Seguire la propria squadra del cuore è qualcosa che non tutti hanno la possibilita’ di fare. Visitare più di 500 stadi in 30 Paesi è qualcosa di incredibile. Abbiamo la fortuna di raccontarvi questa storia direttamente dalle parole del protagonista!

“Mi chiamo Federico Roccio, ho 28 anni e vivo a Limbiate, provincia di Monza-Brianza.
Sono sempre stato un tifoso milanista infatti, già all’età di tre anni, mio padre mi portó a vedere la prima partita a San Siro tra Milan ed Aarau finita 0-0. Ovviamente non me la ricordo ma questo è per la cronaca!
La mia storia si può dire che è incominciata due anni fa quando sono stato premiato dai creatori dell’app Groundhopper assieme a dei ragazzi di Padova, per essere stato il primo italiano a raggiungere la fatidica soglia dei 500 stadi visitati in 30 Paesi. Un numero sicuramente già destinato a salire in questi giorni.

Questa pazzia, anche se io a dire il vero la chiamerei malattia, nasce dal fatto che nel 2007 volevo a tutti i costi andare ad Atene a vedere la finale di Champion League del mio amato Milan.
Purtroppo mio padre, visto che ero ancora minorenne non mi lasció partire, peccato che avessi 17 anni e 11 mesi!
Da quel giorno nacque quella voglia di rivalsa, quella voglia di dire “adesso spacco il mondo, adesso faccio quello che voglio!”.

Infatti cominciai subito, la mia prima trasferta, appena compiuti i 18 anni, fu Lecce Milan, 14 ore ad andare e 14 ore a tornare, credevo proprio di non arrivare mai! Ma per il MIlan questo ed altro.

La seconda cosa che ha fatto esplodere in me questa passione del Groundhopping è successa nel 2009 quando, prendendo per la prima volta l’aereo, volai a Catania per vedere Catania Milan. I miei amici di 4/5 anni più grandi, in quell’occasione mi prendevano in giro dicendomi: “si ma a te ti manca ancora questo stadio, in questo stadio non ci sei stato… etc”. A quel punto mi sono detto, beh se loro sono riusciti a fare molte trasferte, perché io non possono farlo?

Infatti, nella stagione 2009-2010 oltre a tutte le partite casalinghe dei rossoneri, riuscii a seguire anche tutte le trasferte. Purtroppo però dopo quella stagione i colori del Milan sono “spariti” dalle competizioni europee anche se fortunatamente, in precedenza, sono riuscito ad andare ad Anderlecht, Barcellona, Madrid e Malaga.

Dopo la partita con l’Atletico Madrid decisi di continuare i miei viaggi “da solo” alla scoperta di altri stadi, prima nei Paesi vicino come Svizzera, Francia e Germania, poi nel resto d’Europa, arrivando finalmente alla soglia dei 500 stadi!

Ne ho viste veramente tante durante questo periodo però posso dire che lo stadio che mi ha colpito di più, sicuramente per l’atmosfera, è stato il Celtic Park. Non dimenticherò mai quella sera che andai a vedere Celtic-Milan 0-3. Alla fine della partita i tifosi biancoverdi sono venuti verso la nostra parte a lanciarci le proprie sciarpe per fare scambio con noi. Non mi vergogno a dirlo ma in quell’occasione mi sono proprio emozionato e, come puó immaginarsi uno che ama il calcio come me, da quella sera mi sono innamorato dei tifosi del Celtic.

Un altro stadio che mi è rimasto nel cuore è Upton Park, ex casa del West Ham United. Andai con la mia ragazza Eleonora a vedere West Ham-Liverpool, l’atmosfera era incredibile: mentre gli speaker passavano “Forever blowing bubbles”, sentire queste bolle che ti scoppiavano sulla giacca ad un metro  dal campo, rese tutto ancora più emozionante.

Riguardo alla modernità di queste strutture sono convinto che nessuno stadio batta l’Allianz Arena di Monaco. È proprio un confetto e ti senti come se fossi seduto a casa!

Al contrario però non saprei quale per me  sia lo stadio più “brutto” anche perché credo che ognuno abbia qualcosa che lo contraddistingua, nel bene e nel male. Uno degli episodi più particolari e’ successo nella seconda serie slovena. Una tribuna di 200 posti, quella del Ankaran Hrvatini, che cadeva a pezzi e tutti quelli dentro lo stadio ci guardavamo veramente male, quasi ci sentimmo costretti a scappare!

L’altro invece nella quarta serie Turca. Ho trovato questo cartello al di fuori dello stadio: “ NO TV, NO TELEFONO, NO FACEBOOK”. Quando ho letto il no Facebook sono scoppiato a ridere.

Durante questi anni ho stretto un’amicizia veramente stretta con i ragazzi di Creta, tifosi delll’OFI, squadra all’epoca allenata da Gattuso.

Li conobbi quasi per caso visto che, a fine primo tempo, scesi dagli spalti per poter comprare una maglia del loro gruppo. Non feci neanche in tempo ad entrare nel loro ritrovo che qualcuno mi prese per un braccio chiedendomi cosa stessi facendo li. Dopo le mie spiegazioni, mi chiese di fare scambio di maglia visto che io indossavo quella del nostro gruppo SCAPPATI DI CASA.

Da quel momento è scoppiata una vera amicizia fino al punto di ritornare in Grecia ogni volta possibile con la mia ragazza, per spendere le nostre vacanze in loro compagnia.

Per farvi capire quanto appassionati sono di calcio questi ragazzi, vi dico solo che uno di loro,  dopo poche settimane che avevamo fatto conoscenza, si è tatuato sul ginocchio il nostro logo “SCAPPATI DI CASA”.

Da tutto questo progetto, un paio d’anni fa, ho deciso di buttare giù tutte queste esperienze in un libro che probabilmente uscirà a metà Luglio e coprirà le informazioni utili che variano dal prezzo del biglietto aereo, dello stadio, della birra e del panino comprato, insomma di come viviamo il Groundhopping, senza soffermarmi troppo sulla cronaca della partita, una vera e propria enciclopedia del tifoso!

Per mettere la ciliegina sulla torta, all’ultima a San Siro di quest’anno e dopo minuziosi preparativi, grazie alla società AC Milan ed ai miei amici, sono riuscito a chiedere alla mia ragazza di sposarla.

Quale posto migliore se non questo stadio, la casa del Milan, la mia casa!”

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *