Non sei arrivato a Milano con la stessa aspettative che avevamo per il portoghese. La sua classe ci era nota e la dieci poteva essere solo una formalità. Sul tetto d’Europa, con tre maglie diverse.

Poi un tracollo, nessuno che sapeva portarla, nessuno quasi la voleva più. Ci ha provato un ragazzo che con la 27 ci aveva fatto sognare ma poi, come una maledizione, non è riuscito a darci quel che aveva promesso. Per marketing, soldi, fama e gloria poi l’abbiamo “svenduta” ad oriente e da lì alla domanda: “ chi ha la dieci nel Milan?” Nessuno aveva il coraggio di rispondere. Nessuno.

Quattro lunghissimi anni senza diez, senza fantasia, senza un giocatore che potesse incarnare quel numero che prima dei sopra citati facevano ballare gli avversari nelle scarpe. E poi arrivi tu. In punta di piedi, da parte nostra con qualche pretesa sicuramente, come sempre da 119 anni. La discontinuità ti ha caratterizzato i primi mesi dovuta anche sicuramente a un allenatore che non aveva ben interpretato le tue qualità e soprattutto le tue motivazioni.

Poi? Un fiume in piena. Partita dopo partita. Corsa, rabbia, grinta e una classe da diez. Si, perché non sarai Maradona oppure il Genio (che dieci ragazzi!) Zorro, Carletto o zucchero filato. Ma hai tutte le carte in regola per prenderti in mano una squadra che ha bisogno di quel dieci lì. Di un dieci. Del dieci di Milano.

Oltre alla tua partita di ieri che è stata da standing ovation dal riscaldamento al salto sotto la curva, ci tenevo a ringraziarti.

Grazie per aver rischiato.

Grazie per averci creduto.

Grazie per aver scommesso su di te.

Grazie per aver guardato al mister.

Grazie per quel tunnel.

Grazie per il morso allo stemma sul cuore.

Grazie per gli abbracci.

Grazie per i cambi di gioco.

Grazie per non aver mollato.

Grazie per quel destro imprendibile.

Grazie per l’urlo seguito dallo speaker quando grida “Hakan”.

Grazie per esserti preso la squadra in mano.

Grazie per avermi fatto sorridere.

Grazie per avermi fatto essere fiero di nuovo, dopo sei lunghi anni da Willy Wonka, della casacca numero dieci.

Chi è il dieci del Milan? Per gli avversarsi il turco senza precedenti, per gli amici Hakan, per il giro stretto “cialda croccante”.

Per me Hakan Chalanoglu, Il diez di Milano.

(di Simone Orom Samoran)

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