Enrico e Ilaria: bianconero lui, rossonera lei. La  loro fede non intacca la loro amicizia.

Una vita di Juventus-Milan in una città parmense, Fidenza, sopravvissuti all’onda di entusiasmo del Parma dei Miracoli di Nevio Scala.

Enrico: Mi chiamo Enrico, sono nato il 3 febbraio del 1969. Sono juventino dal 3 febbraio 1969, consapevolmente dal 1974 circa. Presente a cinque finali di Champions, finite in lacrime quasi tutte (se ne salva una). Il mio nome e quello di mio padre sono immortalati in una delle stelle dello Stadium, settore Michel Platini. Lavoro nel ramo alimentare, sono un appassionato di musica rock e ho assistito a ben 28 concerti del Boss. Come dire… le cose mi piacciono dal vivo!

Ilaria: Mi chiamo Ilaria e chi segue la mia rubrica sa solo che sono mamma di Giada, 8 mesi il 30 marzo, alla vigilia di Juve-Milan. Dovrebbe sapere che sono stata abbonata per 20 anni al Milan e che sono ora “in maternità”. Non sa che sono nata il 22 febbraio 1974, che lavoro nel campo alimentare e che ho assistito a due finali di Champions: una nel 2005, su cui stendiamo cemento a presa rapida; una nel 2007, molto meglio! Il Boss visto purtroppo solo due volte.

La prima partita dal vivo fra le due squadre

E: La prima vista dal vivo è stata Juventus-Milan del 13.03.1977 allo stadio Comunale, 2-1 per la Juventus (autogol di Scirea, Boninsegna su rigore, Causio), tutti i gol nel primo tempo, in una giornata di sole bellissima, con mio papà ovviamente. Avevo 8 anni e andavo già a vedere le partite da tre con mio padre…ho iniziato presto.

I: Nonostante abbia iniziato a frequentare San Siro a 18 anni (mi sono vista anche un’Inter-Juve…), la mia prima con la Juventus è stata solo nel 1997, quell’indimenticabile 1-6 per loro con gol della bandiera di Marco Simone. Era il mio primo anno da abbonata e l’inizio non è stato certo idilliaco! Bimba mia, come vedi bisogna tenere duro nella vita.

Il gol più bello o emozionante che ricordi

E: La più bella rete che ricordo è un gol di testa di Platini a Nuciari a Torino nel Campionato 83-84. Era il giorno di San Donnino, festa cruciale per noi fidentini, ma io decisi di saltare gli anolini per andare a vedere Juve-Milan. Venni ripagato da una vittoria per 2-1 e da questo gol straordinario di Platini su cross di Cabrini.

I: Il 9 dicembre 2001 a San Siro Sheva segna un gol spettacolare, anche se quello più emozionante resta il rigore la notte del 28 maggio 2003. Ogni volta che rivedo il penalty alla tv, ho sempre il timore che il buon Gigi lo pari… Bimba mia, la roulette dei rigori sarà emozionante, ma c’è da consumare parecchi pannolini!

L’avversario che avresti voluto nella tua squadra

E: Il Milan negli anni è sempre stato zeppo di avversari eccezionali, ma di solito io non ho mai pensato di tirare via nessuno alle altre squadre per averlo nella mia…ho sempre pensato di lasciare tutti ai loro posti.

I: Edgard Davids. Potessi tornare indietro nel tempo e fossi una strega, farei una magia per riaverlo. Giada, mai giudicare troppo in fretta, specie quando non ci sono le condizioni!

La partita che vorresti rivivere

E: Vorrei rivivere Milan-Juventus 1-6 del 1997…per ovvi motivi…ero allo stadio ed è stata una delle serate più esaltanti di sempre.

I: La finale del 28 maggio. Questa domanda potevo evitarla… Bimba mia, un giorno la guardiamo insieme, ormai non ci restano che i dvd del passato (magari in presenza di quel gobbo di tuo padre).

Il primo ricordo da bambino/a dell’avversario

E: Il primo ricordo da bambino del Milan che ho è Rivera…era come un mito inavvicinabile…la Juve aveva tantissimi grandi campioni, ma non aveva Rivera…

I: Erano quasi tutti juventini. Ricordo i compagni delle elementari che si scambiavano le figurine Panini di Zoff, Cabrini, Boniek, Scirea e Platini. Il mio primo ricordo sono proprio le figurine e se mi concentro sento ancora il profumo di carta plasticata. In quegli anni il Milan era inguardabile. Bimba mia, bisogna credere nelle proprie convinzioni!

Un aneddoto

E: Anno 1979, decimo scudetto del Milan. A San Siro si gioca Milan-Juve 0-0, avevo la febbre ma ci andai con mio papà e dei suoi amici. L’arbitro Michelotti di Parma annullò un gol a Tardelli. A fine stagione a Fidenza si organizza la cena del Juventus Club. Io ero presente e lo erano anche Boninsegna, Furino, Gentile e Michelotti. Questo strinse la mano a tutti tranne a Furino che rifiutò, memore di quel gol annullato e del fatto che Michelotti lo avesse espulso. Il gesto fece scalpore sollevando un grande “ooooooooooh” nel salone del ristorante.

I: Nell’estate dell’85 mio padre, interista, ottiene 3 biglietti per Parma-Juventus al Tardini. La Juventus è la squadra migliore con giocatori da urlo. Io ancora non tifavo Milan e sinceramente nemmeno Juve o Inter, ma mi piaceva il calcio e guardavo volentieri le gare in TV. Ovviamente un tagliando è di mio padre in qualità di accompagnatore. Ne restano due…. Uno a mio cugino juventinissimo e uno a mia sorella. La domanda è uscita spontanea dalla mia bocca, guardando mio padre negli occhi: “E io?”. Risposta “Ne ho solo tre…. Sai, Cristiano è juventino, la Chicca bene o male la è … perché? ti interessava?”. Io, con gli occhi (temo) lucidi e super orgogliosa: “Io? No! Non sono juventina e mai la sarò”. Se fossi andata a quella partita, oggi non so… Giada, fai sempre buon viso a cattivo gioco! Sorridi sempre e vedrai che spesso “perdendoci troviamo noi stessi e la felicità”.

Cosa invidi/ammiri dell’avversario

E: Secondo te? Troppo facile…tutte quelle Coppe dei Campioni…!!!

I: La società! Organizzazione, marketing, gestione spogliatoio. Sia negli anni vincenti che meno fortunati o addirittura in B è sempre stata il modello. Quando il Milan acquista un giocatore, da sempre cerco di capire se su di lui c’è stata o c’è la Juve. In caso affermativo è una garanzia che quello sia forte. Giada, bisogna sempre riconoscere i meriti degli avversari, nello sport, nel lavoro e nella vita in genere. Chi è capace solo di disprezzare è un perdente.

Cosa rappresenta Milan-Juve per te

E: Rappresenta la storia del mio essere tifoso da più di 40 anni…rappresenta una partita dove si va in casa di un nobile padrone…e bisogna alzarsi in piedi e mettersi sull’attenti.

I: E’ la partita più difficile della stagione. Si gioca con la squadra che ha vinto di più in Italia e che ha la dirigenza meglio organizzata. Poi, essendo circondata da amici e conoscenti per la maggior parte juventini o simpatizzanti tali, mi gioco pure la tranquillità settimanale (fra l’altro il mio compagno è gobbo). Giada, mi raccomando … il complesso di Elettra non aiuta.

Con chi vorresti guardare la partita sabato?

E: Con chi vorrei guardarla? Sarò allo Stadium con tre miei compari di lungo corso, stesso sangue!

I: vorrei essere allo Stadium, ma il biglietto costa la bellezza di € 100,00! Mi accontenterò della tv. Giada, volevamo portarti allo Stadium e passare due giorni a Torino. Ma € 200,00 d’emblée solo per lo stadio hanno minato il progetto. Andiamo un’altra volta, eh?

Formazione speciale

E: Concedimi gli ultimi 40 anni di storia! Buffon, Gentile, Ferrara, Scirea, Cabrini, Tardelli, Nedved, Pogba, Platini, Del Piero, Bettega.

I: Donnarumma, Cafù, Nesta, Baresi, Maldini, Gattuso, Pirlo, Donadoni, Gullit, Van Basten, Sheva. Carletto in panchina a dirigere.

Giada, stiamo vivendo di ricordi, ma ti prometto che un giorno Cutrone ci porterà in Europa.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *