Dopo il pareggio nel derby di mercoledì le speranze di agguantare il quarto posto erano ridotte al lumicino. Otto punti da recuperare in otto partite sembravano davvero troppe. Ma Eupalla, la divinità che protegge e ispira il gioco del pallone tanto caro all’immenso Gianni Brera, sa essere imprevedibile e ci regala, a distanza di una sola giornata, la possibilità di accorciare di due lunghezze dal terzo/quarto posto, occupato da entrambe le romane, dopo le impreviste sconfitte dei giallorossi e della seconda squadra di Milano.

Vincere oggi, quindi, diventa estremamente importante.

La formazione è la solita per 10/11, con Abate che rileva l’affaticato Calabria. Di fronte la bestia nera Sassuolo, capace negli ultimi anni di regalarci più di un dispiacere. Partono senza centravanti facendo subito capire che tipo di partita vorranno giocare.

Partiamo a razzo e dopo cinquanta secondi Kessie, imbeccato da Rodriguez, si trova a dover spingere in porta un pallone golosissimo ma, inspiegabilmente, decide di colpire la palla di petto e non di testa, agevolando l’intervento di Consigli sulla linea. Incredibile, andare subito in vantaggio sarebbe stata una manna dal cielo. Tempo due minuti e si fa male Romagnoli che lascia il posto a Musacchio. Non ci voleva proprio. Un gol mangiato a porta vuota e un infortunio sono brutti segnali, soprattutto a inizio partita.

Chalanoglu da fuori ma centrale, Consigli devia in angolo. In campo ci siamo solo noi. Arrivano palloni invitantissimi in area di rigore, ora dal turco ora da Suso, ma non c’è mai nessuno pronto alla deviazione vincente. Manca concretezza: il gioco si sviluppa bene fino ai 30 metri ma poi non abbiamo centrocampisti capaci di tirare in porta da fuori.
Suso a giro, Biglia non ci arriva di un niente e ancora Consigli sventa il pericolo. Poco dopo la mezz’ora Kessie, da posizione laterale, prima spara sul portiere e poi non riesce a ribatterla in rete.

Niente, la loro porta sembra stregata.

Come spesso accade in queste occasioni, al primo contropiede rischiamo di andare sotto con Donnarumma che non trattiene un tiro di  Politano ma poi, con un grande riflesso, riesce ad anticipare di piede Acerbi. Meno male, sarebbe stato assurdo prendere gol adesso. Il primo tempo termina a reti inviolate con il Sassuolo che si difende strenuamente a differenza di quanto fatto, ad esempio, a Torino. Strano, a volte, il calcio. Eupalla pensaci tu.
Rino, metti il portoghese, ti prego. Abbiamo bisogno di peso e centimetri lì in area.
Si riparte, invece, con gli stessi undici e con lo stesso leit motiv dei primi 45 minuti: noi attacchiamo e loro si difendono.

Occasioni clamorose, comunque, non riusciamo a crearne. Tanto possesso, tanti cross, tanti passaggi laterali ma poca profondità e ancora zero concretezza.
Dopo 10 minuti, fuori Abate e dentro Silva. Dobbiamo vincerla. Loro iniziano a buttarsi a terra ad ogni contrasto e l’arbitro, spesso, dà loro ragione. Quanto lo odio, questo Sassuolo.
Attacchiamo, attacchiamo ma non buchiamo. Ragusa in contropiede è pericoloso, ma per fortuna scivola al momento del tiro.
Fuori Cutrone dentro Kalinic per l’ennesimo tentativo di far sbloccare il croato.

Al 75’ su una palla casuale, Musacchio sale male, Politano in posizione regolare, stoppa la palla e trafigge Donnarumma dal limite dell’area. Pazzesco. Eupalla ci ha abbandonato. Continuiamo ad attaccare in maniera pressante ma confusa, collezionando corner e cross in area che loro spazzano alla meno peggio.
Al minuto 81, su uno dei tanti cross, Rodriguez anticipa il difensore, il pallone resta in area ma l’arbitro fischia una punizione inesistente per i neroverdi, Bonucci, a ragione, si incazza e si becca il giallo che gli farà saltare il Napoli.
Se c’è ancora qualcosa che può andare peggio, penso che questa sia la serata giusta.

Ultimi minuti, ormai è un arrembaggio senza limiti e senza schemi. Kalinic imbeccato benissimo da Chalanoglu incorna da solo ma tira alto. Ma come è possibile che questo non becchi mai la porta?
All’86’ sull’ennesimo spiovente in area, Andrè Silva la spizza  e Kalinicfinalmente!- si gira e insacca di sinistro. 1-1 e ancora qualche minuto per provare a vincerla.

Dai, ragazzi non molliamo adesso.

Collezioniamo corner ma, prima Bonucci (alto), poi Kalinic (centrale) di testa non trovano il gol. A 30 secondi dalla fine Bonaventura stoppa al limite dell’area e si coordina per un destro a uscire di controbalzo. 99 volte su 100 il pallone entrerebbe in porta e, invece, Consigli trova un guizzo incredibile per la deviazione in angolo.

Non è possibile, maledetto Sassuolo!

Con il pareggio di stasera usciamo ufficialmente dalla corsa Champions League. Peccato perché ai ragazzi e al mister abbiamo poco da rimproverare, quanto meno per quel che riguarda l’impegno. Manca cattiveria in attacco e manca esperienza in molti singoli, ma il fatto che siamo qui, l’8 aprile, a rammaricarci per l’occasione persa ci fa capire quanto sia stato buono il lavoro fatto a partire da dicembre, quando eravamo nella parte destra della classifica e la zona Champions era lontana anni luce.

Non possiamo abbassare l’attenzione, però, perché anche il posto nell’Europa meno nobile va ancora conquistato sul campo e quelle dietro non mollano di un centimetro.

La strada, tuttavia, è quella giusta e Eupalla, sono convinto, tornerà a sorriderci.

di Antonio Gatta

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