Dab di bi du da dab da ba du da
..nei cinema Hollywood cantava la nostalgia
un po’ bagnato guardavo per la strada la gente mia…

E che cinema ieri sera sul palco dell’Olimpico! Sarebbe stato banale dedicare la canzone del giorno ai nostri fiori primaverili, peraltro più volte celebrati di recente, Calabria e Cutrone. Ed invece in una città che vive di cinema e per il cinema, oggi l’Oscar lo diamo ad uno che Roma e la Roma, la conosce bene.

Alessio Romagnoli, nato ad Anzio, di cuore laziale ma che da romanista ha mosso i suoi primi passi nel calcio professionistico.

Perché Romagnoli? Perché ieri sera Alessio ha fatto una partita pazzesca. Può sembrare un paragone troppo forte eppure mi va di azzardarlo. Ieri con quel numero, con quella attenzione dal primo all’ultimo minuto, con quella pulizia negli interventi difensivi e con quei piedi li è sembrato di rivedere un antico mostro nella nostra difesa. Si fosse chiamato Alessandro anziché Alessio…

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Roma spogliata dei suoi tanti amori, dei suoi vecchi fiori
Roma fatata lasciami cantare una serenata

Roma spogliata dei suoi tanti amori. Pochi minuti prima del calcio d’inizio ha fatto un certo effetto vedere Francesco Totti al microfono in giacca e non col giaccone sportivo. Totti sorride e racconta di come ogni tanto gli sale il magone in tribuna e vorrebbe scendere in campo. Impossibile non amare un personaggio così che tanto ha regalato a questo sport. Manca alla Roma e ai romanisti, ma anche a noi avversari un campione così. Ed uno suo caro vecchio compagno azzurro di battaglie è un po’ più giù rispetto alla tribuna. Anche lui vorrebbe entrare e fa una fatica del…diavolo a restare a bordo campo. Lui urla, gesticola e bisticcia come se fosse ancora uno degli undici.

Ed invece è il condottiero di tanti nuovi piccoli Gattuso. Rino sorride a fine partita e si gode i titoli di coda con la sua regia perfetta. Non sarà ancora Brad Pitt la sua creatura? Allora facciamo che ieri sera il nostro Milan era un altro amore di Roma, Carlo Verdone. Solo che alla fine del film a ridere eravamo noi.

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 Roma venduta per due soldi a una vecchia americana
Roma nascosta sotto il fumo nero dei nostri cannoni
Roma incantata lasciami suonare una serenata

Chiusura dedicata a James Pallotta. Non molti mesi fa il presidente americano aveva dedicato parole poco consone, in generale ma soprattutto per il suo ruolo, ai suoi alter ego rossoneri. Nel mirino del numero uno giallorosso i soldi spesi per Bonucci e compagni.

Oggi una piccola vendetta sportiva può essere riassunta in un vecchio proverbio riadattato: se Pechino piange, Washington non ride.

Perché al di là dei conti e dei finanziamenti, contano molto gli umori delle piazze. Quella giallorossa, sempre molto passionale, ultimamente non sta perdonando molto alla sua proprietà. Giornali, radio e web sono abbastanza inferociti, specialmente dopo una frenetica sessione di mercato dove Pallotta, se avesse potuto, avrebbe venduto pure il Colosseo.

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Dalle parti di Casa Milan invece stiamo (finalmente!) rialzando la testa dopo un inizio di stagione a dir poco tribolato e che aveva visto nel girone d’andata proprio contro la Roma uno dei punti più bassi.

Ieri abbiamo restituito le due cannonate d’ottobre con gli interessi. Molto fruttiferi caro Pallotta.

E siccome mercoledì sera abbiamo un altro impegno galante rimaniamo in questa bellissima città a cantare la nostra gioia.

Roma incantata lasciami suonare una serenata…

 

 

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