Dopo il 2-0 dell’andata le mie speranze sono poche, pressochè nulle. Decido, quindi, di vedere la partita polleggiando sdraiato sul divano e, non come al solito, in piena tensione appollaiato a pochi cm dallo schermo TV, fumando e imprecando. La nostra formazione è iper-offensiva con 2 centravanti, Cutrone e Silva, 2 esterni d’attacco, Suso e Calhanoglu, e un ulteriore attaccante, Borini, schierato come terzino.

C’è il rischio imbarcata ma è giusto provarci.

Il relax da divano è già bello che andato dopo appena 40” quando Andrè Silva calcia a lato da ottima posizione. Mi alzo ed entro in clima partita. Dopo 10 minuti loro perdono il capitano Koscielny per infortunio. Bene per noi, penso. Il match sembra ricalcare il secondo tempo di San Siro: loro provano a giocare ma noi teniamo botta senza rischiare molto. A centrocampo, però, soffriamo. Manca un uomo di raccordo come Bonaventura e Montolivo e Kessie sbagliano tanto, a differenza loro che hanno Ozil ancora sugli scudi, migliore per distacco. Donnarumma risponde presente su un sinistro di Welbeck.

La partita si trascina stancamente fino al 35′ quando Calhanoglu riceve palla alla trequarti, si accentra e lascia partire un collo-esterno che prende il giro giusto e si insacca alle spalle di Ospina.

Gol! Gol! Gol! Siamo vivi, siamo forti. Ora ce la giochiamo. Sigaretta e tensione al top.

L’Arsenal riparte subito a razzo. Donnarumma dice ancora no a Ramsey. Passano 60 secondi e sale in cattedra…Stefan Johanesson, che non è un giocatore londinese ma il giudice di linea, figura di per sé inutile e odioso già solo per la sua nazionalità. Tale personaggio decide di prendersi i riflettori delle telecamere inducendo l’arbitro a concedere un rigore inesistente per un tuffo in area di Welbeck. Voglio dichiarare guerra alla Svezia, nonostante le svedesi! L’inglese, poi, trasforma. Il primo tempo finisce con Gigio che respinge centralmente un tiro di Wilshere ma Borini fortunatamente anticipa il tap-in del loro centravanti.

L’obiettivo nel secondo tempo è sempre lo stesso: dobbiamo fare 2 gol. All’inizio del secondo tempo Donnarumma sfodera un’altra grande parata su Mkhitaryan. Poi, per un quarto d’ora ci siamo solo noi in campo, guidati da un grande Bonucci e da un ottimo Kessie, che recupera e strappa molto più che nei primi 45’. Suso, mai completamente in partita, spara a lato da buona posizione. Contatto in area inglese Bellerin-Silva, niente di che ma se quello del primo tempo era fallo allora questo merita, come minimo, rigore ed espulsione. Ma la Svezia, come detto, ci è avversa e l’arbitro lascia correre. Ancora Milan con Cutrone che quasi in sforbiciata, su grande imbeccata di Silva, spedisce la palla fuori di un niente. Dai, dai che li buchiamo. Altra sigaretta. Entra Kalinic per Cutrone, magari è la volta buona per far sbloccare il croato che, però, dopo pochi minuti, ha sulla testa un buon pallone telecomandato da Bonucci ma la colpisce debolmente appoggiandola ad Ospina.

Niente da fare, era difficile ma mai che ci sorprenda, il buon Nikola.

Ad ogni modo siamo al minuto 70 e siamo ancora in partita, anzi meriteremmo molto di più. Ma il calcio sa essere cattivo quando vuole e un minuto dopo svaniscono tutte le nostre speranze: Donnarumma, ottimo fino ad allora, si esibisce in una papera degna del peggior Lehmann respingendo in porta un tiro da fuori di Xhaka: 2-1 Arsenal. Mi rimetto in posizione relax sul divano, ormai è finita.
La partita, infatti, non ha più nulla da dire, con i padroni di casa che si divertono a giocare negli spazi ampi, fraseggiando alla grande con tutti i propri giocolieri. Al minuto 86 Welbeck fa doppietta con il Milan che ha ormai staccato la spina da tempo, cosa che, credo, farà infuriare Gattuso.

Alla fine dei 180′ il risultato dice Arsenal 5- Milan 1. Sappiamo tutti quanto possa essere bugiardo un simile tabellino ma sappiamo anche che la qualificazione era svanita già dopo il pessimo primo tempo di San Siro. Gli episodi sono stati tutti contrari, è vero, ma speriamo di tratti di una scoppola salutare per un gruppo giovane che, in ogni caso, ha dimostrato di potersela giocare anche contro avversari molto più scafati e vincenti.

Facendo un grande sforzo cerco di trovare qualcosa di positivo per rendere il bicchiere non dico mezzo pieno ma, almeno, non completamente vuoto: Roma e Lazio, nostre rivali nella corsa alla Champions, si sono qualificate e dovranno affrontare anche gli impegni di coppa nei prossimi mesi. Speriamo ne risentano in campionato.

Ora ripartiamo dal Chievo e non molliamo di un centimetro perché tutti noi l’anno prossimo vogliamo giocare quell’altra Coppa, nel nostro habitat naturale.

di Antonio Gatta

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