Il Milan, il MIO Milan, in questo finale di 2017  è caduto troppe volte. Lo ha fatto a Benevento (un pareggio che sa di sconfitta) a Verona e in casa con l’Atalanta. Qualcosa di impensabile. Ma chi di noi non amerebbe una persona che ci ha dato tante soddisfazioni, che ora se la passa male. Quanti di voi volterebbero le spalle all’amore di una vita per un periodo difficile? Io no. Eppure del Milan ho visto veramente poco, non ho mai visto Van Basten, Gullit e Rijkaard se non nei DVD che conservo accanto al PC, in modo da vederli ogni giorno e da avere sussulti al cuore e forse qualche rimpianto di non essere nato nel 1980. Non mi ergo a miglior tifoso del mondo, quello può farlo chi ha amato questa squadra, a chi l’ha vista in un tribunale, a chi l’ha vista in Serie B prima di tutto ciò che è stato conquistato in 30 anni e qualcosina in più. Sono solo un ragazzo, forse illuso dai fasti del Vecchio Cuore Rossonero che è stato, e che, sono certo, tornerà ad essere. Ma perchè vi siete innamorati del Milan, e perchè continuiamo ad amare questa squadra che la Domenica ci fa trattenere a forza imprecazioni e pugni al muro? Perchè continuiamo a pagare la tv, ad andare allo stadio, a comprare articoli rossoneri? Perchè è davvero troppo semplice gridare “voglio solo star con te” quando si vince, è troppo semplice non soffrire per qualcosa. Se fossi nato in Spagna, io, probabilmente non sarei Madridista. Siamo in tanti a non saper rispondere, più o meno tutti quelli che scrivono “MERDE” sotto alle foto della partita di oggi, perchè desiderano che ogni persona che ha l’onore di percepire lo stipendio dall’A.C. Milan, dal primo campionissimo, all’ultimo sguattero, rispetti i colori per cui noi, che al massimo regaliamo soldi alla società, sacrifichiamo ben più di 90 minuti ogni weekend. Noi abbiamo scelto, sin da piccini, di starvi accanto sempre, di sostenervi nella vittoria e nella sconfitta, non meno di quanto si fa con una moglie.

Ci siamo condannati a portarci nella tomba SOLO due colori, quelli in cui ha creduto Herbert Kilpin troppi anni fa, quelli da cui è nata l’altra squadra di Milano, senza di noi non ci sarebbe neanche una stracittadina. Nessun 6-0, nessun piacevole euroderby, nessun gol di Zapata.

E siccome abbiamo il cuore in pace, consapevole che batterà sempre e solo per il Milan, vorremo che voi che siete professionisti, voi che avete realizzato il sogno di ogni piccolo rossonero, da chi gioca 90 minuti a settimana, a chi scalda la panchina, mostriate un po’ di consapevolezza del fatto che siete padroni dell’umore domenicale di MILIONI di persone, siete responsabili delle prese in giro dei colleghi, degli sfottò dei parenti. Vi rendete conto che siete come dei, padroni del destino di altre persone? Chi vi ha preceduto ha raccolto le nostre lacrime di gioia a Manchester ed Atene, ha vissuto la tristezza e lo sconforto ad Istanbul, qualcuno, magari, avrà incontrato il mio sguardo all’Olimpico di Roma quel 7 maggio 2011. Chi vi ha preceduto si è sentito piccolo di fronte a San Siro pieno, si è sentito impotente tanto da dover piangere quando ha detto addio. Chi vi ha preceduto oggi ha seduto in panchina, ha pianto in conferenza, perchè lui sa cosa sia il Milan, cosa ha rappresentato. Per anni abbiamo insegnato calcio come neanche il Napoli di Sarri sa fare, perchè quel ‘bel giuoco’ l’abbiamo abbinato ai complimenti degli avversari per i trofei vinti. Credete veramente di poter bussare alla porta e chiedere 6 milioni l’anno per poi respingere la palla centrale, di ridere in conferenza (scusa, Vincenzo, so che era la tua indole, ma non era gradita), di sistemare tutto con qualche post su Instagram e di tenervi la coscienza pulita? Chi lo crede davvero, dovrebbe andarsene oggi, ora. Non perchè magari non meriti soldi e fama, ma perchè NESSUNO DEVE PERMETTERSI di credersi più grande della Storia del Calcio.

Benvengano le lacrime di Gattuso, quelle di Locatelli lo scorso anno, le mani in faccia di Montolivo, le urla di Bonucci, perchè dai piccoli gesti, dalla vostra dimostrata vulnerabilità si capisce quanto amiate il Milan e quanto noi non siamo stati folli ad innamorarci di voi.

Mentre sul web impazzano ‘meme’ mediocri e scontati, cercate di chiudervi in voi stessi e capire perchè ancora amate il Milan, non mentite, siete arrabiati, ma ancora innamorati, e datemi una risposta. Sicuramente non sarà perchè abbiamo vinto 7 Champions, ma perchè la storia, la bellezza di essere rossoneri vi ha suscitato qualcosa di meraviglioso, dal quale siete consapevoli di non potervi scindere. Noi e il Milan siamo una cosa sola, sopravviveremo ad altre annate storte. E se non dovessimo vincere più nulla? Poco importa, io al Milan e a ciò che mi ha suscitato non rinuncerò mai. Come lasciare la donna della vostra vita per 5 secondi con Belèn. Non prendiamoci in giro, voi preferireste l’amore. E io sono come voi.

di Tommaso Felici – Sport is in my mind

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