Il Milan a Bologna, città dove vivo. Dovrei aspettare la partita come un evento, una delle poche domeniche in cui posse riuscire a vedere la mia squadra dal vivo. Eppure, anche quest’anno, mi dovrò accontentare di un match che vale molto meno di quello che sperassi solo pochi mesi fa. Allo stadio, ad ogni modo, si va.

Al cuor non si comanda, il Milan è sempre il Milan.

Curva ospiti, diegtro la porta occupata da Donnarumma nel primo tempo. Fa caldissimo e il sole picchia forte, il tutto rende i ritmi iniziali ancor più lenti di quelli cui ci hanno abituato entrambe le squadre nelle ultime
La prima volta che vedo un tiro in porta, quello di Poli alle stelle, mi giro e il tabellone segna il minuto 18. Oltre un quarto d’ora di nulla cosmico, se continua così voglio i soldi indietro. Partita lenta, noiosissima che non contribuisce certo a rendere più piacevole la calura.

Pochi istanti e il Bologna segna ma per fortuna il primo colpo di testa di Nagy, prima della ribattuta di Palacio, è in fuorigioco .
Arriva qualche nuvola, poi un po’ di vento ma i giocatori in campo non ne vogliono sapere: i ritmi sono quelli di Luglio. Conto oltre dieci passaggi consecutivi di Locatelli, tutti all’indietro, più la solita ammonizione. E’ giovane, ordinato e scolastico. Fin troppo, per i miei gusti. A 20 anni gli consiglio di provare ad osare qualcosa, se davvero vuol diventare un pilastro del centrocampo.

Tra uno sbadiglio e l’altro si arriva al 34’, lancio lungo per Kessie in area che, in qualche modo, la gira a Cutrone, apertura per l’accorrente Calhanoglu che, di prima intenzione, con un potente diagonale rasoterra trafigge Mirante. Fortuna vuole che il primo tiro in porta della domenica sia stato affidato al più dotato tecnicamente dei 22 in campo.
La partita ha un usussulto, più per merito del Bologna, ad onor del vero. Siamo lenti, non rilassiamoci oltremodo. Donnarumma respinge in angolo un colpo di testa di Mabye, dopo aver sbagliato il tempo dell’uscita. Un minuto dopo, confusione in area Milan, da dietro vedo solo calcioni alla “viva il parroco” e gente che si butta sulla palla. La sfera, non si sa come, arriva a Orsolini che pareggia con un bel destro. C.V.D.: come volevasi dimostrare. Il VAR dice che Bonucci ha ragione a protestare invocando un fallo di mano e Giacomelli annulla.

Ci becchiamo vari cori che ci accostano alla Juve.

In questo momento vorrei solo che finisse il primo tempo. Al minuto 46 accade quasi un miracolo: Locatelli gioca una bella palla in verticale (!), capendo finalmente che esiste anche lo spazio in avanti e non solo verso la difesa, Calhanoglu vede largo Bonaventura che fa secco il difensore e batte di nuovo Mirante in diagonale. 2-0 con due tiri, meno del minimo sforzo per ottenere il massimo rendimento.
I primi 15 minuti del secondo tempo sono solo nostri. Dopo pochi minuti Cutrone prende il palo, ma il solito svogliato Suso degli ultimi mesi è timidissimo nel tap-in. Sale in cattedra Calha. Il nostro numero 10, gioca bene, veloce, smista e lancia. Gran bel giocatore davvero. Al 55’ salta il difensore rossoblu con un solo tocco: stop perfetto su un lancio da 30 metri e palla pronta a essere colpita dal suo destro gentile ma il turco vede Suso libero a sinistra e, altruisticamente, lo serve. Lo spagnolo spara alle stelle! Ma dai, Susino svegliati eh che qui c’è bisogno anche di te fino a fine maggio!
Quasi a volersi far perdonare, Suso slalomeggia in area di rigore e mette Cutrone davanti a Mirante ma le polveri dei nostri centravanti sono bagnatissime e il baby bomber calcia debolmente su Mirante.

Abbiamo legittimato il doppio vantaggio ma fare il terzo gol metterebbe la partita in ghiaccio.

Si riaffaccia il Bologna nei pressi di Donnarumma con un destro deviato di Palacio che sfila di poco al lato e con una maxi mischia da saloon che Calabria sbroglia nel cuore dell’area rossonera.
Dopo poco un bel uno-due Jack-Calha libera il primo al limite dell’area ma la fortuna non ci assiste e il suo destro finisce sulla traversa.
Continua a fare caldo ma almeno ci si è divertiti in questa seconda frazione.
Quando la partita è ormai in discesa, commettiamo il solito errore di attenzione e, dal, anzi dai possibili 3-0, si passa sul 2-1 grazie a De Maio che accorcia le distanze saltando indisturbato alle spalle di Bonucci.

Ci sarà da soffrire anche oggi.

Dopo pochi minuti Calabria cicca clamorosamente un pallone che arriva a Mbaye. Il tiro potente da posizione decentrata trova Gigio fermo come una statua ad aspettarlo e respingerlo.
Cambi finali, entrano Kalinic e Montolivo, naturalmente per addormentare la partita. Naturalmente i due ci riescono benissimo, il Bologna non ne ha più e, dopo oltre 40 giorni, portiamo a casa tre punti fondamentali che ci consentono di rimanere in corsa per il sesto posto.
Sabato prossimo ci aspetta il Verona, probabilmente alla sua ultima in A prima della matematica retrocessione, come era accaduto col Benevento. Stavolta vediamo di non commettere lo stesso errore.

Ciao Milan, ti aspetto al Dall’Ara l’anno prossimo, magari per giocarti qualcosa in più di un semplice posto in Europa League.

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