C’è una immagine, tra le centinaia stupende che abbiamo nel nostro cuore rossonero, a cui sono particolarmente legato. C’è un centravanti meraviglioso, potente e sorridente, che corre ed esulta dopo il secondo dei suoi due gol. E che centravanti, e che gol: in quella partita importantissima e difficile, in uno stadio ostico adesso abbattuto per far posto a un immondezzaio, stavamo soffrendo e solo l’intervallo ci aveva dato tregua.

Quell’anno, era il 1999, il titolare inizialmente era un granatiere tedesco che a fine stagione aveva messo a segno 20 gol, praticamente tutti di testa.

Nella seconda parte della stagione il mister Zaccheroni decise che era veramente un peccato non poter godere appieno dell’estro dei due nostri numeri 10, Zorro Boban e Leonardo, e della possibilità di avere due punte prolifiche contemporaneamente in campo.

Durante quell’intervallo, Zac decide che Leonardo non è in vena, e al suo posto fa entrare Zorro. George Manneh Ousman Oppong Weah, detto Giorgione, approfitta della prima distrazione della difesa avversaria, anticipa di testa Peruzzi, e uno a zero per noi, che facciamo capolino in testa alla classifica. Qualche minuto dopo, anche la Lazio segna, e torniamo di nuovo dietro, ma non molliamo. Zorro dipinge un assist meraviglioso, Giorgione controlla e la mette all’angolino basso.

Corre Giorgione, esulta da solo per un paio di secondi, poi si volta indietro. Tende la mano verso l’amico, e insieme, mano nella mano, vanno verso i nostri tifosi, sorridenti, e poi abbracciati.

Missione compiuta, quinta vittoria di fila e adesso allo scudetto ci crediamo davvero! E scudetto sarà, alla fine, grazie alla stagione dei miracoli: il miracolo di Abbiati su Bucchi, i miracoli di Ganz con Bari, Parma e Sampdoria, gli assist miracolosi di un Guglielminpietro inspiegabilmente determinante, le sassate di Ambrosini, le punizioni di Leonardo.

Un Milan outsider, caparbio, forse meno attrezzato delle altre, un Milan che schierava Ba e N’Gotty, Guly e Gigi Sala. Un Milan che, preso per mano da Boban e Weah, vince lo scudetto più incredibile, romantico e trasognato della sua meravigliosa storia.

 

 

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