Oggi è un giorno particolare: torno a San Siro ad oltre un anno di distanza. Arrivato a Milano mi precipito a conoscere i ragazzi di Radio Rossonera che mi fanno sentire a casa: uno spuntino veloce e via verso lo stadio.

Ci aspetta il Napoli, squadra che da anni gioca il miglior calcio d’Italia. Sarà durissima, soprattutto senza i nostri due centrali difensivi. Zapata capitano mi fa tornare la mente indietro ai tempi nefasti del Giannino. Tremo e prego. Loro sono al completo, ad eccezione dello squalificato Mario Rui.

San Siro gremito regala sempre belle sensazioni, se poi alla grande cornice di pubblico aggiungiamo il saluto prepartita di Gullit e Virdis, per un milanista stagionato come me, l’emozione è doppia.

Partiamo bene e dopo 3 minuti Bonaventura chiama Reina alla deviazione in angolo. Ancora noi al minuto 7 con Koulibaly che anticipa di un niente Kalinic. Dai Nikola, voglio il bis dopo Sasssuolo, ricredimi! Un paio di minuti dopo ci distendiamo benissimo a destra, Suso, invece di rientrare sul sinistro, crossa di destro ma il croato tutto solo si divora la rete di testa, con dietro l’accorrente Bonavenutura pronto al colpo di testa. Ma non è possibile! Sarà pure utile al gioco, sarà pure sagace tatticamente ma in area voglio un attaccante!!

Il Napoli comincia a prendere campo e, su una palla velenosa persa da Biglia, Mertens serve Callejon il cui destro fortunatamente finisce alto. Ancora i partenopei pericolosissimi con Mertens ma Gigio, che oggi festeggia il record di calciatore più giovane della storia italiana ad arrivare a 100 presenze in A, respinge coi pugni.

Ragazzi come si soffre allo stadio.

Loro sono cortissimi e non sbagliano una scalata, un movimento, una sovrapposizione ma il Milan è messo altrettanto bene in campo. Zapata fa 2 fesserie in pochi minuti, fortunatamente senza conseguenze.

Occhio.

Hamsik tira di poco fuori e Insigne a giro calcia al lato, certificando la loro superiorità in questo momento della partita.. Kalinic scatta e riscatta a vuoto ma nessuno lo serve. Quanto manca un giocatore dal lancio lungo. Al minuto 39, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Chala spara dal limite, Reina respinge e Musacchio insacca. Annullato per netto fuorigioco dall’arbitro che, tuttavia, avrebbe almeno potuto usare un po’ di sensibilità, viste le sofferenze di Mateo in questa stagione!

Ma cos’ha, un bidone della spazzatura al posto del cuore (cit.)?

Prima della fine del tempo, ancora un pallone perso in uscita a destra da Calabria porta Insigne al tiro ma la mira del napoletano, oggi, è completamente sballata.
Mi godo San Siro nell’intervallo, uno stadio davvero unico, una Spice Girl che tira i rigori sotto lo sguardo di Ruud e sogno i 3 punti che non arrivano da quasi un mese ormai.
Si riparte con un pericolosissimo cross di Hamsik in area che nessuno segue. Che paura. Sul ribaltamento di fronte Chalanoglu, solo in area, cicca clamorosamente il sinistro al volo, dopo pochi minuti Suso, da posizione favorevole, la spara in curva. Quanta fatica per segnare quest’anno.

La partita scorre a ritmi altissimi e altrettanta imprecisione. Kessie ne è il simbolo: corre come un dannato ma sbaglia troppo in fase di impostazione. Zapata si fa gladiatore e Musacchio abile scudiero. Speriamo non abbassino la concentrazione. Partono i primi cambi, Zielinski e Milik al posto di Hamsik ed il fantasma di Mertens per loro e, dopo pochi minuti, Andrè Silva per il fischiatissimo Kalinic per noi. Caro Nikola, lavorerai anche tanto ma una volta che sia una il difensore devi anticiparlo.
La partita è bloccata, Gattuso inserisce Locatelli per lo scialbo Bonaventura di queste ultime partite.
Insigne ancora pericoloso ma Donnarumma chiude lo specchio con il suo corpo gigantesco. A 5 dalla fine Andrè Silva stacca di testa ma manda alto. Collezioniamo calci d’angolo e spero nel remake di Zapata, a un anno di distanza.

Niente da fare.

Al minuto 92 il destino beffardo porta Milik a calciare in porta da 0 metri. Sarebbe gol contro chiunque ma quel piccolo, grande fenomeno che abbiamo in porta, non si sa come, distende i suoi 196 cm in una frazione di secondo e riesce a deviare in calcio d’angolo. Da infarto, come quella lontana parata di Dida su Van der Vaart al minuto 93 in un Milan-Ajax del 2003 che pure ebbi la fortuna di vedere dal vivo. Evidentemente è il mio destino quello di ammirare miracoli a San Siro.

Finisce 0-0, un pareggio che probabilmente non serve a nessuno se non alla Juve che, mentre scrivo, sta passeggiando sulla Samp ed è sempre più vicina allo scudetto. La Champions per noi è francamente impossibile da raggiungere, a 6 giornate dal termine. Servirebbe un suicidio di massa da parte di Roma, Lazio ed Inter. Ora consolidiamo il posto in Europa League e continuiamo sulla strada che anche oggi, così come a Torino, ci ha portato a giocarcela alla pari con le squadre più forti ed organizzate del campionato. Voglio pensare che siano rose che fioriranno.

Da San Siro è tutto (oggi posso usare questa chiosa giornalistica!), a presto e forza Milan.

di Antonio Gatta

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