Bimba mia, ieri è stata una giornata particolare. È il 9 gennaio. 9 è un numero magico per noi milanisti, basti pensare a Van Basten, Weah e Pippo. Poi gennaio, il primo mese dell’anno, quello simbolico che porta con sé speranze e voglia di cambiamento.

Ieri è stato il compleanno di uno che non finalizzava l’azione sul filo del fuorigioco, che non è alto ed elegante come il Cigno di Utrecht, né un bronzo di Riace come il Re Leone. Ieri è stato il Ringhio-Day: Gennaro Ivan Gattuso ha compiuto 40 anni.

Rino, mica uno qualsiasi, uno che sarebbe stato citato nella canzone “Una vita da mediano”, se il suo autore non fosse stato interista. Uno che valeva tanto quanto i grandi 9 e che oggi per noi rossoneri simboleggia la speranza e la voglia di invertire una rotta negativa. Uno che ha trasformato in uno dei più celebri editorialisti della Gazzetta niente meno che Carlo Ancelotti, che ieri gli ha dedicato un commento da pelle d’oca. Da Milan, per capirci.

Quando guardavo le partite in tv, era in ogni punto del campo ripreso dalla telecamera. Era il primo ad entrare in campo per il riscaldamento nel pre-partita. Ancora me lo ricordo sbucare come una saetta dal tunnel di San Siro e dare poi un calcio rabbioso al primo pallone davanti a lui a tempo di Sweet Child O’Mine dei Guns. Grintoso, due polmoni e un cuore grande così, bomber a Wembley nel 2000, campione del Mondo, uno che si è incazzato con la Bild per aver offeso gli italiani migranti, ironico tanto da sopportare gli scherzi dell’amico Pirlo, uno che ha fatto sedere un paio di volte un giovane ma già forte Cristiano Ronaldo, uno che fin da bambino calciava il pallone sulla spiaggia sognando di vincere la Coppa dei Campioni col Milan. Insomma un Supereroe, una favola popolare che ti fa appassionare al calcio.

 

Anche la tua mamma si è avvicinata al Milan grazie a un Supereroe: Paolo Maldini.

 

Va bene, accontentiamo quelli che dicono che le donne tifano perché subiscono il fascino maschile, tuttavia avevo 12 anni e di fronte a cotanta bellezza, ti veniva voglia di tifare per lui! Quando sarai più grande, capirai. Ma di fatto non era bello solo fisicamente. Paolo era pura estetica calcistica. Correva, anzi cavalcava la fascia sinistra come un purosangue, veloce e fiero, si fermava e crossava elegantemente. Un Roberto Bolle con i tacchetti. E poi la capacità comunicativa, il carisma, l’intelligenza. Devi sapere che Paolo stesso aveva un Supereroe, anzi due: uno era il padre Cesare e l’altro Franco Baresi. Questo era un condottiero mica da ridere: uno che è rimasto al Milan nei periodi più bui, perché è facile restare solo quando le cose vanno bene! Uno che ha interpretato magnificamente il ruolo di “libero” e che la FIFA ha incluso nella lista dei 125 migliori al mondo. Serio, un uomo di ghiaccio. Un iceberg tipo quello che ha affondato il Titanic: ai Mondiali del ’94 in Usa, si infortunò al menisco. 20 giorni dopo indossava la fascia da capitano in finale. Un fenomeno! Franco e Paolo non hanno mai ricevuto riconoscimenti speciali. Ricordati, comunque, che non è necessario ricevere premi: le azioni che ci ricordano positivamente sono i migliori palloni d’oro.

 

Nei miei 32 anni di tifo ho avuto la fortuna di vedere diversi Supereroi, uomini in campo e fuori.

 

Roberto Baggio, una serie infinita di operazioni alle ginocchia, uno che divideva gli spogliatoi ma che univa la gente. Alessandro Del Piero, un ragazzo semplice della terra del Prosecco riverito dalla regale Torino (e non solo). Francesco Totti, scarpa d’oro, un amore viscerale per Roma e per la Roma, per la quale ha rinunciato a palcoscenici più sontuosi, così come Alan Shearer, una vita a Newcastle. Javier Zanetti, arrivato in punta di piedi come uno senza infamia e senza lode. Classico esempio di quanto il pregiudizio sia fuorviante. Gullit, potenza, versatilità e una simpatia genuina. Steven Gerrard, che una notte mi ha fatto piangere (ti devo raccontare di questa cosa prima o poi… di fatto è una lezione di vita). Ronaldo, quello originale, forse il più forte di tutti i tempi. Gabriel Omar Batistuta, che contro di noi ha inaugurato anche i gol su punizione. Impossibile elencarli tutti, ce ne sono 100 altri.

 

Bimba mia, temo che se ti baserai sui Supereroi in campo e fuori, non ti avvicinerai mai al calcio.

 

Oggi sono (quasi) tutti dei viziati che preferiscono comunicare sui social piuttosto che rilasciare interviste. Non presenziano nemmeno alle trattative che li vedono coinvolti perché lasciano tutto nelle mani dei loro procuratori. Baciano la maglia e poi se ne vanno alla prima offerta più corposa. Non parlano, ma scrivono autobiografie a 20 anni senza mai aver visto il mondo. Non so che esempio positivo possano incarnare per te.

 

Fortunatamente hai una mamma che ha vissuto il calcio “di un tempo” e che ti racconterà la favola del numero 8 nato il 9 gennaio in uno sconosciuto paesino della Calabria, che un giorno si è seduto sul tetto del mondo…

 

 

Comments

  1. Meraviglioso.. Fu una delle prime magliette che comprammo io e mio fratello, ai tempi dell’ultima Champions di Atene. Ringhio esempio di coraggio e determinazione in campo e fuori! Forza Milan 🙂

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