Sei una bimba molto fortunata. Non hai ancora compiuto un anno, per cui non puoi condividere con i tuoi amichetti la delusione per l’assenza dell’Italia al Mondiale. Due giorni fa è stata inaugurata la Coppa del Mondo di calcio in Russia e vallo a dire a un bambino che l’Italia non gioca!

Come ti ho spiegato quando Azeglio Vicini si è trasformato in un angelo, la Nazionale è quella squadra in cui vengono selezionati i più bravi calciatori italiani per giocare contro altre selezioni.  La Coppa del Mondo è il sogno di tutti i bambini; ogni calciatore lo è stato e ognuno ha bramato a occhi aperti di siglare il gol decisivo. La mamma ha vissuto ben nove Mondiali; questo è il primo a cui assiste senza gli Azzurri.

Si chiamano così i nazionali, Azzurri, perché indossano una splendida maglia azzurro cielo.

Avevo otto anni, quando ho assistito al mio primo Mondiale. E che Mondiale! Era il 1982, il presidente della Repubblica era Pertini; Michael Jackson imperversava con l’album più venduto di sempre, Thriller; nasceva “Radio Italia”; Stallone usciva al cinema con Rambo e la mafia uccideva il Generale Dalla Chiesa. Un anno importante nel bene e nel male e la Nazionale fece sognare i suoi oltre 50 milioni di abitanti battendo la Germania Ovest 3-1. Di milanisti c’erano solo Franco Baresi e Fulvio Collovati, perché Massaro e Galli giocavano ancora nella Fiorentina. Era una nazionale bianconerazzurra con Tardelli, Altobelli, Causio, Zoff, il grandissimo Gaetano Scirea e Paolo Rossi, capocannoniere del torneo. Simboli di quel Mondiale furono l’urlo di Tardelli e Pertini in piedi in  tribuna che esclamò: “Non ci prendono più!”. Dopo la difficile qualificazione, chi poteva immaginare una vittoria? Nemmeno Bearzot! Credimi, le cose insperate sono le più belle.

Lo ammetto, ho una mezza amnesia sui Mondiali dell’86, forse perché la Nazionale non fu per nulla all’altezza della situazione, facendosi eliminare dalla Francia in una delle gare più anonime della storia. In quella Nazionale di rossoneri c’era Paolo Rossi, acquistato dal presidente Farina che sognava un tridente con Hateley e Virdis. Alla fine fu un disastro (Farina stesso lo fu!). Quel Mondiale passò alla storia per la “mano de Dios” di Maradona, il più grande giocoliere della storia del calcio. Peccato! Era l’anno di True Blue di Madonna e di Whitney Houston, due voci che alla mamma piacciono molto, e del Nobel a Rita Levi Montalcini. Milano era la “Milano da bere”, capitale della moda e del movimento dei paninari. Un Mondiale più avvincente sarebbe stato l’ideale!

Non posso dilungarmi su Italia ’90 perché ti ho già spiegato il mito delle Notti Magiche.

Questa è stata la mia prima vera Nazionale: seguivo il campionato, avevo imparato le regole del gioco, capivo perfino il fuorigioco e conoscevo tutti i nazionali!

Maldini, Baresi, Donadoni, Ancelotti erano i rossoneri presenti; ma indimenticabili furono anche Roberto Baggio, Schillaci e i suoi occhi, Giannini, Bergomi, Ferri. Nell’anno dell’unificazione tedesca (il muro cadde il 9 novembre 1989) non poteva non vincere la Germania, anche perché noi fummo castigati ai rigori dall’Argentina, per cui non potemmo umiliarli in finale (diciamo che i tedeschi sperano sempre di non incontrare l’Italia…). I milanisti di cui sopra (tranne Ancelotti) si ritrovarono con Costacurta, Albertini e Massaro a Usa ’94. In panchina Arrigo Sacchi! Sono i Mondiali del menisco di Baresi, guarito in neanche 20 giorni; di Baggio che diede del matto a Sacchi perché sostituito; dello stesso Divin Codino che vinse da solo contro la Nigeria; degli errori dal dischetto di Baresi, Massaro e Baggio in finale col Brasile. Paradossale: il grande condottiero, il goleador del Milan eroe di Coppa, il Pallone d’Oro. Il destino funesto non guarda in faccia nessuno.

Nel ’98 in Francia Baggio fu acclamatissimo. Il c.t. Cesare Maldini (sì, proprio lui, il papà di Paolo imitatissimo da Teo Teocoli) lo volle assolutamente, confermando Paolo, Costacurta e Albertini. E’ l’anno del dualismo pacifico Baggio-Del Piero, di Alex e Vieri che festeggiano il gol alla Norvegia seduti e guardandosi negli occhi. E’ l’anno di Marco Pantani che si aggiudica Giro e Tour. Ma l’Italia è spiazzata nel suo personale Tour de France proprio dalla Francia. Baggio siglò il rigore scrollandosi di dosso Pasadena, ma questa volta fu di Di Biagio l’errore finale. In finale volarono Francia e il fortissimo Brasile di Ronaldo, che giocò malissimo la gara dopo una notte sofferente su cui si scrissero fiumi d’inchiostro.

Nel 2002, oltre al solito Maldini, ecco in azzurro Abbiati, Inzaghi e Gattuso. Trapattoni non portò Baggio. Bellissimo lo spot sulla Gazzetta dell’Alitalia: gigantografia di Roby e slogan “Noi ci mettiamo le ali, tu porta il pallone”. Ad ogni modo avevamo Totti e Vieri. Lo so che non è bello dare la colpa all’arbitro, però Byron Moreno nella gara con la Korea  la fece grossa: annullato un gol a Tommasi; espulso Totti; graziato i koreani per fallo su Zambrotta e Coco. Il gol di Ahn chiuse la gara. Durante la gara pare che Trap calciò via parecchie bottigliette, più di quanto i ragazzi toccarono il pallone in campo. Gli spagnoli ci criticarono per aver fatto dell’arbitro il capro espiatorio. Alla fine passarono dalla nostra perché subirono ai quarti parecchie ingiustizie e furono eliminati dai sudkoreani. Il Brasile con un giovane Kakà si aggiudicò la coppa.

E ora i Mondiali più altisonanti: Germania 2006!

Al pensiero godo ancora.

La mamma era in terra teutonica per motivi di lavoro e visse praticamente tutto il torneo laggiù circondata da bandiere di ogni paese grazie alla multi etnia che la caratterizza. Vidi anche ad Amburgo Italia-Ucraina, guarda caso la squadra di Andrij Shevchenko, fresco di passaggio al Chelsea “per motivi familiari”. Come nell’82 fu una Nazionale segnata dalle polemiche a causa di Calciolpoli. Juve, Fiorentina, Lazio e Milan (ti racconterò…) erano nell’occhio del ciclone, ma a Casa Azzurri i ragazzi, capeggiati da Marcello Lippi, si difendevano bene. Gattuso trovò anche il tempo per rispondere alla pessima battuta della testata Bild, che dipingeva gli italiani come parassiti capaci solo di sfornare pizze. Fra i rossoneri Pirlo, Gattuso, Nesta, Inzaghi e Gilardino. Nesta si fece male e cedette il posto a Materazzi; Inzaghi si aggregò dopo l’infortunio di Vieri e siglò pure un gol nell’unica gara in cui giocò, quella contro la Rep. Ceca. Splendida nazionale! Oltre ai “nostri” c’erano Totti, Toni, Alex Del Piero, De Rossi, Camoranesi, Perrotta, Buffon e un grande Cannavaro. Alla fine i gol più importanti vennero dai piedi di Fabio Grosso e Matrix. Quest’ultimo pareggiò il gol contro la Francia e fece espellere Zidane provocando furbescamente una scenata storica. Calciopoli fu anche fondamentale: senza non so se avrebbero tirato fuori tutto quell’orgoglio e carattere. Se la gara con la Francia ci regalò la coppa, quella in semifinale contro la Germania fu storica, goduria pura! Ho piacere perché durante la gara con l’Amburgo i tedeschi gridavano “wir fahren nach Berlin”, sapendo che avrebbero incontrato gli italiani qualche giorno dopo. Sì, forse ci sono andati a Berlino, in gita! Il 2006 fu anche il primo mondiale di un giovane Cristiano Ronaldo….

2010 e 2014: da dimenticare, eliminati ai gironi rispettivamente da Slovacchia e Uruguay! Nel primo stavamo ancora sugli allori del 2006, mentre nel secondo scoppiarono polemiche intorno a Balotelli e a Cassano, giudicati dai senatori De Rossi, Buffon, Chiellini e Bonucci non abbastanza impegnati.

Il Mondiale più brutto della mia storia resta però questo: siamo assenti! Ignora coloro che dicono “chissenefrega, basta che riprenda il campionato”,

perché la Coppa del Mondo è una favola che si vive ogni quattro anni e che merita di essere vissuta come la migliore Champions.

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