Il derby è sempre il derby: lo stomaco è contratto, la mente è preoccupata, la tensione è alle stelle. Questa stracittadina, poi, per noi è una finale. C’è in palio la speranza. Qualunque risultato diverso dalla vittoria significherebbe addio pressochè certo alla futura Champions League.

Qualche ora prima della partita mi arriva la notizia, funesta, della morte di Ray Wilkins, uno dei miei primi idoli in un periodo in cui si stavano buttando i semi di quello che sarebbe stato una storico raccolto fatto di coppe e scudetti.
Ciao Rasoio, lotteremo anche per te oggi. “Fino alla morte” dice la Sud, quasi a volerlo ricordare.

Ci mancherà Biglia, ho il terrore di Montolivo ma spero in un sussulto d’orgoglio anche di Riccardo. Per il resto 11 tipo, come il loro del resto.
Nei primi 90 secondi non tocchiamo palla. Rodriguez sbaglia due appoggi facili facili e, sul secondo, permette a Rafinha di calciare da ottima posizione. Per fortuna c’è Capitan Bonucci a ribattere. Niente, non riusciamo a giocare. Montolivo cammina, rallenta e sbaglia, Suso è un fantasma, Rodriguez è timido e Bonaventura conferma di essere in netto calo. Per fortuna loro non ne approfittano, fatta eccezione per una conclusione centrale di Candreva respinta da Donnarumma.

Al 22’, da calcio piazzato battuto perfettamente da Chalanoglu, Bonucci non riesce di un niente a bissare il gol di sabato contro la Juve, chiamando Handanovic a una superparata. Sarebbe stato un vantaggio immeritatissimo e, per questo, ancora più bello.

Dai, svegliamoci adesso.

Al 28’ finalmente un’ottima combinazione dei nostri centrocampisti porta Jack a smarcare Cutrone con un invitante colpo di tacco ma il centravanti ci arriva solo con la punta e non fa male.
Loro ricominciano a giocare, molto meglio di noi. Al 39’ Candreva imbocca Icardi solo davanti a Donnarumma e l’argentino, naturalmente, non sbaglia. Eccolo, il loro meritato vantaggio. Fortuna vuole che quest’anno ci sia il VAR e che la scarpa di Icardi sia leggermente più avanti di Bonucci. Annullato, come in Coppa Italia, e sappiamo come è finita. Segnali.

Il primo tempo si chiude con una rincorsa a perdifiato di Cutrone che rincorre Candreva fino al limite della nostra area, disinnescando un loro contropiede e meritandosi l’ovazione di San Siro. Sulla generosità di Patrick non possiamo mai nutrire dubbi.

Ci vuole un altro Milan nel secondo tempo per portarla a casa.

E invece si ricomincia come si era finito: loro giocano meglio. Su un cross sbagliato Perisic bacia la traversa. Incertezza di Donnarumma che gli regala un angolo. No, Gigio non ti ci mettere pure tu stasera.
Finalmente una nostra bella ripartenza, triangolo Suso-Jack-Calabria che trova Kessie al limite dell’area ma il sinistro va a lato di un metro abbondante.

Ancora contropiede nostro pericolosissimo con Suso che trova Patrick in profondità ma il Baby Bomber non riesce a superare Handanoivc in uscita. Segnali incoraggianti che, però, vengono vanificati dalla lentezza della nostra manovra e dai troppi errori tecnici soprattutto di Bonaventura e Montolivo. Sulla destra Candreva e Cancelo sfondano facilmente. Dall’altra parte Perisic mette al centro un pallone insidiosissimo ma Gigio si rifà dell’errore precedente e smanaccia con un grande riflesso.

Pericolo scampato.

Ancor più pericolosa l’azione al minuto 56 con Candreva (in fuorigioco?) che mette al centro un pallone da spingere in rete ma Icardi, incredibilmente, mette fuori. Segnali, segnali, quanti segnali. Dobbiamo segnare, ragazzi.
Al 68’ Cutrone pensa bene di esibirsi in un gesto tecnico molto di moda in queste ore e,  in rovesciata, segna un eurogol pur essendo in netto fuorigioco. Si resta sullo 0-0. Gattuso sostituisce il centravanti con Kalinic e Montolivo con Locatelli. Speriamo bene.

Siamo più dinamici a centrocampo ma continuiamo a sbagliare passaggi, verticalizzazioni, addirittura rimesse laterali e dal fondo. Fuori uno spento Jack e dentro Borini per gli ultimi 10 minuti. Quanto sarebbe bello segnare adesso.
Al 91’ l’occasionissima per massimizzare i segnali della partita capita sulla testa di Kalinic ma quest’anno il croato non segna neanche per sbaglio e salta completamente contro tempo, vanificando l’ottimo cross di Suso.
Si va verso uno scialbo 0-0 e l’errore, il secondo, clamoroso di Icardi a 10 secondi dal termine ci fa tirare un sospiro di sollievo. Probabilmente meritavamo di perdere ai punti, quindi teniamoci stretto questo pareggio.

La (rin)corsa Champions è, evidentemente, compromessa ma sappiamo tutti che la mancata qualificazione alla massima competizione europea è stata buttata via in autunno, non certo oggi.
La speranza non l’abbiamo più, ora servirebbe solo un miracolo. E i miracoli, a volte, sebbene molto raramente, nel calcio accadono. Un esempio? Ricordo nel lontano 1999 uno 0-0 in casa della Lazio, in una partita che i biancocelesti meritavano di vincere; dopo quel match mancavano sette partite e avevamo sette punti di distacco dalla capolista. Il miracolo si concretizzò a Perugia un paio di mesi dopo.

Da qui a maggio dobbiamo fare più punti possibili poi… che i credenti preghino e che gli agnostici gufino, non possiamo fare altro!

di Antonio Gatta

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *