Manchester.

Shevchenko sul dischetto. Se segna il Milan è campione d’Europa. Quegli occhi così concentrati che viaggiano dall’arbitro alla palla, poi dalla palla a Buffon, saranno difficili da dimenticare. Si sa come è andata a finire, palla da una parte e Buffon dall’altra.

La coppa dalle grandi orecchie è nostra.

La partita che ci ha consacrato campioni d’Europa per la sesta volta si è giocata all’Old Trafford di Manchester, stadio che ha meritato il soprannome “Il teatro dei sogni”, nome dato dal grande Bobby Charlton, adatto anche per questa vittoria, incredibilmente l’unica finale di Champions ospitata dalla città inglese.

Una capienza importante, poco meno di 75000 posti a sedere, un’atmosfera che fa invidia a pochi essendo il secondo stadio più grande d’oltremanica (dopo Wembley), e l’undicesimo al mondo.
Il nome lo prende dal quartiere dove si trova, a sud-est di Manchester, abitato da 13000 persone. Quest’area, all’epoca, era la più grande zona industriale Inglese.  Dal 1880 questa terra è stata popolata de emigrati irlandesi, poi afro-caraibici ed infine indiani.

Dal 1910 è casa del Manchester United, anche se tra il 1941 e il 1949, a causa dei bombardamenti subiti, è stato inagibile ed ha costretto i Red Devils a trasferirsi al Maine Road, stadio del Manchester City.

Il record di spettatori mai registrato all’Old Trafford è stato, nel 1939, di 76962, durante la finale di FA Cup tra Wolverhampton Wonderers e Grimsby Town.

I tifosi rossoneri hanno un feeling speciale con questo stadio visto che dal 1958, Milan e Manchester United si sono affrontate 10 volte, 5 vittorie, 5 sconfitte e nessun pareggio. È stato un luogo dove molti di noi si ricordano partite incredibili dei nostri beniamini, basti pensare al Febbraio del 2005 quando il Milan vinse per 1-0 con gol di Crespo nel secondo tempo, davanti a 70000 spettatori. Era l’andata degli ottavi di finale di Champions, torneo finito con la nostra disfatta ad Istanbul.

Sicuramente il ricordo più bello pero è stato quello della finale proprio di questa coppa magica contro la Juventus. Una partita tiratissima che si è conclusa ai calci di rigore, rendendo ancora più indimenticabile quella calda serata di Maggio, nell’ormai lontano 2003.

Sono passati infatti 15 anni da quel giorno ma è difficile dimenticare le emozioni provate all’ingresso in campo dei giocatori, la voglia di riconquistare quell’ambito trofeo, e poi Maldini che alza la coppa.

“Alzala Paolo, alzala!” Gridava Pellegatti con le lacrime agli occhi.

In futuro sicuramente l’Old Trafford ospiterà di nuovo altre partite leggendarie per i colori rossoneri , magari proprio una finale di Champions, partita che manca ormai da molti, troppi anni.

E allora grazie ancora Sheva, grazie Milan, grazie teatro dei sogni.

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