Ci avviciniamo a grandi passi al gran finale di questo Mondiale. Gli emozionanti ottavi di finale hanno regalato poche sorprese, con tutte le favorite che sono riuscite a superare il turno, pur soffrendo ben oltre le aspettative come il Belgio che al 94′ ha infranto il sogno di un’intera generazione che già sognava di vedere nei quarti la sfida reale tra i figli di Holly&Benji e i nipoti di Roberto Sedinho. Vediamo quindi chi ha meritato di portare a casa i nostri ambitissimi premi.

Premio “Italiagermania4a3” per la partita più bella.

Dato il risultato finale e l’altalena di emozioni, Francia-Argentina vince a mani basse questa categoria.  Per l’ennesima volta Sua Maestà Leo Messi ha deluso in un Mondiale, dimostrando probabilmente di non riuscire a reggere il peso dell’essere considerato l’erede designato del D10S. Dall’altra parte, gli odiati cugini d’oltralpe hanno mostrato tanta sfrontatezza e un gioiello raro, destinato probabilmente a luccicare nel mondo per il prossimo decennio. Ma quanto è forte Mbappè?

Premio “Italiacorea” per la partita più brutta.

Anche qui previsioni rispettate: Svezia-Svizzera è stata una partita sonnolenta, dal tatticismo esagerato, con le squadre corte e chiuse, pochissime individualità ed ancor meno giocate degne di nota. Non poteva che essere decisa da un gollonzo che ha mandato ai quarti i nostri carnefici. Magrissima consolazione.

Premio “Gordon  Banks” per la parata più bella.

Se Ochoa ha tenuto in piedi la speranza di tutto il Messico con le sue parate, prima di cadere sotto i colpi di Neymar e Firmino, l’inglese Pickford è riuscito nell’impresa di sfatare la maledizione dei rigori per i sudditi di Sua Maestà. Ma anche prima della terribile lotteria ha sfoderato un intervento a dir poco prodigioso, al minuto 93, su un tiro diretto all’incrocio dei pali di Uribe, negando solo momentaneamente il pareggio alla Colombia. Un volo infinito con la mano sinistra protesa verso il cielo che merita copertine, applausi e premio di Papavanbasten.

Premio “Walter Zenga” per la papera più clamorosa.

Che l’Argentina non fosse particolarmente attrezzata nella difesa della sua porta ce lo aveva già dimostrato Willy Caballero durante la fase eliminatoria. Il suo sostituto, dal nome famoso e elegante, Armani, non lo ha fatto certo rimpiangere facendosi passare goffamente sotto le gambe il sinistro non proprio al fulmicotone di Mbappè. Sciagura albiceleste.

Premio “Gol del siglo” per il gol più bello.

L’esterno destro di Pavard o il destro a giro di Cavani? Due grandissimi gol sui quali sono stato indeciso a lungo. Alla fine credo che il colpo del campione uruguayano, tanto improvviso quanto voluto e cercato, abbia qualcosa in più rispetto alla spettacolare rete del francese.

Premio “Totò Schillaci” per il protagonista inatteso.

In un Mondiale povero di sorprese premio, per la seconda volta consecutiva, “el obelisco” Yerri Mina che ha svettato, ancora, sopra tutti gli avversari per regalare in extremis il gol del pareggio alla sua Colombia. Peccato che l’errore dal dischetto di Bacca ci impedirà di poterlo premiare ancora. Ad maiora Yerri.

Premio “Joseph Mwepu” per l’episodio più ridicolo.

14 minuti. È il tempo che, secondo i calcoli fatti da alcuni giornalisti, Neymar ha trascorso per terra in questo Mondiale rotolandosi e torcendosi come se gli avessero amputato entrambi gli arti. La simulazione contro il Messico, che non ha impietosito nessuno e fatto incazzare molti, entra nella all of fame delle scenneggiate. Leggerissimo contatto tra i tacchetti avversari e la preziosa caviglia di O Ney ed inizia lo spettacolo: urla, pianti e contorsioni che nemmeno Mario Merola. Ridicolo all’ennesima potenza.

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