Secondo scoglio dell’incredibile Everest che dobbiamo scalare in questi venti giorni. Dopo la vittoria contro la Roma, ci tocca ancora una difficilissima trasferta nella capitale. In palio la finale di Coppa Italia contro la Juve, sempre all’Olimpico. Gli undici sono gli stessi di domenica sera per provare, quantomeno, a segnare e non perdere.

Nei primi cinque minuti Donnarumma risponde presente sia su Immobile sia su Milinkovic Savic. Due interventi importanti. La Lazio attacca ma noi teniamo botta e siamo pericolosi in contropiede. Suso, dopo uno spunto dei suoi, chiama al grande intervento Strakosha prima del palo di Cutrone, che però era in fuorigioco. Così come contro la Roma commettiamo tanti (troppi) errori in uscita. Rodriguez, in uno di questi, lancia Milinkovic che però non trova la porta. Anche Donnarumma partecipa a questo festival della leggerezza accompagnando solo con lo sguardo un pallone destinato al fondo campo che invece Immobile raggiunge senza, fortunatamente, inquadrare lo specchio.

La partita scorre sempre sugli stessi binari: loro attaccano ma sbattono contro un muro impenetrabile, noi siamo pericolosi in contropiede ma Cutrone non riesce a trovare il tocco giusto sotto porta. Gigio c’è su Immobile. Tra i pali è un fenomeno, c’è poco da fare. Nel secondo tempo l’occasione più ghiotta capita sui piedi di Calabria che però spara sul loro portiere. Sarebbe stato davvero troppo chiedere un secondo gol al giovane terzino nel giro di tre giorni. Man mano che ci si avvicina al 90′ cresce la mia tensione e, a maggior ragione, quella dei giocatori in campo.

I supplementari sono la logica conseguenza di questa paura. Maledico l’errore di Chalanoglu all’andata che ci avrebbe evitato questo ennesimo dispendio di energie. Dobbiamo scalare l’Everest e 30′ di ossigeno extra sono davvero tanti, ma tant’è. Nei tempi supplementari succede poco, loro attaccano sempre ma ormai segnare al Milan è davvero difficile, soprattutto per merito di una linea difensiva magistralmente diretta da Bonucci e Romagnoli, con Calabria che si sta dimostrando tra i migliori terzini in Italia. A due minuti dal termine Kalinic ha sul piede il pallone del match ma, novello Calloni, la spara in curva. Che peccato, si sarebbe potuto sbloccare con un gol decisivo e invece questo errore, credo, peserà molto sul ragazzo. Spero di sbagliarmi.

Si va ai rigori. Giusto per quel che si è visto nei due match ma gli errori del turco all’andata e del croato stasera gridano vendetta. Donnarumma intercetta il primo rigore ma non evita il gol di Immobile, Rodriguez sbaglia ancora. Mi auguro che si avveri la regola del primo che sbaglia vince. Donnarumma sale in cattedra respingendo i tiri di Milinkovic e Lucas Leiva. Jack, fortunatamente, rimette la situazione in parità dopo l’errore di Montolivo. Poi segnano tutti, da Parolo a Chalanoglu. Luzi Felipe spara in curva e Romagnoli ha sui piedi il match ball che non sbaglia, come non sbagliò quell’altro numero 13 in una finale di tanto tempo fa

Andiamo in finale, andiamo a giocarci una coppa a maggio, rispettando la nostra storia. Ce la vedremo contro i gobbacci e i loro arbitri e già sogno la rivincita di Bonucci. Ora poche chiacchiere, recuperiamo e prepariamoci ad affrontare le vette più alte dell’Everest. Siamo tornati, stiamo salendo in cima!

 

di Antonio Gatta

 

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