(di Antonio Gatta)

Sono giorni che arrivano notizie preoccupanti dal meteo: domenica il Nord , e in particolare la Liguria, saranno colpite da precipitazioni abbondantissime che metteranno seriamente a rischio Genoa-Milan. Alle 16 di oggi, infatti, Marassi somiglia più a una piscina che ad un campo di calcio. No, dai, un altro rinvio no.

Oltretutto le partite pomeridiane ci sarebbero favorevoli vista la caduta della Samp e il pareggio della Lazio, ottenuto all’ultimo secondo grazie a un gran tacco di Immobile. Già, l’ultimo secondo…quest’anno ci ha regalato spesso dispiaceri. Brignoli a Benevento, Dybala domenica scorsa (certo ha tolto un punto alla Lazio ma vedere i gobbi vincere non fa mai piacere) e oggi Ciruzzo.
Fortunatamente smette di piovere, il campo ha drenato bene, si gioca.

Rispetto a giovedì abbiamo Borini terzino al posto di Calabria e Kalinic lì davanti. Loro vengono da un ottimo momento di forma. Temo molto i loro laterali Laxalt e Lazovic. Dopo un tiro alto di Bonaventura, Kalinic gira bene di sinistro un cross rasoterra di Rodriguez ma Perin risponde da campione. Niente, quest’anno i nostri centravanti faticano tremendamente a buttarla dentro. Laxalt comincia a scattare sulla fascia e su una sua buona iniziativa Galabinov non arriva di un soffio.

Eccoli, i loro temibili laterali.

Calhanoglu ha una buona occasione per confermare, finalmente, la sua fama di specialista sui calci di punizione ma, da posizione centrale, recapita una telefonata centrale a Perin. A quando la prima gioia? La partita è bloccata, con Romagnoli da una parte e Spolli dall’altra a giganteggiare in difesa. Kalinic ha un’altra buona occasione ma spara alle stelle. Quanto mi manca un bomber vero…

Al 43′ troviamo il gol sugli sviluppi di un calcio da fermo ma Bonaventura è chiaramente in fuorigioco. Annullato. L’ultima emozione, eufemismo, del primo tempo è un tiro a lato di Calhanoglu. Troppa timidezza in questi primi 45 minuti, voglio di più, voglio vincere oggi.
Al rientro la squadra è completamente bloccata, non riusciamo a uscire ed essere pericolosi. Pandev tira forte e centrale ma Gigio blocca sicuro. Dopo poco Rigoni trova il gol su un colpo di testa in anticipo sulla difesa. Oh ma è fuorigioco! Come no? Invoco il VAR che arriva e puntualmente annulla. Meno male. La sofferenza non è finita: Zukanovic si divora un gol da 3 metri e di testa, solo soletto, mette a lato. Se continuiamo così la perdiamo. Gattuso capisce che bisogna cambiare. Fuori il solito, abulico Kalinic e dentro il baby bomber.

Bonaventura tira ancora al lato. Dopo poco fuori Calhanoglu e dentro Andrè Silva, passiamo al 4-4-2. Il cambio di modulo ci permette di smettere di soffrire e di prendere la partita in mano. Comunque restiamo sterili e aridi quando ci avviciniamo alla loro area di rigore. Conto pochissime occasioni: un tiro di Rodriguez, un tiro cross di Suso su cui non arriva nessuno e una punizione dello spagnolo che sfila al lato. Niente da fare, lo 0-0 sembra scritto, scolpito nel marmo. Nei minuti di recupero Lapadula avrebbe addirittura la possibilità di segnare ma, fortunatamente, non stacca bene da terra e di testa tira fuori. Ultimi 20 secondi dell’ultimo dei cinque minuti di gioco: in area di rigore abbiamo tre centravanti, i 2 di ruolo cui si è aggiunto Romagnoli. Suso, ispiratissimo dall’80’, tenta l’ultima giocata, finta e controfinta della casa con cross in area di rigore. Andrè Silva sfrutta la presenza di Romagnoli che si porta il suo marcatore, si libera sul primo palo e incorna perfettamente nell’angolino.

Goooooooooool! Gooooooooool! Sono in ginocchio dalla gioia. Che goduria!

Stavolta il maledetto ultimo secondo ci sorride ed è un sorriso che finalmente sblocca il portoghese e ci permette di staccare la Samp per iscriverci di diritto alla corsa Champions, chimera per qualsiasi rossonero fino a un paio di mesi fa.

Ora tutti a Londra, per provare ad inseguirne un’altra di affascinante chimera.

Forza ragazzi, crediamoci sempre, fino all’ultimo secondo!

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