Viene acquistato in estate come il classico colpo in stile Milan, 41 milioni sul piatto e i tifosi rossoneri cominciano a capire che qualcosa si muove, che il Milan sta tornando prepotentemente sul mercato come non faceva da parecchi anni, spazzando via in pochi giorni i vecchi ricordi dei parametri zero e
prende di conseguenza     un posto speciale nel cuore dei tifosi, un po’ come l’arcobaleno dopo la tempesta.

Il tanto vociferato colpo dell’estate Belotti lo mette quasi in secondo piano, ma dopo un tira e molla snervante con il lungimirante Cairo il “gallo” rimane nell’ovile amaranto. Arriva Kalinić ma si ha fin dall’inizio l’impressione che sia più lui a voler la maglia rossonera che viceversa, forse proprio perché l’asticella si era davvero alzata parecchio con la trattativa Belotti e l’arrivo del croato è sembrato quasi un ripiego.

Di conseguenza il portoghese non sembra essere una seconda o tantomeno terza scelta, cominciano i preliminari e nonostante lo scarso impiego fa vedere di avere molta tecnica e sapersi muovere bene, delle volte fin troppo bello da vedere ma poco concreto, ma quando si aprono le porte dell’Europa mister Montella gli dà spazio e il giovane talento risponde con buone prestazioni e dimostra anche di vedere la porta in maniera continuativa, anche se in campionato trova davvero poco spazio se non piccoli stralci a fine partita. Il gioco del Milan in campionato non decolla e piano piano il giovane comasco Cutrone prende sempre più spazio mettendo partita dopo partita quella voglia di correre e crederci sempre che al Milan non si vedeva in un giocatore dai tempi di mister provvidenza Pippo Inzaghi e di lì a poco il portoghese finisce come terza scelta.

Con l’arrivo di mister Gattuso le cose non sembrano migliorare, nemmeno le prestazioni poco esaltanti e i fischi di San Siro spostano il croato dalla distinta dei titolari, Gennaro lo difende apertamente in conferenza stampa e lo ripropone quando può, sostituendolo a partita in corsa  con il giovane varesino e di conseguenza Andrè Silva rimane spettatore non pagante sulla gelida panchina rossonera. Il Milan piano piano riprende a giocare in maniera più ordinata e convincente, anche lo stesso Hakan Çalhanoğlu riesce, a suon di sgomitate e lanci nella trequarti avversaria manco fosse Pirlo, a conquistare un posto da titolare.

Nel frattempo al derby di Coppa Italia, un’entrata da degno erede del buon Materazzi da parte del centrare slovacco Skriniar mette ko Kalinić che è costretto a saltare la partita dell’ex contro la Fiorentina, tutti si aspettano un impiego maggiore del giovane talento per la partita ed invece subentra ancora  a partita in corsa giocando gli ultimi 15’ minuti e non incidendo. La débâcle si concretizza a San Siro quando contro il Crotone, finalmente il Milan sembra essere quasi sempre in partita e tratti diverte i tifosi milanisti presenti, una giornata particolare fatta quasi di rivincite, il turco illumina San Siro e dimostra di avere dei piedi vellutati, Biglia sembra cominciare a prender le misure della metà campo e il tanto atteso goal del Capitano condito anche da una buona prestazione senza alti e bassi.

Al momento della sostituzione dello stremato attaccante varesino, entra Kalinić in campo ancora mezzo claudicante e non al massimo della forma, e il giovane portoghese rimane lì in panchina ad osservare i propri compagni riscattarsi sul manto erboso di San Siro. La partita finisce e i giocatori esultano sotto la curva  ma la scena del buon Andrè Silva che sconsolato saluta per ultimo la curva sud in totale solitudine e con il mezzo volto coperto da uno scalda collo che non lo scalderà mai abbastanza  fa il giro del web e dei social scatenando mille domande nel nella testa e nel cuore dei tifosi rossoneri.

Cosa è successo ad Andrè Silva? Non si allena come dovrebbe? Meriterebbe più fiducia?
Le risposte sicuramente con il tempo arriveranno, speriamo solo non faccia la fine dei vari Ricardo Oliveira o peggio ancora guardando l’altra sponda neroazzurra la fine di Coutinho rivenduto a pochi milioni ed esploso definitivamente in Premier League con successiva rivendita a peso d’oro…

di Ivan Coletti

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