La debacle di Roma quali e quanti strascichi avrà lasciato? Saremo capaci di reagire nella seconda finale consecutiva che il calendario ci ha riservato? Sono le domande che mi pongo da 3 giorni alle quali oggi avrò finalmente risposta.

I risultati del pomeriggio invitano a fare i soliti calcoli di fine campionato: vincendo saremmo sesti, pareggiando forse, perdendo boh.

Sinceramente il tutto mi interessa poco, oggi voglio reazione e vittoria.
Sarà durissima perché l’Atalanta è in forma, gioca bene e corre molto più di noi. Gattuso lascia in panchina i giovani che hanno deluso contro la Juve e si affida ad Abate, al rientrante Biglia e a Kalinic.

All’ingresso in campo la faccia di Capitan Bonucci è di quelle cattive e concentrate. Speriamo lo sia davvero lui e tutto il resto della truppa. Incrociamo le dita.
Appena inizia la partita sullo stadio si abbatte un diluvio, giusto per ricordare ai giocatori che in questa partita ci sarà da lottare duramente per raggiungere l’obiettivo.

Partiamo bene, corti e compatti ma il gioco, come al solito, non riesce mai a trovare una finalizzazione degna di nota.
Al minuto 8 il primo tiro in porta è una telefonata di Suso a Berisha.
Kalinic lotta, fa sponde e si sbatte ma in area di rigore è un fantasma. Calhanoglu sembra soffrire molto la tempesta di pioggia che continua imperterrita a flagellare Bergamo e non incide mai. Collezioniamo angoli che però vengono battuti tutti, e dico tutti, lunghi sul secondo palo dove non c’è mai nessuno dei nostri. Tre giorni fa ci hanno massacrato sui corner, possibile che non riusciamo a capire come bisogna batterli?

Si corre e si combatte, ammonizioni da un lato e dall’altro. Abate la sua poteva risparmiarsela, a dire la verità.

Al 30’, da calcio piazzato, Bonaventura spizza sul secondo palo ma Toloi anticipa Kalinic e mette in angolo.
Per lo meno stiamo riuscendo a contenere bene l’Atalanta che non riesce ad esprimere il suo solito gioco, fatto di tagli e sovrapposizioni.
In un paio di occasioni il Papu Gomez riesce a farsi trovare tra le linee ma calcia malissimo. Poi pensa bene di rifilare una ginocchiata sulla schiena a Biglia, proprio là dove il nostro ha subito le fratture. L’arbitro Guida si limita a fischiare il fallo e si scalda Montolivo. La sfiga continua a vederci benissimo e si è evidentemente affezionata al rossonero.

A pochi minuti dal termine del primo tempo l’Atalanta crea la sua azione più pericolosa ma, per fortuna, Rodriguez, Biglia e ancora Rodriguez ribattono tutti i tentativi orobici di calciare verso la porta.
1-0 dopo 45 minuti, buona personalità dei nostri ma l’attacco resta anoressico.
Come previsto al rientro in campo non c’è più il regista argentino ma il Capitano del fu Giannino.

L’Atalanta sembra più cattiva.

Il Papu entra molto più nel vivo del gioco e Cristante sale sugli scudi, trovando spazi che mancavano nel primo tempo. Al 53’ un suo tiro potente viene deviato e termina sull’esterno della rete. Dal calcio d’angolo che ne scaturisce, lui stesso colpisce benissimo di testa, Donnarumma respinge sui piedi di Caldara che fortunatamente si mangia un gol già fatto. Soffriamo tantissimo. Entra Ilicic per Barrow e la cosa mi preoccupa molto.
Ancora Cristante alto sulla traversa. Niente, siamo spariti dal campo.
Al 60’ improvvisamente troviamo il vantaggio. Ottimo inserimento di Montolivo, ben servito dal tacco di Kessie, Kalinic si fa anticipare ma la palla torna all’ivoriano che scarica un diagonale potente e preciso. 1-0 per noi. Kessie non esulta ma io si, e tanto.

Dai ragazzi!

Passano pochi minuti e Guida prima ammonisce Toloi, poi lo caccia per aver ricevuto il suo applauso ironico. Siamo in vantaggio di un gol e di un uomo, situazione migliore non poteva esserci, fuori la personalità adesso.
E invece, nulla, i ragazzi sono impauriti e senza gamba. L’Atalanta prende campo e comanda il gioco. Guida ammonisce chiunque.
Al 68’ ancora Cristante su una respinta di Donnarumma sbaglia il tap-in vincente da pochi metri.

Non è possibile soffrire così! Anche le rimesse dal fondo diventano inspiegabilmente complicate perché non riusciamo mai a gestire la palla che ci ostiniamo a voler giocare bassa. Ma un calcione alla viva il parroco, no?
Da una rimessa dal fondo che Gigio appoggia ad Abate, la palla arriva centralmente a Montolivo che, in mezzo a tre avversari, sbaglia il controllo e per recuperare entra duro su Gomez. Rosso diretto e parità numerica ristabilita.

Mi viene da piangere!

Ilicic spadroneggia adesso. Gigio blocca un tiro centrale del Papu. Noi non usciamo più dalla trequarti. Ancora occasione per Goosens al minuto 88 con la palla che sfila al lato. Donnarumma viene ammonito per perdita di tempo e porta a 11 il totale dei cartellini gialli, più 2 rossi, nel match. Se non è record, ci andiamo vicini.

5 minuti di recupero. Resistiamo, vi prego, resistiamo.

Al 93’ il solito Ilicic sulla destra rientra sul suo mancino e mette un’ottima palla in area. Il vice-capitano del fu Giannino si fa scavalcare e Masiello incorna sul primo palo dove Donnarumma è tutt’altro che impeccabile nella parata. 1-1 e addio vacanze anticipate.

Siamo matematicamente in Europa ma non so quanto questo possa far piacere alla squadra qualora non riuscissimo a battere la Fiorentina domenica prossima, visto che col settimo posto dovranno iniziare a giocare già a Luglio. Ci aspetta un’ultima settimana di passione prima del fischio finale della stagione. Dopo di che spetterà a chi di dovere capire dove sono gli errori tecnici, dove quelli caratteriali, dove quelli tattici e porvi rimedio perché, sinceramente, non ce la facciamo più a vedere un diavolo così piccolo.

Antonio Gatta

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