Il Mondiale di Russia 2018 è giunto al giro di boa. Molte sorprese, altrettante conferme, alternanza di partite emozionanti ed altre sporifere. Vediamo questa volta chi merita di salire nell’Olimpo dei premi di Papavanbasten.

Premio “Italiagermania4a3” per la partita più bella.

Ammetto di avere tifato spudoratamente per gli uomini di ghiaccio. L’Islanda, se avesse battuto la Croazia già qualificata,  avrebbe rischiato di complicare molto il passaggio del turno dell’Argentina. Ne è venuta fuori una partita bellissima con i biondi che hanno dato fondo a tutte le loro risorse per riuscire nell’impresa. Certo, a livello tecnico, i nordici hanno denotato molte carenze ma la foga con cui si sono battuti, unita al cinismo dei croati, ha dato vita a un match emozionante e pieno di suspence fino al 90′. Da premiare senza ombra di dubbio.

Premio “italiacorea” per la partita più brutta.

Il primo 0-0 del Mondiale non poteva che avere come protagonista una delle squadre passate alla storia per il “biscotto” più famoso del calcio: la Danimarca. Questa volta non incontravano la Svezia, bensì la Francia, e non bisognava eliminare l’Italia, ma l’Australia. Il risultato è stato comunque lo stesso: pareggio doveva essere e pareggio è stato. Noia mortale.

Premio “Gordon Banks” per la parata più bella.

Quando nella vita hai passato delle notti all’addiaccio perchè non avevi una casa dove dormire, e poi hai lavorato come spazzino, pizzaiolo e lavavetri, non penseresti mai di poter arrivare, un giorno, a neutralizzare un calcio di rigore al giocatore più famoso del pianeta durante un Mondiale. L’iraniano Alireza Beiranvand ci è riuscito, parando il rigore di CR7 e prendendosi le copertine di tutto il mondo, oltre che, naturalmente, il premio di “Papavanbasten”.

Premio “Walter Zenga” per la papera più clamorosa.

Chi ci ha seguito nelle scorse puntate ricorda che l’Arabia Saudita è andata sempre molto vicina a conquistare questo ambitissimo premio senza, tuttavia, mai riuscirci. Alla fine dell’ultima giornata dei gironi, e quindi dell’ultima partita dei sauditi, ci sentivamo già in dovere di doverglielo consegnare “honoris causa“. Ma Al-Mosailem, non volendo che gli si regalasse nulla, ci ha ricordato che i premi nello sport si vincono sul campo: Il suo “esco, non esco, anzi esco”, per poi farsi trovare fermo come una statua davanti a Salah lanciato a rete, con conseguente facile uccellamento, merita un applauso. La costanza va indubbiamente premiata.

Premio “Gol del siglo” per il gol più bello.

Anche in questa giornata c’è l’imbarazzo della scelta: si va dalla trivela di Quaresma, vero e proprio piatto della casa, fino alla perla di Januzaj che ha steso l’Inghilterra, passando per il tacco di Iago Aspas in Spagna-Marocco. Ma lo stop di coscia sinistra di Messi, che raccoglie un lancio di 40 metri di Banega, con il pallone che resta lì, senza allontanarsi di un centimetro dal corpo, pronto per essere scaraventato in porta di destro, beh è un qualcosa di tecnicamente sublime. Questa categoria la vince Leo con l’augurio che questo premio possa aiutarlo a scacciare i fantasmi ed indurlo a viziarci ancora di magie mondiali.

Premio “Totò Schillaci” per il protagonista inatteso.

Sinceramente ero indeciso se assegnare il premio alla Corea del Sud castigatrice della Germania. Ma poi mi son ricordato del Mondiale 2002, di Byron Moreno, di Ahn Jung-hwan che salta sulla testa di Maldini e non ce l’ho fatta. D’altronde sono usciti anche loro oltre ai “simpaticissimi” tedeschi (ciao Ballack, ciao Schweini, tutto bene? Dai che un tweet lo farete prima o poi!) e quindi, al massimo, saranno protagonisti sotto l’ombrellone. In questa giornata invece premio Yerri Mina, altissimo difensore centrale della Colombia (non per niente lo chiamano “el obelisco”), di proprietà del Barcellona, che in due partite giocate si è regalato la gioia di segnare altrettanti gol, contribuendo in maniera determinante al passaggio del turno dei cafeteros.

Premio “Joseph Mwepu” per l’episodio più comico.

Se Diego Armando Maradona ha rasentato più volte il ridicolo sugli spalti di Argentina-Nigeria, prima ergendosi sulla vetrata con lo sguardo fisso verso il cielo, poi addormentandosi e infine mostrando con orgoglio il medio in diretta planetaria, il festeggiamento del belga Batshuayi dopo il gol vittoria è degno del miglior “Mai dire gol”: prende la palla dalla rete e la calcia con forza sul palo, con conseguente pallonata di rimbalzo sul volto. Un genio.

Premio “miglior sito internet dell’anno“.

Oggi permettetemi di premiare questo sito e, soprattutto, chi, da qualche mese, mi concede la possibilità di scrivere ed esprimere le mie elucubrazioni mentali. Papavanbasten.com in questi giorni compie un anno di vita e mai e poi mai avrei immaginato di avere la fortuna di trovare, nel vastissimo e variegato mondo virtuale, un luogo ma, soprattutto, delle persone con cui condividere in maniera così spontanea e naturale il mio modo di vivere e parlare di calcio, di Milan e, quindi, anche di vita. Mi limito ad un grazie affettuoso e riconoscente ad Edoardo e Luca per l’opportunità che mi hanno concesso, da estendere a tutti gli altri autori e seguaci del  sito. Lunga vita a “Papavanbasten” e tanti, tantissimi auguri!

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