“Carneade! Chi era costui?” si domandava Don Abbondio ne “I Promessi Sposi”.

Ebbene il Milan, nella sua storia ultracentenaria, ha dovuto necessariamente incontrare squadre poco blasonate e composte spesso da giocatori semi-sconosciuti che, ribaltando un risultato scontato solo sulla carta, lo hanno costretto ad uscire malconcio dal campo, scrivendo pagine di storia non certo piacevoli per il nostro glorioso club. Naturalmente elencarle tutte risulta davvero difficile quindi ci limiteremo a ricordare solo quelle più significative e clamorose.

Pochi sanno, ad esempio, che il Milan ha sempre perso con il Vigevano: 2 partite disputate ed altrettante sconfitte nel lontano 1945, anno in cui, a causa della seconda guerra mondiale, il massimo campionato di calcio non si disputò lasciando il posto a Tornei locali, tra i quali il Torneo Benefico Lombardo nel quale, appunto, i rossoneri persero entrambi gli incontri contro i biancazzurri pavesi che si classificarono terzi nella classifica  finale distanziando di ben 7 lunghezze i rossoneri. Mattatore del primo incontro, vinto dal Vigevano per 5-0, fu il famoso Riccardo Carapellese, che successivamente arrivò anche a vestire la maglia della Nazionale azzurra.

Nel corso dello stesso Torneo andrà ricordato il pesante 6-1 subito dal Pavia, con tripletta di tale Luigi Bassi, centrocampista che spese l’intera carriera tra la Serie C e la Serie B.

Luigi Bassi

Due furono anche le sconfitte patite contro il Casale, su 19 incontri disputati, e anche in questo caso bisogna risalire molto indietro nel tempo: la prima è addirittura datata aprile 1913 e vide i piemontesi imporsi per 2-0, la seconda, nel 1931, terminò con il punteggio di 3-2.

Pochi anni dopo la guerra, quando il calcio italiano stava finalmente rialzando la testa, la Lucchese colse a San Siro la sua unica vittoria contro il Milan: giornata 32 del campionato 1947/48 e rossoneri toscani che si imposero grazie a una doppietta del loro centravanti Ugo Conti.

Più recente l’unica sconfitta subita contro il Monza che nel primo turno della Coppa Italia 1964/65 ci sconfisse per 2-1 con doppietta del capitano Mariano Melonari.

Tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80 numerose furono le debacle con altrettante Cenerentole del calcio ad alti livelli.

Il Catanzaro ci sconfisse 3 volte, 1 nel 1976/77, 1-0 con gol di Sperotto, e per ben 2 volte nel 1981/82, sia alla settima che alla ventiduesima giornata di quel maledetto campionato che ci vide retrocedere in B, con l’attaccante calabrese Edi Bivi decisivo in entrambe le occasioni.

I Satanelli del Foggia piegarono il Diavolo 2 volte: la prima, in A, nel 1976/77, vincendo per 2-1 allo Zaccheria con gol di Pirazzini e Gigi Delneri, futuro allenatore di successo, la seconda, in B, nella stagione 1980/81, sempre in Puglia, grazie al rigore segnato da tale Costante Tivelli.

Nella medesima stagione tra i cadetti ricordiamo l’unica disfatta patita contro il Pisa, che ci sconfisse a San Siro grazie al gol di Odoacre Chierico, centrocampista che poi raggiunse fama e notorietà indossando la maglia di Roma e Udinese.

Anche gli abruzzesi del Pescara in quegli anni ebbero le loro uniche soddisfazioni, battendoci sia nel 1979/80, in A, per 2-1 grazie alle reti di Cinquetti e Negrisolo, sia nella stagione successiva, in B, grazie al gol dell’attaccante Massimo Silva.

E’ datata 7 novembre 1982 la sconfitta più eclatante e malauguratamente famosa del Milan contro una “provinciale”: in un San Siro gremito nonostante nonostante l’incontro non proprio di cartello, e per giunta nella serie cadetta, dopo l’iniziale vantaggio firmato dallo “squalo” Joe Jordan, la piccola Cavese riuscì a ribaltare il risultato con i gol di Tivelli e Di Michele, portando a casa la più clamorosa delle vittorie.

Una vera e propria bestia nera per i rossoneri degli anni 80 fu l‘Ascoli del Presidente Costantino Rozzi, capace di infliggerci in un decennio ben 5 sconfitte: ma mentre la prima, datata 22 novembre 1981, con gol di Greco, era quasi “prevedibile” vista la pessima stagione del Diavolo destinato agli inferi della B, le altre 4 sono da catalogare come vere e proprie sorprese poichè avvennero tutte tra il 1986 e il 1989, ossia dopo l’avvento di Berlusconi e del grande Milan di Sacchi. Alla prima giornata del campionato 1986/87 il Milan targato Liedholm, che presentava agli oltre 70.000 spettatori del Meazza i nuovi acquisti Donadoni, Giovanni Galli, Bonetti, Galderisi e Massaro, venne incredibilmente sconfitto in casa dai bianconeri guidati dal centravanti Barbuti, autore dello strepitoso gol decisivo. Non contento, sempre lo stesso anno, l’Ascoli di mister Castagner, subentrato in corsa ad Aldo Sensibile, ci sconfisse anche al ritorno, in terra marchigiana, sempre per 1-0, grazie al gol di Pusceddu.

Anche nell’anno dello scudetto del 1988, l’Ascoli riuscì comunque a batterci, sebbene in Coppa Italia, espugnando San Siro con il gol del terzino Flavio Destro, padre di Mattia, attaccante dal passato rossonero attualmente in forza a Bologna, il quale riuscì persino a ripetersi, a distanza di un mese, in campionato nel pareggio per 1-1 divenuto famoso per l’espulsione di Gullit ad opera del suscettibilissimo arbitro Cornieti, che non accolse di buon grado l’applauso tutt’altro che irriverente dell’olandese. L’ultima sconfitta con l’Ascoli è datata 29 ottobre 1989 quando i bianconeri ci batterono al Del Duca per 1-0 con gol del brasiliano Casagrande.

Risale al primo anno di Presidenza Berlusconi anche l’ultima delle 5 sconfitte patite contro l’Avellino. Il 5 aprile 1987, al Partenio, Angelo Alessio e Sandro Tovalieri condannarono i rossoneri alla sconfitta per 2-1.

Quella stagione, nonostante il mercato sontuoso, fu avara di soddisfazioni per il Diavolo battuto anche dal piccolo Brescia che, alla ventiduesima giornata, sconfisse il Milan con gol di Tullio Gritti.

Le rondinelle lombarde ottennero, nel maggio 2003, l’ultima delle 10 vittorie contro i nostri supereroi, sempre per 1-0, grazie alla rete di Appiah.

Il Milan fu vittima eccellente anche della Cremonese, per ben 7 volte, ma mentre le prime 5 sconfitte si perdono nella notte dei tempi essendo tutte antecedenti alla seconda guerra mondiale, le ultime 2 sono tristemente recenti. Nel campionato 1989/90 gli allora Campioni del Mondo furono battuti da un gol di Dezotti nell’ottava giornata di campionato allo Zini di Cremona. Stessa sorte e medesimo punteggio, con gol di Luigi  Gualco, toccò agli Invincibili guidati da Capello nel settembre del 1994.

Cinque volte, invece, cademmo sotto i colpi del Cesena, 3 a metà anni ’70 e 2, incredibilmente, in stagioni in cui i rossoneri dominarono in Europa ed in Italia. Nel 1988/89 il Milan di Sacchi venne sconfitto per 1-0, con gol del carneade Holmqvist,  al Manuzzi, dai bianconeri di Seba Rossi e Condor Agostini.

L’11 settembre 2010, giorno dell’esordio di Ibrahimovic e Robinho, il Diavolo futuro campione d’Italia, perse malamente per 2-0 contro il Cesena dello scatenato Giaccherini, autore di uno dei due gol di giornata. Da ricordare, giusto per far comprendere il tenore della serata, il rigore sbagliato dal nostro centravanti svedese.

Il Grande Milan di Don Fabio venne battuto anche dalla Reggiana all’ultima giornata del campionato 1993/94 quando, grazie al gol di Massimiliano Esposito, gli emiliani si salvarono a discapito del Piacenza. Seguirono polemiche infuocate con i rossoneri già Campioni d’Italia accusati di scarso impegno proprio dai biancorossi.

I piacentini si presero la rivincita qualche anno dopo, nel 1996/97, battendo 3-2 il Milan con un gran gol in rovesciata del “Toro di Sora” Pasquale Luiso che significò esonero per il tecnico Tabarez.

Senza storia fu anche la partita del 24 maggio 2003, a pochi giorni dalla finale di Manchester, quando un Milan in formazione rimanegiatissima perse malamente per 4-2 al Garilli.

Particolarmente ostico, soprattutto a San Siro, è sempre stato l’Empoli. Il club toscano ci ha battuti 4 volte nella storia, e per ben 3 volte espugnando il nostro stadio. Nell’aprile 2003 il Milan di Ancelotti, evidentemente concentrato solo sulla cavalcata Champions, venne sconfitto per 1-0 con gol di Totò Di Natale. Stesso risultato il 21 ottobre 2007, con l’Empoli di Gigi Cagni che si impose grazie al gol dell’ex Saudati. L’ultima sconfitta è recentissima, 23 aprile 2017, quando i rossoneri di Montella, nonostante il gol di Lapadula, furono superati dai gol degli sconosciuti Mchedlidze e Thiam. Evidentemente quando Pippo Inzaghi, da allenatore, dichiarò che “non si può pretendere di dominare l’Empoli a San Siro“, lo faceva con cognizione di causa.

Due le sconfitte patite contro il Lecce, una in casa, il 19 ottobre 1997, con i salentini che espugnarono San Siro per 2-1 grazie ai gol di Govedarica e Casale, l’altra al Via del Mare, nell’aprile 2006, con i giallorossi che si imposero 1-0 con gol di Konan.

Nel nuovo millennio il Diavolo ha spesso incontrato difficoltà nel superare la Reggina che, anzi, si è permessa per ben tre volte di batterci, sempre a Reggio Calabria. Nel 2001 ci furono fatali Morabito e Da Costa, nel maggio 2004, invece, ci punirono i più famosi Di Michele e Ciccio Cozza e, infine, all’ultima di campionato del 2007, gli amaranto di Mazzarri ci sconfissero 2-0 con gol di Nicola Amoruso e del subentrante Daniele Amerini.

Da segnalare, sempre nel 2007, ma stavolta in Coppa Italia, la sconfitta patita ad Arezzo nel ritorno dei quarti di finale, con il Milan che comunque passò il turno nonostante il gol di Floro Flores.

Appartengono al presente, infine, le figuracce contro il Benevento.

Il 3 dicembre dello scorso anno passerà – tristemente per noi – alla storia del calcio perchè le Streghe campane, fino ad allora sempre sconfitte in campionato, ottennero il primo punto in Serie A nel modo più incredibile e beffardo, grazie al gol, al minuto 95, del portiere Brignoli.

Non contento dell’eccezionalità dell’evento, il Benevento, un paio di mesi fa, è venuto ad espugnare San Siro con il gol di Pietro Iemmello, trasformandosi in una delle poche squadre “di provincia” che possono vantarsi di essere tuttora imbattute contro il Milan.

Cenerentole e Carneadi, nemici occasionali che, a modo loro, hanno contribuito a rendere unica ed indimenticabile la Storia del Milan.

Comments

  1. Da aggiungere che quell’Arezzo del 2007 era allenato da un tale che sarebbe poi diventato alla guida del Napoli una vera bestia nera, tale Maurizio Sarri…

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