Veniamo da anni bui, carichi di delusioni, lo so, lo sappiamo tutti, ma Maggio, per noi milanisti, è storicamente mese di vigilie, di attese e di appuntamenti importanti da non fallire.

Questa vigilia, pur essendo lontana anni luce da quelle che, anni addietro, mi bloccavano lo stomaco e mi negavano il sonno, la sento particolarmente, vuoi per l’avversario, vuoi per la posta in palio, vuoi per la voglia matta che ho di posare il primo mattone di una lunga serie ed iniziare a costruire un nuovo ciclo vincente, almeno così mi auguro.

Non ce la faccio più a vedere quelli là che vincono.

Formazione tipo per noi, con l’unica eccezione di Locatelli in regia al posto di Biglia, che comunque siede in panchina nonostante il grave infortunio patito qualche settimana fa. Quelli là schierano Cuadrado terzino, Barzagli e Benatia centrali e, a sorpresa, Mandzukic al posto di Higuain al centro dell’attacco. Se di scelta tecnica si tratta, non mi dispiace affatto. Spero di non pentirmi.
Coreografie importanti ma non c’è partita: clamorosamente più bello ed emozionante il nostro ALL IN! E’ la partita che vale una stagione e i 30.000 al seguito hanno fatto bene a sottolinearlo.

Inizio soft. Al 3’ Douglas Costa trova un bel corridoio per Khedira che, per fortuna, calcia debolmente. Al minuto 8 ottimo doppio triangolo Calha-Cutrone con il baby Bomber che ha spazio e specchio per calciare forte ma Buffon respinge la conclusione troppo centrale. Prima occasione per noi. Forza ragazzi!
Decidiamo di aspettarli, la Juve fa gioco ma noi siamo stretti e compatti e non concediamo quasi niente. Si vedono tanti, troppi, errori in appoggio di Calabria che non trova mai il feeling con Suso sulla fascia di appartenenza.

Al 30’ lo spagnolo calcia dalla distanza ma non impensierisce Mr Fruttini.
Dopo poco pericoloso Dybala che slalomeggia al limite e poi calcia in bocca a Donnarumma. Occhio, ragazzi a lasciargli spazio. Al 37’ Romagnoli si perde Mandzukic al centro dell’area ma il colpo di testa del croato, imbeccato da Cuadrado, è debole e centrale.
Bonaventura prova a mettersi in proprio e cerca l’incrocio dalla distanza ma il pallone, leggermente deviato, sfila alto.
Il primo tempo si chiude con il fiscalissimo Damato che, a 10 secondi dalla fine, non ci fa battere una punizione da ottima posizione. Non ne dubitavo.
Nel primi minuti del secondo tempo siamo più aggressivi e collezioniamo occasioni, purtroppo solo potenziali, entrambe con Bonaventura, la prima di testa, la seconda con un velenosissimo cross in area che non trova nessuna deviazione.

Dybala scalda di nuovo i guantoni di Gigio che, pochi minuti dopo, si supera su un sinistro di controbalzo dell’argentino sugli sviluppi di un calcio d’angolo.
Neanche il tempo di gridare la mia ammirazione mista a rassegnazione per il giovane portiere che forse perderemo in estate che, dal calcio d’angolo successivo, Romagnoli si perde Benatia. Colpo di testa del marocchino che si insacca sul palo lontano con Donnarumma immobile.

1-0 per i gobbi.

Sono famelici e cattivi questi, alla minima occasione ti purgano.
Dovremmo reagire e, invece, perdiamo completamente la bussola. Ancora Dybala chiama Donnarumma alla deviazione in angolo. Corner ribattuto, palla a Cuadrado che serve Douglas Costa al limite ma Gigio, invece di respingere in angolo il tiro del brasiliano, tenta di bloccare il pallone viscido che finisce in rete.

Il Donnarumma Horror Show continua tre minuti dopo. Solito calcio d’angolo, il portiere non trattiene un pallone comodo comodo e Benatia insacca il 3-0.
Incredibile. Non ci credo. 3 gol in così pochi minuti non li vedevo da quel giorno là sul Bosforo.

La partita è finita, e con lei anche i nostri sogni di gloria.

Siamo anche sfortunati nell’unica giocata degna di nota dell’intera stagione di Kalinic che, dopo aver pregevolmente saltato due uomini al limite dell’area, mette in mezzo una palla che Matuidi maldestramente spedisce sul palo a Buffon battuto.
La sfiga ci vede benissimo e, non contenta, si accanisce sul croato al minuto 76. Ancora calcio d’angolo tagliatissimo di Pjanic, Kalinic appostato a difesa del primo palo, pettina il pallone e anticipa Donnarumma insaccando nella nostra porta il gol del pesantissimo 4-0.
Il resto della partita è accademia gobba e tragedia rossonera.

Quest’anno, su 3 partite contro la Juve ne abbiamo perse altrettante, subendo la bellezza di 9 gol e facendone 1 solo. Anche se le prestazioni non sono state completamente da buttare, bisogna essere obiettivi ed ammettere che i numeri rimarcano impietosamente quale sia attualmente la differenza tra noi e quelli là.

Ora la qualificazione all’Europa League, se davvero la vogliamo, dobbiamo conquistarcela negli ultimi, tremendi 180 minuti di campionato. Sarà dura ripartire e rimettere insieme i cocci ma sta a Rino provarci e poi, a mente fredda e bocce ferme, capire bene se, per l’ennesimo anno, bisognerà buttare il bambino con tutta l’acqua sporca o se c’è anche qualcosa da salvare e qualcuno da cui ripartire.

Quanta mestizia in questo mese di maggio…

 di Antonio Gatta

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