Il giro di boa del mondiale, la fine dei gironi, ci regala il primo giorno di riposo assoluto dal grande prato verde russo, dalle acconciature di Neymar e dalla VAR room.

È quindi momento buono per fare alcune riflessioni, ergo nuove previsioni.

Vecchia era e vecchia si è confermata la `che ci raggiunge meritatamente in spiaggia. Anche se loro il mare lo vedono con il binocolo.  La banda del calzino bianco ha ben pensato di replicare il mondiale 2010 dell’Italia. Spinta infatti dall’altisonante titolo di campione del mondo la squadra tedesca con una bella schiera di wurstel bolliti come i vari Hummels, Mario Gomez e Khedira. Le vecchie star si trasformavano in soubrette isteriche, Ozil e Muller su tutti, mentre Neuer pensava bene di farsi una gita sulla trequarti coreana con risultati tragicomici. A chiudere il cerchio la nuova stella (?) Timo Werner travestita in un Simone Pepe qualsiasi concludendo poco e nulla nelle tre partite del girone. Cito Simone Pepe perché in uno dei 238 speciali di Mediaset qualcuno ci aveva ricordato che Pepe in effetti aveva giocato tutte e tre le partite del girone nel mondiale 2010.

Girone che fra l’altro per i tedeschi sembrava essere il famoso girone materasso. Materasso sì ma con scomodissimo letto Ikea, pungenti cimici messicane e brusco risveglio coreano che ha riportato i nostri vecchi amici a Berlino e dintorni in un battibaleno. Siete vecchi, fatevene una ragione. Noi ci stiamo già ragionando da anni e a novembre abbiamo scoperto che quelli giovani sono ancora molto più scarsi ed inaffidabili dei vecchissimi.

Vecchio è Cristiano Ronaldo? Forse sì se guardiamo alla sua carta di identità. Decisamente no se ammiriamo l’atleta Cristiano Ronaldo ed il suo corpo che sembra quello di Ivan Drago uscito dai laboratori sovietici in Rocky IV. Al Portogallo potrebbe bastare una raffica di destri e sinistri del suo pugile per stendere l’Uruguay e presentarsi dinnanzi all’acerrimo nemico Rocky Balboa alias Leo Messi. Sempre se Messi griderà Adriana in faccia alla Francia e arriverà ai quarti di finale.

Ah già Messi. E Messi è vecchio? No. Forse siamo vecchi, o forse troppo veloci, noi amanti del calcio a gettare nel dimenticatoio la carriera di Lionel Messi.

Una partita con un rigore sbagliato ed una nazionale con un portiere più da reception che da campo di calcio sono bastate per fare sembrare normale uno che normale non è. Perché normali non sono 459 reti in 577 partite.

C’è chi addirittura ha commentato stupito il gol di Messi con la Nigeria col piede destro. Ma per favore.

Messi è il motivo per il quale l’Argentina può legittimamente ambire a raggiungere i quarti, perché ha uno dei due fuoriclasse del mondiale, ed una panchina offensiva che nessuna squadra ha. Dybala finora ha fatto da spettatore ma gli basterebbe una punizione per illuminarsi mentre Higuain e Aguero si sono alternati ma sono due cobra velenosi pronti a colpire da un momento all’altro.

Sicuramente fra i meno felici al gol di Rojo deveno essere stati i galletti spelacchiati di Deschamps che non hanno per nulla impressionato nel loro girone. Mbappe e Griezmann sono abili e forti, uniscono quantità alla qualità, ancora dietro Kantè e Matuidi sono due bei motori mentre Pogba sembra ancora alla ricerca di quel Gulliver che era nel campionato italiano. Pur restando chiara la supremazia difensiva dei Blues, la partita secca fra Francia e Argentina è molto più aperta di quanto i rispettivi gironi hanno detto.

Uno che sembra molto vecchio a giudicare da come si lamenta e come si tocca la schiena, dopo ogni  minimo contatto, è Neymar.

Davvero un peccato che questo giocatore dall’infinito talento ecceda nell’esibizionismo, inutile fra l’altro, visto che è già ricco, forte e famoso.

La sua prima partita del mondiale russo ce la ricorderemo per la sua infinita sfida contro i ricciolini biondi forse troppo ribelli a causa del poco gel, la seconda per quel colpo della strega e per il commuovente finale con pianto a dirotto dopo aver segnato il 2-0 al 96’ a porta vuota e battuto niente di meno che l’armata Costa Rica mentre per la terza partita non è lecito sapere se abbia finito quella caduta da motomondiale dopo la scivolata di un centrocampista della Serbia.

Pensiero dello scrivente è che un personaggio come Neymar allontani i tifosi del calcio dal Brasile. Tutto il contrario dunque di quello che era solito accadere nei mondiali quando un tifoso rimaneva orfano della propria nazionale. La Seleçao acchiappava il resto del mondo con i suoi palleggi ed i suoi allegri giocolieri e ti trascinava sino alla finale accompagnato ora da Rivaldo e Leonardo, ora da Ronaldo o Denilson.

Neymar è un giocoliere, ma non allegro. Vanitoso al limite dell’insopportabile.

Potenziale avversario ai quarti del comunque fortissimo Brasile, è una nazionale all’arrembaggio, in piena forza ma soprattutto piena di belle speranze, il Brasile d’Europa ovvero il Belgio di sua maestà Hazard.

Il piccolo dieci del Chelsea si sta confermando a livelli importanti, lo strapotere fisico di Lukaku è impressionante, la freschezza e la leggerezza di Mertens letale. Senza scordarci i vari Witsel, De Bruyne, Fellaini e Carrasco.

Il Belgio ha tante belle individualità che si esaltano nel loro collettivo. La vera sfida, dopo un girone luna-park, sarà quella di vedere se riusciranno a reggere la pressione delle sfide calde. Soprattutto quella con i sudamericani.

Compagna di merende nel girone del Belgio è stata la vecchia Inghilterra. Riusciranno i leoni d’oltre manica a rialzare la testa in un mondiale a distanza di 28 anni da Italia’90? La risposta ce la può dare solo l’uragano Kane. Se questi spazzerà via l’altalenante e discontinua Colombia allora per la squadra di Gareth Southgate si potrebbero spalancare le porte della semifinale, perché Svezia e Svizzera con gli ottavi di finale sembrano esser arrivate davvero al massimo delle loro ambizioni.

Semifinale dove gli inglesi dovrebbero incontrare, se i pronostici verranno rispettati, la Spagna o la Croazia.

La Spagna ha fatto vedere belle cose al debutto contro il Portogallo e si è via via sfilacciata contro le cenerentole Iran e Marocco. Il cambio allenatore può aver lasciato qualche buco nella testa prima ancora che nelle gambe di alcuni giocatori. Ma in campo le furie rosse hanno un leader come Sergio Ramos, il cervello ed i piedi di Iniesta, la fantasia di Isco e la malizia di Diego Costa.

Non male perché potrebbe venire fuori un quarto di finale scoppiettante contro la fantastica Croazia che ha meritatamente trionfato nel proprio girone.

La nazionale croata arrivata terza a Francia 98 spinta da Prosinecki, Boban e Suker sembra aver trovato ottimi eredi in Rakitic, Modric e Mandzukic. Tutta gente che fra Barça, Real e Juventus ha quintali di esperienza in campo internazionale e che è la vera mina vagante in questo mondiale, ma che soprattutto è pronta a fare saltare in aria il banco il 15 luglio.

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