Ci sono tante immagini che ricordo durante i miei 20 anni di Milan-tutte-le-domeniche: gol spettacolari, palloni d’oro, coreografie da derby, l’ingresso in campo al lato della Nord e proprio lì, ma dalla parte opposta, uno striscione che recita un semplice “Marco Nico”, con i nomi divisi da uno scudetto tricolore.
Ho visto quello striscione per la prima volta nel 1992, ma non escludo di aver notato la sua immagine su qualche Forza Milan, perché a prima vista mi sembrava molto familiare. Le prime volte pensavo “sarà dedicato a due calciatori”, ma di fatto se Marco poteva essere Van Basten o Simone, chi era Nico? Poi ho pensato che potrebbe essere un gruppo di tifosi che dedica lo striscione a due ragazzi che non ci sono più. Fino a quando un giorno ho chiesto in curva “Ma quello striscione che vedo sempre uguale in quella posizione ha un significato?”. Risposte brevi e stringate: “Sono due ultrà”. Dicevo fra me e me quanto fossero poco loquaci in curva Sud, tutti imbacuccati nelle loro sciarpe e cuffie, un solo piccolo spazio per l’amata sigaretta.

Però di fatto avevano ragione: Marco e Nico sono due tifosi!

Dopo il famoso Milan di Sacchi arriva quello di Capello; in seguito Tabárez seguito a ruota da Sacchi, di nuovo Capello, poi Zac, Cesarone Maldini, Terim, Carletto il Grande, Leonardo, Allegri e infine Seedorf, Inzaghi, MihaBrocchi, Montella, Gattuso. Tutto cambia in 20 anni: il Cigno si ritira per cause di forza maggiore, Baresi va in pensione e Maldini ne raccoglie l’eredità; gli ex “nemici” Inzaghi e Nesta ci fanno innamorare; ci ritroviamo con i blasonati Beckham e Ronaldinho; due ragazzi dalla faccia pulita con i numeri 7 e 22 sulla schiena macinano successi e vincono palloni d’oro; da Barcellona ‘89 arriviamo ad Atene 2007 passando per Vienna, Istanbul, Monaco e Manchester. Poi i cinesi e Bonucci capitano.

Tutto passa, tutto scorre e lo striscione resta lì.

La scorsa settimana, appena ti sei appisolata, mi sono collegata a Facebook e chi trovo come pagina suggerita? Marco Nico! Immediatamente ho chiesto l’amicizia, troppa era la curiosità. Marco si presenta con poche ma eloquenti parole: “Sono un malato di Milan, per il quale ho girato tutta l’Italia e gran parte d’Europa portando con me questo striscione”. Rossoneri erano il nonno e il babbo (fortunatissimo, non come te che ti ritrovi rispettivamente un Bauscia e un Gobbo…), la passione è stata tramandata al figlio. Allo stadio dal 1974, lo striscione nasce nel 1989 in occasione della finale con lo Steaua. Recitava così “Marco Nico presenti”. Ma perché nasce? Quale arcano motivo vi si cela?

Nulla o meglio tutto: semplicemente i loro nomi, loro stessi, la loro passione.

Volevano portare i loro nomi in finale a Barcellona; volevano gridare al mondo intero che erano due ragazzi innamorati di due colori; nessun obiettivo particolare se non seguire la loro squadra del cuore. Quella sera è stata l’inizio di una storia, ha inaugurato lo striscione “Marco Nico” che la mamma e tanti come lei (pure non milanisti) hanno notato da subito. Dalla Fossa si sono spostati nel primo anello blu per passare al verde e oggi al primo arancio. Lo striscione ha cambiato aspetto tre volte, dallo spray colorato alle lettere cucite e infine all’odierno design. E’ uno stendardo così speciale che è stato notato anche da Striscia la Notizia.
Oggi sono presenti solo al Meazza (“solo” per modo di dire ovviamente). Il loro sogno è di avere San Siro tutto per il Milan e devo dire che condivido il loro desiderio. Marco e Nico rappresentano il tifo più genuino, quello che è legato alla maglia e non alla moda del momento, quelli che ci sono nonostante Istanbul, i parametri zero, il mistero della cessione ai cinesi, i giovani senza esperienza. Quelli che ci sarebbero anche se la vittoria più bella, Manchester 2003, fosse andata alla Juve. Vorrei che tu imparassi ciò che questi due tifosi insegnano: coltivare le tue passioni per il mero piacere che ti danno. Solo se ti prendi cura di ciò che ami, riuscirai a realizzare grandi cose.

“ E’ il tempo che hai dedicato alla tua rosa che rende la tua rosa preziosa”. Guarda cosa ha fatto un semplice striscione …

di Ilaria Dallaturca

 

Comments

  1. Splendido articolo. Nico era con me in camerata alla Perucchetti. E mi ricordo quando ci confidammo la passione per i colori rossoneri.
    Poi, finito il militare, ho sempre guardato verso la curva Nord per controllare se lo striscione fosse ancora lì…
    Ero contento di festeggiare insieme a lui !!!!

  2. Splendido articolo. Nico era con me in camerata alla Perucchetti. E mi ricordo quando ci confidammo la passione per i colori rossoneri.
    Poi, finito il militare, ho sempre guardato verso la curva Nord per controllare se lo striscione fosse ancora lì…
    Ero contento di festeggiare insieme a lui !!!!
    Forza Milan!!!
    E grazie per l’articolo.

  3. Oh! finalmente capisco il significato di quello striscione che vedo sempre quando mi reco allo stadio per vedere il mio Milan!
    Semplicemente splendido per unione, passione e valore. Lo rivedrò proprio questa domenica assieme a mia figlia: Milan-Frosinone, match fondamentale per ritornare grandi in Champions… FORZA DIAVOLO! ??❤️?

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