa decisione, in piena mentalità ultras. Per il motivo sopracitato sono già state inflitte altre ammende, oltre che alla Spal, anche al Prato ed al Siena perché, dice il provvedimento disciplinare, i propri sostenitori, durante la gara, esponevano uno striscione di contenuto provocatorio nei confronti delle forze dell’ordine.

Sinceramente è difficile da capire come uno striscione od una bandiera possa far più male di una morte che si poteva sicuramente evitare. È di poche settimane fa poi, la vergognosa notizia di un altro fatto increscioso accaduto di nuovo proprio all’olimpico di Roma e che si aggiunge a tutte queste storie piene di violenza e menzogne. La famiglia di Gabriele Sandri, tifoso laziale ucciso l’11 Novembre 2007 a 26 anni, non ha ricevuto il permesso di recarsi sotto la curva nord a ringraziare gli ultras per la coreografia fatta in memoria di Gabriele.

Per ordine pubblico hanno detto! Proprio quell’ordine pubblico che doveva tutelare questi due ragazzi ed invece li ha ammazzati.

Per fortuna qualcosa si è mosso infatti i tifosi di diverse squadre italiane hanno già aderito all’iniziativa dell’ACAD (Associazione Contro gli Abusi in Divisa) chiedendo ai propri sostenitori di esporre in tutti gli stadi e le città l’immagine di Aldrovandi. Speriamo che in molti sostengano questa bella idea ma sopratutto che non ci siano più disparità nella giustizia italiana, ricordandoci sempre di persone come Gabriele Sandri e Federico Aldrovandi, che continuino a vivere nei cuori di chi li ama e di chi sostiene un ideale di libertà.

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