Penultima a San Siro di questa tribolata stagione. Di fronte l’odiato Verona che ci ha battuti 3-0 all’andata.

Rientra Alessietto nell’11 titolari accanto a Bonucci, solito riposo per Calabria nella settimana che prevede tre partite, al suo posto Abate, con Locatelli confermato in regia dopo Bologna. Per il resto Gattuso, temendo una nuova figuraccia, conferma tutti i suoi uomini di fiducia, incurante della finale che ci aspetta Mercoledì contro la Juve.

I gialloblu, insieme ai vecchietti Cerci e Romulo, presentano tanti carneadi, sconosciuti per questi livelli, come Bearzotti, Calvano e Danzi. Sono ad un passo dalla B, come lo era il Benevento, quindi attenzione massima e rimandiamoli tra i cadetti.

Tre minuti e Suso impegna il portiere scaligero con un bel sinistro. Dopo pochi minuti Cutrone riesce solo a sfiorare un bel cross dello spagnolo permettendo a Silvestri di respingere, arriva Kessie che spara in curva. Il Verona è davvero poca, pochissima cosa. A destra entriamo come un coltello nel burro. Logica vuole che, dopo l’ennesima combinazione su quel lato, Suso, ben imbeccato da Bonaventura, entri in area tutto solo, serva un pallone rasoterra all’indietro che Calhanoglu trasforma in gol nonostante il disperato tentativo di salvataggio di Herteaux.

1-0 per noi dopo 10 minuti.

I ritmi sono quelli di un allenamento, il Verona oppone una resistenza davvero minima, i falli si contano sulle dita di una mano. Ma non dobbiamo abbassare la guardia. Il nostro miglior giocatore, quello che indossa la maglia numero 10, cerca per due volte la doppietta: al 15’ mette di un pelo al lato dopo un’azione fotocopia di quella del vantaggio, al 18’ si accentra e impegna seriamente il loro portiere.

Ancora ritmi bassi e controllo totale della partita. Bonucci, non avendo avversari, gioca spesso da centrocampista. L’assenza di concentrazione ci fa sbagliare malamente un contropiede 4 contro 3. Dai Jack, lo sai che Gattuso non gradirà. Dobbiamo raddoppiare, perché non siamo ancora in grado di gestire.

Al minuto 32, dopo non so quanto tempo, finalmente torna a segnare un nostro centravanti: Bonaventura trova Cutrone in verticale, il movimento è quello dei bomber di razza, stop e girata rapace di sinistro sul primo palo.

Bravo Baby Bomber!

Locatelli, di sinistro, impensierisce ancora Silvestri. E’ vero, l’impegno non è certo probante ma oggi mi sta piacendo il giovane regista.
Un’altra potenziale occasione su calcio d’angolo per Bonucci prima che l’arbitro mandi tutti negli spogliatoi.

Che la partita sia totalmente balneare lo dimostra il terzo gol del Milan, al minuto 4 del secondo tempo: triangolo sul solito versante destro tra Abate e Suso, nessun difensore del Verona si sbatte più di tanto per impedire la giocata, il buon Ignazio ha il tempo di stoppare il pallone e colpirlo di esterno destro. La palla, invece di finire come al solito in curva, trafigge il portiere gialloblu. Bel premio di fine stagione per l’impegno che il biondo ci mette sempre.

3-0, game over.

La partita non ha più nulla da dire, le curve si scambiano cori di scherno (al “Serie B, Serie B” gridato dalla Sud, controbatte un sarcastico “Vincerete il tricolor” da parte dei veronesi) mentre Gattuso toglie l’acciaccato Suso per Borini e fa uscire precauzionalmente Romagnoli. Buon allenamento, al rientro, anche per lui.
Locatelli capisce che l’occasione è ghiotta e riprova a scrivere il suo nome nel tabellino dei marcatori, da cui manca da oltre un anno, ma il suo destro deviato viene miracolosamente salvato dal portiere.

Al 70’ Romulo colpisce una clamorosa traversa su punizione, prima che Kalinic entri tra i fischi, sostituendo Cutrone.
Di vedere Andrè Silva neanche a parlarne, credo che il portoghese finirà mestamente sul mercato.
Al minuto 85 la più bella giocata della partita. La fa il coreano Lee che colpisce al volo una ribattuta di Kessie e supera Donnarumma accorciando le distanze. Gran gol ma avrei preferito finire la partita con la porta immacolata.
Dopo 3 minuti ristabiliamo le distanze con Borini, ben servito da Bonaventura. 4-1 e tutti sotto la doccia.

Andate in pace, l’allenamento è finito.

Mandiamo matematicamente il Verona in B e superiamo momentaneamente l’Atalanta in classifica, riprendendoci quel sesto posto che abbiamo occupato meritatamente fino a poche settimane fa ma il difficile deve ancora venire: in questa settimana si capirà definitivamente se potremo parlare di stagione di transizione, ma comunque positiva, o se saremo costretti, ancora una volta, a tracciare una triste linea retta per cancellare dalla mente anche questo 2017/2018. Io ci voglio credere. Forza Milan!

di Antonio Gatta

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