Oggi è il tuo primo 8 marzo, io purtroppo non sarò con te perché sarò all’estero per lavoro. Il “purtroppo” è riferito al fatto che non saremo insieme, non certo all’impossibilità di festeggiare. Sai cosa si festeggia? La festa della donna!

Sì perché noi donne abbiamo un giorno dedicato, esattamente come gli innamorati a San Valentino, i gatti il 17 febbraio, i cani non ricordo quando… siamo un oggetto commerciale e siamo speciali, un aggettivo usato anche per definire le persone portatrici di handicap. Perché noi donne siamo di fatto in deficit:

siamo considerate ancora inferiori agli uomini e tu, bimba mia, sei nata in uno dei paesi più maschilisti d’Europa! Perfino la data, 8 marzo, non ha senso. Pare che la ricorrenza voglia ricordare un gruppo di operaie americane decedute in un incendio. In realtà non è vero perché questo fatto non c’è mai stato. Sono state proposte più date dall’inizio del ‘900 e alla fine ha prevalso questa perché l’08/03/1917 un gruppo di sovietiche manifestò per chiedere la fine della guerra. Per completare la festa, ci regalano un fiore che si chiama mimosa. Carino da vedere, ma che fa una puzza terrificante dopo qualche ora.

Mica esiste una festa dell’uomo! Loro non ne hanno bisogno, stanno nella stanza dei bottoni da sempre e guai a chi gliela tocca (d’altra parte sono supportati da tutte le sacre scritture, dalla Bibbia al Corano, oggi ancora purtroppo importanti). Imparerai che ogni anno ci saranno i soliti articoli e speciali sui diritti conquistati quali voto, stipendio e aborto. Mica robetta… Eh sì! Non avevamo nemmeno il diritto di andare alle elezioni, la prima volta è stato nel 1945. Non potevamo nemmeno scegliere di rinunciare a una vita dentro di noi fino alla combattutissima 194, perché noi siamo angeli del focolare, fatte per cucinare e sfornare pane e bambini.Non possiamo giocare a calcio o a basket perché non è uno sport aggraziato.

Inoltre ricordati che è bene che tu stia a casa dallo stadio perché sei ignorante, sei una donna! Disturbi i vicini con tutte quelle domande sul fuorigioco e perché e cos’è. Insomma!

Vero è che abbiamo la fortuna di non subire il maschilismo che vige in altri paesi, pensa che in Iran un gruppo di donne si è scontrato con la polizia per poter assistere a una gara della nazionale. Al peggio non c’è mai fine.

Ok ora basta col sarcasmo. Ti insegnerò a festeggiare questa assurda festa tutti i giorni perché sei una femmina e come tale devi combattere, rifarti sì le unghie ma perché siano sempre ben affilate. Ti insegnerò la difficoltà che comporta una scelta; ti insegnerò a valorizzarti in modo da evitare violenti (tipo Robinho) e narcisisti; ti insegnerò che vali e che nessuno dovrà mai farti star zitta, se reputi che un fuorigioco sia attivo e non passivo. Ti insegnerò a essere una donna fiera, una donna italiana fiera. In fondo vivi nel paese di Rita Levi Montalcini, Samantha Cristoforetti, Sara Simeoni, Federica Pellegrini, Anna Magnani, Bebe Vio, Giulia Ghiretti, Eleonora Abbagnato, Valentina Vezzali, Alda Merini.

L’unico vero bel ricordo che ho legato all’8 marzo è la mia prima volta allo stadio.

Era il 1992 ed era domenica, al Tardini di Parma. Un Parma-Milan finito 2 a 3 dopo un primo tempo sotto di due gol. In campo c’erano Gullit, Van Basten e Rijkaard; Maldini, Donadoni e Baresi. Uno dei più bei Milan della storia, che vincerà campionato e Coppa dei campioni due anni dopo. Ma quel giorno Van Basten più che un cigno sembrava un piccione (anche lui è un essere umano in fondo) e fu Simone il Marco goleador. Che goduria! Poi per me che sono parmense ancora di più. Ero in curva Nord, in un punto laterale e abbastanza in basso. Vedevo i ragazzi quasi a grandezza d’uomo. Indimenticabile! Se vorrai festeggiare l’8 marzo, ti auguro di vivere esperienze simili nel senso di fare ciò che più ti piace e che ti fa stare bene.

Si dice che dietro a un grande uomo ci sia una grande donna.

E dietro a una grande donna chi c’è?

 

 

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